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L'Italonia dell'Ebetino di Firenze: Vecchia,zeppa di Pensionati e con Emigrazione come nel

 

 secondo dopoguerra....con le elementari infrastrutture che crollano ammazzando la

 

 gente!!(28-10-16)

 

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Il ponte è crollato mentre un trasporto eccezionale lo stava attraversando. Il mezzo pesante precipitando ha schiacciato due auto. Una persona è
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Un cavalcavia è crollato sulla statale 36 Milano-Lecco mentre stava transitando un tir con un trasporto eccezionale, che ha schiacciato alcune auto. Sul
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Il dato consolidato Istat segnala un ribaltamento del trend. Il ritratto multietnico del paese nel Dossier statistico del centro studi Idos. Il contributo
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In Italia è in atto una lotta di classe generazionale. E i vecchi stanno vincendo. Visto che la tv e i giornali…
 
ILFATTOQUOTIDIANO.IT|DI STEFANO FELTRI
 

 

La Manovra sale a 27 miliardi. Chiude Equitalia, 7 miliardi alle pensioni e 2 in più alla Sanità

La Manovra sale a 27 miliardi. Chiude Equitalia, 7 miliardi alle pensioni e 2 in più alla Sanità
(lapresse)

Via libera dal Cdm, insieme al decreto che chiude Equitalia: "Porterà 4 miliardi, non si pagheranno interessi e more smisurati". Nasce l'Iri per gli artigiani, aliquota piatta al 24%. Il canone Rai scenderà a 90 euro. Contratti Pa, i sindacati sul piede di guerra: "Poche risorse". Confermata la stima di crescita al +1% per il 2017, il deficit/Pil al 2,3%

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Mentre a Palazzo Chigi continuano le riunioni per mettere a punto il testo definitivo della legge di Bilancio, il cui approdo in Parlamento rischia di slittare, la…
ILFATTOQUOTIDIANO.IT
 
 
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 Crescita dei fondi per la Sanità a quota 113 miliardi, sette miliardi per il pacchetto pensionistico, chiusura di Equitalia, canone Rai giù a 90 euro e risorse "avanzate" e girate al Fondo di garanzia per le Pmi. E' durato un'ora il Consiglio dei Ministri che ha licenziato la legge di Bilancio per il 2017, salita di un paio di miliardi di valore rispetto alla vigilia a quota 27. Uno snodo decisivo per definire le misure economiche del prossimo anno e determinare i parametri dei conti pubblici, che dovranno passare sotto la lente di Bruxelles per l'approvazione dell'Unione europea.

Il premier Matteo Renzi ha specificato in conferenza stampa che il governo ha dato il via libera anche al decreto legge che riguarda l'abolizione di Equitalia e coniato #passodopopasso per ripercorrere le tappe che hanno portato alla "quarta Manovra che presentiamo" (contando tre finanziarie e il provvedimento per gli 80 euro).

Tornando all'uso delle slide, il premier ha fatto riferimento per primo al pacchetto "competitività" che riguarda "20 miliardi di fondi nei prossimi anni" e "va di pari passo con l'equità". I cardini sono il piano Industria 4.0 e il superammortamento per chi investe in macchinari e beni strumentali (140%), che sale al 200% per chi investe in tecnologie. "Diciamo agli imprenditori: noi vi diamo gli incentivi, ora tocca a voi mettere i soldi nel Paese", ha incalzato Renzi.Novità di giornata è il testo sulla chiusura di Equitalia ("che è arrivata ad essere vessatoria per i cittadini"), più volte accarezzata in passato: "Chi deve pagare, pagherà", ha spiegato Renzi, "ma non ci saranno più gli interessi e le more spropositate che caratterizzavano il vecchio modello". Nello stesso decreto legge il governo ha poi ripartito i Fondi a disposizione della Presidenza del consiglio a favore delle "Pmi che non riescono ad avere accesso al credito": a disposizione c'è dunque 1 miliardo sul Fondo di garanzia dedicato alle Piccole e medie imprese.

E' stato per primo il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ad annunciare che il Fondo per la Sanità avrà 2 miliardi in più e, come ha confermato la collega Lorenzin, verrà portato a 113 miliardi (112 miliardi più 1 per assunzioni e vaccini), scongiurando tagli paventati alla vigilia. 

Per quanto riguarda le tasse, di nuovo il premier ha ricordato che l'Ires scende al 24% (dal 27,5% precedente), mentre per i contribuenti quali piccoli negozianti e artigiani c'è la possibilità di accedere ad una tassazione (Iri) al 24%, in sostituzione della tradizionale Irpef con le aliquote che arrivano fino al 43%. Confrmato poi l'azzeramento dell'Irpef agricola, con un taglio di 1,3 miliardi in due anni considerando anche la cancellazione di Irap e Imu sui terreni.

Sul versante pensionistico, lo stanziamento annunciato è di 7 miliardi sul triennio (1,9 miliardi per il 2017, erano attesi 6 miliardi in tutto) e portano a confermare l'intervento sulla quattordicesima per le pensioni basse e all'ormai celebre Ape, l'anticipo pensionistico: "Andare in pensione un anno prima significa rinunciare a poco meno del 5% del proprio stipendio", ha sintetizzato il premier. Come spiegato nei giorni scorsi ai sindacati, l'Ape prevede infatti - nella versione volontaria - una rata di rimborso del 4,5-5% per ogni anno di anticipo dell'uscita dal lavoro e sarà possibile a partire da 63 anni d'età. Per accedere all'Ape agevolata bisognerà avere almeno 30 anni di contributi se disoccupati e 35 se si è lavoratori attivi.

In campo sociale, per il contrasto alla povertà sono attesi 500 milioni in più dai risparmi istituzionali, cui si affianca un pacchetto da 600 milioni per la famiglia. Per Casa Italia e la messa in sicurezza post-sismica si confermano 4,5 miliardi di stanziamenti nei prossimi anni. Confermate le proroghe delle detrazioni per i lavori di ristrutturazione (estese ai condomini e agli alberghi) e degli ecobonus; con 3 miliardi di interventi, per gli investimenti pubblici le slide del governo indicano una crescita di 12 miliardi in tre anni (2, 4 e 6 miliardi tra 2017 e 2019).

Nel pubblico impiego, si prevedono 1,9 miliardi per rinnovo dei contratti e il comparto di Polizia e Forze armate. 
I sindacati sono già sul piede di guerra e annunciano la mobilitazione: "Basta prendere in giro i lavoratori Pubblici. Nella legge di Stabilità le risorse per i rinnovi sono del tutto insufficienti. Daremo battaglia per un contratto vero e innovativo".Per i sindaci che accolgono verrà "riconosciuto un contributo specifico per migrante che permetterà di dimostrare che lo Stato è riconoscente a quelle comunità: 500 euro a migrante, una tantum". Dopo aver annunciato 3 miliardi per gli enti territoriali, il premier ha aggiunto che "l'anno prossimo il Canone Rai scenderà da 100 a 90 euro".

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Renzi è poi passato ad elencare le voci di copertura, rilevanti se non altro perché servono oltre 15 miliardi solo per disinnescare le clausole di salvaguardia ereditate dal passato. Ha spiegato che la spending review vale 3,3 miliardi di euro e "si tratta di tagli su beni e servizi". Previsti 1,2 miliardi di risparmi nella Sanità grazie agli acquisti della centrale unica (la Consip). Citati poi i 2 miliardi attesi dalla nuova voluntary disclosure e 4 miliardi dalla chiusura di Equitalia, in particolare dalla proposta di nuove forme di adesione a nuove "rottamazioni", piani di rientro del debito per i cittadini esposti.

Sulla Manovra pende la spada di Damocle della trattativa con la Commissione europea per ricevere un ulteriore spazio di deficit/Pil: nella recente nota d'aggiornamento del Documento di economia e finanza, il governo ha scritto un obiettivo del 2% per il 2017, ma ha chiesto e ottenuto dal Parlamento il mandato per spingersi fino al 2,4%. Alla fine, nella legge di Bilancio ha messo nero su bianco il 2,3%. "Invieremo il Progetto di bilancio alla Commissione la prossima settimana, ma abbiamo cercato di vedere i problemi prima piuttosto che dopo", ha spiegato Padoan.

A scaldare le giornate di vigilia c'è poi stata la contrapposizione con l'Upb, l'Autorità sui conti pubblici, che ha criticato la stima di una crescita dell'1% per il prossimo anno, che il governo invece ritiene di poter raggiungere alla luce dei provvedimenti che introdurrà con la stessa Finanziaria. La posizione del governo è stata confermata nella Manovra, ma Renzi 
ha rimarcato: "Siamo convinti che sarà superiore".
 

Le stime del governo sui conti pubblici, Nadef 2016
VOCI
2015 2016 2017 2018 2019
INDEBITAMENTO NETTO 2,6 2,4 2 1,2 0,2
AVANZO PRIMARIO 1,5 1,5 1,7 2,4 3,2
SPESA PER INTERESSI 4,2 4 3,7 3,6 3,4
CRESCITA DEL PIL 0,7 0,8 1 1,3 1,2
DEBITO 132,3 132,8 132,5 130,1 126,6
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Forte scossa di terremoto in centro Italia   mappa   epicentro tra Marche e Umbria, magnitudo 5.4
Forte scossa di terremoto in centro Italia mappa
epicentro tra Marche e Umbria, magnitudo 5.4

Crolli cornicioni, linee elettriche saltate in provincia Macerata
Ingv: "Evento collegato al sisma di agosto ad Amatrice"
,26 ottobre 2016

Avvertita chiaramente a Roma, L'Aquila, Perugia e anche in Campania

 

 

 

Verso il risveglio il vulcano alle porte di Roma: "Ma ci vorranno mille anni"

Verso il risveglio il vulcano alle porte di Roma: "Ma ci vorranno mille anni"

Sotto i "Castelli" camere sotterranee che si stanno riempiendo di magma. Il terreno si solleva di 2-3 millimetri l'anno. Uno studio conferma la ripresa di attività sismica, però esclude rischi imminenti

ROMA - Nelle ore in cui il sottosuolo di Roma ha tremato per il terremoto di Norcia, ci si chiede se anche la capitale rischi un "big one". La risposta dei geologi è no: l'unico pericolo per la Città eterna è rapprensentato da un vulcano che potrebbe risvegliarsi. E anche se geologicamente si tratta di un batter d'occhio, almeno per i tempi umani è un lento destarsi: la prossima eruzione, secondo i ricercatori, è attesa tra un migliaio di anni.

Le camere sotterranee, poste a diversi chilometri di profondità sotto i centri abitati di Ariccia, Castel Gandolfo, Albano e gli altri “Castelli romani”, si stanno di nuovo riempiendo di magma e il terreno si sta gonfiando. Nessuna preoccupazione a breve termine, dunque, ma gli effetti della sua riattivazione sono già visibili agli occhi dei satelliti e all'ago dei sismografi.
 
In uno studio pubblicato su Geophysical Research Letters, un team internazionale di scienziati dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, università La Sapienza, Cnr e Università di Madison, ha ricostruito la storia dell'area vulcanica dei colli albani degli ultimi 600mila anni: “Si tratta di un distretto nel quale troviamo vulcani diversi – spiega Fabrizio Marra dell'Ingv, primo autore dello studio – scientificamente lo possiamo definire attivo ma quiescente, perché non c'è evidenza che sia estinto ma non ci sono nemmeno indizi di una prossima eruzione. I crateri sono i laghi di Albano e Nemi o quello prosciugato di Ariccia. Ad eccezione del cono stromboliano di Monte Due Torri, sono anelli di tufo non sviluppati verso l'alto. Non si trovano esempi analoghi attuali in Europa”.La telemetria satellitare ha osservato come il terreno si sia sollevato, negli ultimi 20 anni, di circa 2-3 millimetri all'anno. L'altro elemento emerso dallo studio riguarda la ciclicità. Le eruzioni in passato sono avvenute a intervalli piuttosto regolari, ogni 40mila anni, un tempo che si è andato però riducendosi verso i 30mila. La più recente ha interessato il cratere di Albano, iniziata 40mila e terminata attorno a 36mila anni fa. In realtà, due studiosi italiani, Dario Andretta e Mario Voltaggio, hanno raccolto in passato elementi che, confermando le parole di Tito Livio, testimonierebbero una attività vulcanica nei Colli Albani tra il V e il IV secolo avanti Cristo. Andretta e Voltaggio avevano addirittura fotografato dei manufatti coperti da materiali vulcanici apparentemente depostisi sopra e non frutto di rimaneggiamento umano, ma la cosa è stata messa in dubbio da altri ricercatori.
 
Siamo alle porte della capitale, a poco più di dieci chilometri dalla cintura del Grande raccordo anulare. Immaginare Roma come Pompei però è solo un gioco di fantasia. Non esiste alcun tipo di allarme. Le camere nelle quali si sta accumulando il magma sono situate tra i cinque e i dieci chilometri di profondità. Abbastanza da non destare preoccupazioni.
 
Quello che semmai può preoccupare è proprio la conseguenza di questo sonno prolungato. A differenza di altri distretti, le fratture e le faglie della zona sono ben sigillate. Con l'effetto di bloccare il magma che rimane in profondità fino a quando la pressione non è tale da farlo risalire. A quel punto inizia un nuovo ciclo eruttivo, preceduto da scosse sismiche già avvertite in passato: “La bocca non si apre a causa delle pressioni orizzontali che sigillano le fratture. Quando l'eruzione avviene ha un effetto esplosivo, come stappare una bottiglia di champagne dopo averla agitata – sottolinea Marra – questo processo ha causato per esempio lo sciame sismico nell'area all'inizio degli anni '90, con scosse minori e solo in pochi casi di magnitudo attorno al 4”.
 
Secondo Marra non esistono comunque rischi imminenti per gli abitanti di Ariccia, Albano, Marino o Castel Gandolfo: “In situazioni come quella del Vesuvio, dove le eruzioni sono molto più frequenti, l'ultima durante la Seconda guerra mondiale, ha senso un piano di intervento. Qui parliamo di qualcosa che si verificherà forse tra un migliaio di anni. Per quanto riguarda le scosse invece l'attenzione più che della scienza deve essere politica: conosciamo il tipo di sismicità, in un paese normale l'area dovrebbe già essere messa in sicurezza. Nei Castelli è opportuna, come in tutta Italia, la verifica di vulnerabilità di quello che è costruito. La buona notizia è che durante lo sciame sismico di 20 anni fa non è crollato nulla”.
 
La città di Roma ha 2769 anni, tra un migliaio i suoi abitanti potrebbero dunque essere testimoni di questo risveglio. “Con tutta probabilità si aprirà una nuova bocca eruttiva – spiega Marra – forse sovrapposta a una di quelle già presenti. Lo scenario sarebbe meno disastroso di un'eruzione come quella che ha distrutto Pompei, ma comunque sarebbe interessata un'area di 5-10 chilometri di diametro. I depositi che abbiamo analizzato delle precedenti eruzioni arrivano fino all'interno del Grande raccordo anulare. Su Roma pioverebbero lapilli, la nube oscurerebbe il cielo, forse più verso Latina”. Studi come questo saranno utili, si spera, per prevenire le conseguenze più drammatiche.
 
Venendo ai giorni nostri, le scosse che hanno devastato il centro Italia e stanno continuando a scuotere le aree appenniniche non dovrebbero influire sull'attività vulcanica dei Colli Albani: “È escluso che possa avere un effetto significativo – conclude il  Marra – almeno non ora, tra mille anni forse. È ormai assodato che un sisma possa innescare un'eruzione vulcanica, com'è accaduto per il St. Helen negli Stati Uniti. Ma può accadere solo per un vulcano in procinto di eruttare, a questi livelli non c'è nessun tipo di perturbazione sensibile che arrivi alle camere magmatiche”.

Protezione civile, i piani di emergenza Comune per Comune - La mappa

Tutti i comuni italiani devono avere un proprio piano di Protezione civile, un documento indispensabile per la prevenzione dei rischi e per le operazioni di emergenza. Lo prescrive la legge 100 del 12 luglio 2012 che ne richiedeva l'approvazione dopo 90 giorni dall'entrata in vigore della norma. Uno strumento utile ai cittadini per sapere come comportarsi e alle istituzioni per organizzare i soccorsi in caso di calamità come terremoti, frane, alluvioni, eruzioni vulcaniche o maremoti