in collaborazione con INTERNOTIZIE
 
 

.DIARIO A PARTIRE DAL 11-12-2020

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. Diario della Prima ondata Pandemica, dal Novembre 2019 al Luglio 2020:

a Wuhan, nel cuore della Cina,nel novembre 2019 scoppia una epidemia simile alla polmonite con sintomi simili all'influeza che rapidamente si espande per tutta la Cina travalicando repentinamente i confini dello stato asiatico invadendo dapprima l'Iran e l'area Mesopotamica, eppoi l'Europa, colpendo particolarmente l'Italia del Nord a partire dal febbraio 2020. Da lì l'epidemia si espande altrettando velocemente in tutta l'Europa varcando l'Atlantico ed entrando nelle Americhe. A quel punto l'OMS dichiara la Pandemia Mondiale da Corona Virus Sars-Covid-19. Fin da subito il contagio è risultato incontrollato costringendo soprattutto i paesi ad economia avanzata ad imporre Quarantene Totali, Lock Down,atte ad impedire gli spostamenti delle persone unite al blocco delle attività economico-industriali. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, per la prima volta l'intero pianeta viene coinvolto in una sorta di guerra planetaria che colpisce l'umanità in tutti i suoi ambiti. Le Quarantene Totali imposte dai vari stati vengono allentate soprattutto nell'emisfero boreale nei mesi estivi di maggio-giugno, scatenando con ciò l'avvio della Seconda Ondata a partire dal mese di ottobre 2020.

 

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Sì all'ingresso dei fondi in Lega. E' stata approvata all'unanimità nell'assemblea svoltasi a Roma l'offerta del fondo Cvc-Advent-Fsi per il 10% della media company, creata per gestire e commercializzare i diritti televisivi della Serie A.

''Ringrazio tutti i presidenti e i fondi di private equity che credono nella nostra industria e sono disposti a investire un miliardo e 700 milioni in questo periodo storico per avere il 10% della società che gestirà i diritti commerciali del campionato di calcio di Serie A. Però non è ancora nulla di definitivo'' ha detto il presidente Paolo Dal Pino. ''Oggi abbiamo votato un accordo all'unanimità, abbiamo accettato l'offerta finanziaria ma non abbiamo ancora chiuso, non c'è ancora nessun impegno vincolante. E' tutto il normale processo che riguarda un'operazione complessa come questa'', ha aggiunto.

''La cosa che da' più felicità è pensare che in un momento così drammatico per tutto il Paese e per questa industria ci sia la capacità del sistema Serie A di fare. Abbiamo inventato un modello di business e ci abbiamo creduto tutti insieme. Durante il percorso, come una grande famiglia, ci sono stati dei momenti di discussione ma siamo arrivati a fare qualcosa di unico. Siamo ancora nel percorso bisogna arrivare in cima alle scale, noi abbiamo fatto parecchi di passi ci stiamo avvicinando".

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LA STORIA
L'Offensiva Bragation del 22 giugno 1944 e l'annientamento del Gruppo d'Armate Centro (MITTE). Caduta di Minsk, 8 luglio 1944 ed Armata Rossa sulla Vistola. Caduta di St. Lo - Avranches e sfondamento in Normandia (20 luglio-31 luglio 1944) Sacca di Falaise e sua liquidazione (22 agosto 1944). Nell'estate del 1944 la Germania Nazista era sull'orlo del collasso di schianto: ad Ovest gli Alleati avevano messo piede in Normandia ed aperto il fronte Occidentale, ad Est i Russi clamorosamente il 21 giugno avevano fatto collassare l'intero Gruppo d'Armate Centro imperniato sulla Bielorussia a protezione dei confini orientali del Reich. Un tracollo inaspettato che diede modo ad una fronda di colonnelli tedeschi di orchestrare un attantato ad Hitler allo scopo di farlo fuori, prendere il potere e chiudere la guerra, ben sapendo che il conflitto aveva ormai preso una piega definitiva che sanciva la distruzione della Germania.All'interno di una simile pressione tutta l'azione dei colonnelli sembrava portare a termine un piano insperato. Invece le cose mutarono nuovamente: Hitler ne usciva con i timpani scoppiati e con un braccio offeso ma vivo e diramò immediatamente una ferocissima repressione che investi' le truppe più fanatiche di una violenza che, sul fronte occidentale , si tradusse in una ulteriore recrudescenza della reazione sul campo, costringendo gli Alleati ad un rallentamento della marcia tale che fu il tentacolo più meridionale, quello di Avranches, a dare la spallata finale al fronte tedesco. Questi successi dei mezzi corazzati americani e soprattutto la caduta di Coutances avevano disarticolato completamente il fianco sinistro del fronte tedesco; gran parte dell'84º Corpo d'armata era ormai distrutto o accerchiato; rimasero tagliate fuori i resti della 91ª, 353ª e 243ª Divisione fanteria, alcuni reparti di paracadutisti e le unità meccanizzate della 2. SS "Das Reich" e della 17. Panzergrenadier SS, oltre ai superstiti della Panzer-Lehr-Division[57]. Il generale von Choltiz, comandante dell'84º Corpo, rischiò di essere catturato o ucciso dai carri armati americani nel suo posto di comando di Térence e dovette fuggire a piedi attraverso la campagna normanna[68].Il generale Eugen Meindl, comandante del 2º Corpo paracadutisti, si trovava in grande difficoltà dopo il crollo delle difese dell'84º Corpo d'armata schierato sul fianco sinistro delle sue truppe; tuttavia, nonostante la netta superiorità materiale del nemico, alcuni reparti di paracadutisti erano riusciti a frenare l'avanzata americana verso sud-est, ritardando l'estensione dello sfondamento. Il gruppo del capitano Goercke difese per ventiquattro ore Le Mesnil-Herman, respinse gli attacchi dei carri armati americani e riuscì a disimpegnare i resti della 352ª Divisione tedesca del generale Dietrich Kraiss; Marigny venne difesa temporaneamente dai paracadutisti del colonnello Wolf Werner Graf von der Schulenburg[70]. Queste disperate azioni di contenimento non avevano alcuna possibilità di bloccare a lungo l'avanzata degli americani; il feldmaresciallo von Kluge aveva dato quindi ordine al generale Paul Hausser di contrattaccare al più presto con il rinforzo della 2. Panzer-Division del generale Heinrich von Lüttwitz e della 116. Panzer-Division del generale Gerhard von Schwerin, richiamate d'urgenza dal fronte di Caen e assegnate al comando del 47° Panzer-Korps del generale Hans Freiherr von Funck. Si sperava che queste forze corazzate avrebbero potuto attaccare da est verso ovest e ristabilire il collegamento con le truppe dell'84º Corpo d'armata rimaste isolate a ovest dallo sfondamento nemico.Contemporaneamente le due Panzer-Division provenienti da Caen avevano cercato di contrattaccare da est e tra il 28 e il 31 luglio nuovi aspri combattimenti si accesero a Tessy-sur-Vire. Le forze americane erano state rinforzate opportunamente con l'intervento del XIX corpo d'armata del generale Charles H. Corlett e del V corpo d'armata del generale Leonard T. Gerow sulla sinistra del VII corpo del generale Collins e furono soprattutto questi reparti che affrontarono le formazioni corazzate tedesche che stavano progressivamente arrivando sul campo. Nella cittadina di Percy le unità meccanizzate del Combat Command B della 2ª Divisione corazzata, al comando del generale Maurice Rose, e la fanteria della 4ª Divisione di fanteria furono attaccati di sorpresa il 30 luglio dai carri armati tedeschi[76]. Un kampfgruppe corazzato della 2. Panzer-Division avanzò lungo la strada da Saint-Lô a Villebaudon per cercare di ricongiungersi con la 2. SS "Das Reich" e i resti della Panzer Lehr, distrusse circa 25 mezzi corazzati americani, ma rimase isolato e il 31 luglio solo sette carri riuscirono a ripiegare fino a Moyon[77]. I combattimenti costarono pesanti perdite a entrambe le parti; alla fine le unità corazzate americane del XIX corpo d'armata riuscirono a respingere gli attacchi, alcuni battaglioni di carri M4 Sherman dovettero combattere per molti giorni prima di avere la meglio. I contrattacchi tedeschi sferrati affrettatamente non raggiunsero alcun risultato a causa dell'inferiorità di forze e della superiorità aerea Alleata che rese molto difficile mantenere la coesione dei reparti; la 116. Panzer-Division poté attaccare con forze ridotte solo il 30 luglio lungo la strada di Saint-Lô ma senza riuscire a collegarsi con la 2. Panzer-Division. Gli attacchi fallirono e le formazioni meccanizzate tedesche dovettero battere in ritirata entro pochi giorni.il 29 luglio era continuata l'avanzata verso sud delle due divisioni corazzate americane dell'VIII corpo d'armata del generale Middleton; dopo la conquista di Coutances le unità meccanizzate statunitensi potevano muovere rapidamente quasi senza incontrare resistenza in direzione dell'importante varco di Avranches che avrebbe permesso finalmente di sboccare in Bretagna[57]. La 6ª Divisione corazzata del generale Grow attraversò con successo il fiume Sienne e il Combat Command A della divisione raggiunse Pont-de-la-Roche; il 30 luglio fu il Combat Command B che guidò l'avanzata e occupò Bréhal[57]. Sulla sinistra delle unità del generale Grow, avanzavano contemporaneamente i carri armati della 4ª Divisione corazzata del generale Wood che il 29 luglio liberarono Cérences e il giorno seguente superarono il fiume Sée[79]. Nella stessa giornata gli elementi di punta della divisione, il Combat Command B del colonnello Bruce Clarke, entrarono ad Avranches e occuparono la città sorprendendo masse di truppe tedesche sbandate[80]Gli americani il 31 luglio avevano già raggiunto con una riuscita manovra a sorpresa l'obiettivo più importante della campagna, concludendo con un completo successo l'operazione Cobra e segnando la svolta definitiva della battaglia di Normandia. Entrata ad Avranches la sera del 30 luglio, l'avanguardia della 4ª Divisione corazzata del generale Wood aveva proseguito audacemente fino al fiume Sélune raggiungendo il solo ponte disponibile su cui passava la strada di Pontorson che dava accesso alla Bretagna. Il ponte, costituito da undici arcate e largo solo cinque metri, era ancora intatto e non era stato neppure minato dai tedeschi. L'avanzata americana era stata facilitata anche da un grave errore tattico del comando della 7ª Armata; invece di far ripiegare verso sud-ovest l'84º corpo d'armata del generale von Choltiz in modo da sbarrare l'accesso alla Bretagna, il generale Paul Hausser aveva preferito cercare di farlo ritirare verso sud-est per riprendere i collegamenti con il 2º Corpo paracadutisti del generale Meindl; il generale confermò la sua decisione nonostante le proteste del generale von Choltiz[84].Il feldmaresciallo von Kluge diramò l'ordine di ripiegare lentamente verso sud cercando di rallentare l'avanzata americana, ma le disposizioni del comandante in capo erano ineseguibili; le forze tedesche erano ormai decimate: la 353ª Divisione fanteria era ridotta a soli 800 soldati, il kampfgruppe Heinz aveva poche centinaia di uomini, nell'agguerrito 6º Reggimento paracadutisti erano rimasti quaranta soldati[86]. In realtà nonostante le sue dimostrazioni di autorità ed energia, il feldmaresciallo von Kluge era pienamente cosciente che la battaglia stava diventando rapidamente incontrollabile. Il 31 luglio il generale Speidel, capo di stato maggiore del Gruppo d'armate B, aveva segnalato che "il fianco sinistro è crollato", e nello stesso giorno il feldmaresciallo aveva parlato con il generale Walter Warlimont all'OKW descrivendo in termini drammatici lo sfondamento americano ad Avranches e la disastrosa situazione di inferiorità dell'esercito tedesco
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.IL LUNGO ASSEDIO: I 900 GIORNI DI LENINGRADO. Leningrado sopravvisse all’assedio dei tedeschi al di là di ogni limite. L’assedio "lungo" durò esattamente 900 giorni,dal giugno 1941 fino al 27 gennaio 1944. Le cifre ufficiali parlano di 632.253 morti su due milioni e mezzo di abitanti, ma si tratta solo dei decessi che furono notificati, escludendo perciò quelli avvenuti durante i caotici e drammatici tentativi di evacuazione. Con Mosca, Leningrado, per il suo valore simbolico della Rivoluzione Bolscevica, rappresentava nelle idee di Hitler, una delle architravi da annientare completamente e per questo all'interno dell'Operazione Barbarossa,la Wermacht doveva esprimere la massima potenza gettando tutte le risorse a disposizione per esaudire le visioni di Hitler.
.L'intero GRUPPO D'ARMATE NORD, oltre 1 milione di uomini, oltre 2000 carri armati, oltre 2000 cannoni furono scagliati contro l'intera dorsale baltica in direzione Leningrado che nel settembre 1941 si ritrovò chiusa a sud dai tedeschi ed a nord-est dai finlandesi che avevano preso tutte le sponde est-nord-ovest del grande lago Ladoga lasciando aperta solo la sponda sud, e proprio da sud rimase attiva la strada che rifornirà per mesi la città assediata. Ad inchiodare gli assedianti oltre la resistenza sovietica fu l'inverno russo che arrivò in anticipo ghiacciando tutto, anche i carri ed i cannoni, con i proiettili che rimbalzavano sul terreno gelato.

Operazione Barbarossa: le direttrici dell’attacco tedesco.

La pratica non venne sbrigata velocemente, ed al Centro Mosca non venne presa nonostante i tedeschi arrivarono a 40 chilometri dalla capitale. Il ghiaccio congelò tutto ed Hitler, di fronte al congelamento, decise di prendere Leningrado per fame. Per 254 giorni consecutivi la città venne bombardata dall'aviazione tedesca e dall'artiglieria nei mesi primaverili ed estivi ma non ci fu niente da fare. Non solo,i sovietici prepararono una feroce contro offensiva col duplice scopo di rompere l'accerchiamento e di richiamare a nord truppe della Wermacht che erano in sforzo a sud e nel Caucaso per l'Operazione Blu. La 16a e 18a Armata ivi inchiodate da Hitler tentarono di sfondare nel gennaio 1943, in pieno inverno, proprio mentre a sud si stava annientando la 6a Armata a Stalingrado. Un attacco violento, tuttavia la noce non venne spaccata ed i sovietici riuscirono ad ampliare la linea dei rifornimenti che proveniva da sud-est via Ladoga. A sud Stalingrado cadeva il 2 febbraio 1943 dando il via alla gigantesca controffensiva sovietica che tentava di distruggere completamente l'intero Gruppo d'Armate Meridionale tedesco arrivando ad occupare Rostov, la Porta del Caucaso. La Wermacht stava collassando e non poteva spostare uomini e mezzi a nord per sostenere lo sforzo del Gruppo d'Armate Nord. Così l'ennesima offensiva nazista svanì in un nulla di fatto. Nonostante il tracollo a sud, la Wermacht incredibilmente riuscì a mantenere la linea del fronte senza collassare attestandosi sul Donez e nel Kuban, arrivando nel marzo 1943 a rioccupare Charkov.Non essendoci stata rotta, anche il fronte Nord mantenne le sue posizioni. Hitler provò la terza grande offensiva estiva su Kursk nel luglio 1943 impiegando tutte le unità d'elite del suo esercito con una manovra tenaglia tesa a sgonfiare il saliente di Kursk. per i nazisti fu una carneficina di uomini e mezzi che apri uno squarcio mostruoso su tutto il fronte meridionale che permise ai sovietici un profondo sbalzo in avanti fino a Kiev liberata ai primi di novembre del 1943. Con il Gruppo d'Armate Meridionale in rotta, si mise in moto anche il fronte nord: il 13 gennaio 1944 il Primo Fronte Bielorusso ed il Primo Fronte Baltico iniziarono a tempestare di bombe il Gruppo d'Armate Nord che il 20 gennaio, dopo una violentissima battaglia a Voronja Gora cedeva di schianto ed iniziava una precipitosa ritirata attestandosi a 100 chilometri da Leningrado. L'assedio era terminato.

 
RG

 

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L’INTERNOTIZIE sito pubblicato in Milano,Anno UNDICI