Le intercettazioni di Cosentino, appena
appena DIMESSOSI DA SOTTOSEGRETARIO ALL'ECONOMIA
PER EVITARE ALL'IMPERATORE UN ALTRO VOTO DI
SFIDUCIA DOPO QUELLO DI BRANCHER, su come fare
fuori Caldoro della sua stessa fazione/clan
Un pezzo importante
del futuro del governo è adesso appeso a un
pugno d’intercettazioni telefoniche. Proprio
quelle intercettazioni che il premier vorrebbe
in gran parte abolire per legge.
Silvio Berlusconi minimizza e
parla di “polverone”. Ma dalle carte
depositate dell’inchiesta sulla nuova P2
saltano fuori sconcertanti colloqui telefonici
tra il sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, e gli
arrestati dalla magistratura di Roma per
violazione della Legge Anselmi contro le
associazioni segrete. Telefonate in cui
Cosentino pianifica con loro campagne
diffamatorie contro il suo compagno di partito
e candidato alla presidenza della Regione
Campania, Stefano Caldoro.
Così lo scontro tra finiani e berlusconiani
all’interno del Pdl tocca livelli mai
raggiunti prima. Anche perché il premier
continua a difendere Cosentino sebbene le
trascrizioni delle telefonate, che qui
pubblichiamo, dimostrino il ruolo centrale del
sottosegretario nella costruzione di un
dossier infamante contro Caldoro.
Il politico quindi è pienamente al corrente, e
anzi apparentemente alimenta, la manovra
ordita dalla Nuova P2 contro il suo compagno
di partito grazie alla raccolta e la
diffusione d’informazioni personali in parte
vere e in parte false.
Ancora Cosentino in un’intercettazione: ”Eh
vabbè comunque andiamo avanti sull’altra cosa,
basta che togliamo di mezzo quello là, stiamo
apposto…però, insomma, facciamolo fare
e andiamo avanti”.
Le telefonate insomma provano, al di là di
ogni dubbio, i legami tra i
presunti appartenenti all’associazione segreta
finiti in manette e Cosentino. E dimostrano
come il sottosegretario abbia preso parte a
una agghiacciante manovra per tentare di
mettere fuori gioco Caldoro.
Nella foto sopra abbiamo gli n'drini De
Castro,Rispoli,Marincola,Farao,Filippelli,Benevento,Cichello
riuniti a Paderno Dugnano, comune a 10 km a nord
di Milano,il 31 ottobre 2009 per eleggere il MASTROGENERALE DI LOMBARDIA Pasquale Zappia.
La Moratti
sindachessa/badessa è come i mariti cornuti, l'ultima a
sapere che a Milano c'è la mafia. Qualcuno, con
le dovute precauzioni, la avverta.
"Più di 300 arresti nella notte.
Una rete di rapporti politici e di legami di
affari. Di colpo il sindaco Letizia Moratti e il
prefetto di Milano Gianvalerio Lombardi, che
negavano l'esistenza delle cosche all'ombra
della Madonnina, vengono platealmente smentiti.
In Lombardia le 'ndrine sono organizzate in 20
diversi gruppi criminali e contano almeno 500
affiliati. Tra gli arrestati c'è anche il
direttore dell'Asl di Pavia Carlo Antonio
Chiriaco, grande elettore di un fedelissimo di
Silvio Berlusconi: l'ex sottosegretario e
deputato Giancarlo Abelli. Nelle ordinanze i
nomi di molti politici, quelli dell'ex assessore
regionale Massimo Ponzoni e del consigliere
Angelo Giammario. Ogni giorno c'è una nuova
retata del clan dei Casalesi. Il
numero di appartenenti al clan deve tendere
all'infinito se, dopo ogni arresto, ne rimangono
ancora in libertà. E' una lotta senza
fine che prosegue da anni come un
bollettino metereologico. 11 ottobre
2008 arrestate 7 persone legate
al clan
scissionista di Bidognetti. 7 novembre 2008 arrestati Davide Granato e Giuseppe Alluce.
21
novembre 2008 arrestato Gianluca Bidognetti
(10),
figlio di Francesco (detto Cicciotto e'
Mezzanotte). 21 dicembre 2008 arrestato Metello
Di Bona stragista del clan(11). 14 gennaio 2009
arrestato Giuseppe Setola(12). 30 marzo 2009
.arrestate 38 persone appartenenti ai Casalesi
tra Napoli, Caserta, Milano, Ferrara e Reggio
Emilia(50) 6 aprile 2009 arrestate a Modena 5
persone legate al clan(55). 29 aprile 2009
arrestato
Michele Bidognetti(56). 3 maggio 2009
arrestato
Raffaele Diana(57), boss dei Casalesi. 18 maggio
2009 arrestato Franco Letizia(58). 14 luglio 2009 la
Dia di Napoli sequestra al clan beni per oltre
50 milioni di euro, intestati a 30 prestanomi
ricollegabili a 5 persone. 15 luglio 2009 arrestate 44 persone appartenenti al clan(102).
13
agosto 2009 arresto di 9 persone e del super
latitante Maccariello Raffaele(112), condannato
all'ergastolo. 18 marzo 2010 20 ordinanze di
custodia cautelare per affiliati al clan(132). 30
marzo 2010 arrestati Carmine e Nicola Zagaria(134).
14 aprile 2010 catturato Nicola Panaro(135). 15
giugno 2010 arrestato Nicola Schiavone(136), figlio
di Francesco Schiavone detto Sandokan. (*) 12
luglio 2010 17 arresti, tra questi Nicola
Ferraro, ex consigliere regionale dell'UDEUR(153) Quanti sono realmente i
Casalesi? Le forze dell'ordine rischiano di
cadere in depressione per l'entità del fenomeno
(dall'11 ottobre 2008 ben 153 arresti...).
Ma soprattutto quanti sono i politici nominati
dal clan dei Casalesi in Regione, nelle Province
e nei Comuni? Forse più dei Casalesi stessi? E
quanti politici sono stati arrestati? Per
contrastare la diffusione dei Casalesi i partiti
hanno fatto tutto il possibile.
Nicola Cosentino del Pdl è
Sottosegretario di Stato all'Economia e alle
Finanze invece che in galera. L'esecuzione della
custodia cautelare (confermata dalla Corte di
Cassazione) per il reato di concorso esterno in
associazione camorristica è stata respinta dalla
Giunta per le autorizzazioni a procedere della
Camera. Il Pdmenoelle ha arginato l'avanzata del
clan con una lotta senza quartiere
di vent'anni in Regione Campania in cui ha "fatto
più battaglie le sue mutandine che tutti i
giapponesi alla Filippine(video)".
Alle ultime elezioni il Pdmenoelle ha scelto l'Arma
Finale, Vincenzo De Luca, prescritto per vocazione interiore,
da sempre a caccia dei Casalesi e di padre Zanotelli. Lo sceriffo di
Salerno, pur con l'appoggio occulto di parte del Pdl, non ce l'ha fatta.
I Casalesi hanno ora mano libera.
Più di prima è difficile, ma ci proveranno. Per
far fronte alle perdite inflitte da Polizia e
Carabinieri hanno aperto una (nuova) campagna
acquisti tra i politici campani. Chi è
disponibile si affretti, c'è
già la coda.