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Manchester City-Leicester 1-3, lezione di Ranieri a Pellegrini

Prestazione monumentale di Vardy e compagni, che sbancano l'Etihad Stadium con le reti di Huth (doppietta) e Mahrez, andando più volte vicini al poker. Inutile il gol in chiusura di Agüero, "Foxes" sempre più in testa alla Premier, "Citizens" a -6 e scavalcati anche dal Tottenham, che piega il Watford
No, non è Davide contro Golia. A dispetto dei milioni
spesi, questo Manchester City non ha nulla di un
gigante in grado di spaventare chiunque. Arrivati a
febbraio, sarebbe un delitto continuare a sminuire
quanto fatto dal Leicester. Quello dell’Etihad Stadium
si presentava come un crocevia fondamentale per le
ambizioni dei ragazzi di Claudio Ranieri, giunti in
testa alla sfida contro i “Citizens”. Vardy (a
proposito, contratto prolungato fino al 2019) e
compagni non hanno vinto, hanno stravinto, ben oltre
l’1-3 finale che vale il +6 in classifica. Con un
protagonista inatteso – la doppietta di Robert Huth
era a dir poco impronosticabile – e una sontuosa
prestazione di squadra.
REALTA’ AGLI ANTIPODI –
Era stata la settimana dell’annuncio di Pep Guardiola,
prossimo tecnico del City a partire da giugno. Forse
non il modo migliore per avvicinare una partita così
delicata, con Agüero e compagni a tre lunghezze dal
Leicester e con la possibilità dell’aggancio a un
passo. Ben diverso l’approccio dei ragazzi di Ranieri,
concentrati fino all’esasperazione già dall’avvio. I
padroni di casa si cullano, nonostante le assenze il
talento non manca. A mancare sono le idee. Il possesso
palla del City nei novanta minuti è sterile, il
Leicester sa cosa fare. Il gol di Huth dopo soli
tre minuti agevola il piano partita ospite. Punizione
di Mahrez da destra, Demichelis viene bruciato dal
tedesco che colpisce male ma viene aiutato dalla
deviazione proprio dell’argentino. Avanti di un gol
praticamente dal fischio d’inizio, la gara è sui
binari ideali per la capolista. Linee compatte,
pressing portato solo nella propria metà campo e una
capacità spaventosa di ribaltare il fronte e di
attaccare gli spazi in verticale. I tagli di Vardy
sono un rebus irrisolvibile per la stralunata coppia
Otamendi-Demichelis, il centravanti sfiora il
raddoppio ma centra Hart in uscita.
REAZIONE TIMIDA –
Il Leicester vuole ridurre il più possibile il numero
di tocchi per andare in porta. Mahrez riceve palla
grazie a un pessimo stop di Kolarov e sventaglia per
Vardy. Strappo su Otamendi e cross rasoterra, Okazaki
taglia bene sul primo palo ma non riesce a girare
verso la porta. Non segna, il giapponese, ma corre per
tre. La banda di Ranieri ha fame da vendere. La storia
di Vardy ormai è celebre ma non è l’unico a caccia di
riscatto. Albrighton sta dimostrando di non aver
sprecato un talento che da giovanissimo nell’Aston
Villa sembrava cristallino ma che via via si era
affievolito; Drinkwater e Kanté sono una coppia di
mediani perfetta per il 4-4-2; lo stesso Huth ha
dimenticato i problemi fisici che lo avevano
martoriato negli ultimi anni allo Stoke. Il colosso
tedesco è decisivo nel momento migliore del City,
anticipando Agüero su un cross delizioso di Sterling.
L’argentino è ovviamente il più pericoloso dei suoi,
bel diagonale destro in chiusura di tempo, sicura la
presa di Schmeichel. C’è anche margine per la
polemica, con Fuchs che atterra Zabaleta sulla linea
dell’area di rigore: l’arbitro, sbagliando, opta per
la punizione dal limite. Quando inizia la ripresa ci
si aspetta l’assalto dei padroni di casa, al Leicester
bastano i soliti tre minuti per indirizzare il match.
DOMINIO “FOXES” –
Albrighton in disimpegno difensivo trova Kanté, molto
defilato sulla sinistra. Mahrez taglia senza palla da
destra verso il centro e viene servito, l’algerino
vince un rimpallo, salta come birilli Otamendi e
Demichelis, vede il rientro di Kolarov e spara senza
pensarci troppo con il piede meno nobile, il destro.
Hart non può nulla, sull’Etihad Stadium cala il gelo.
E’ un monologo, Okazaki spreca l’ennesimo invito di
Albrighton mancando la girata mancina, per Pellegrini
è il momento di lanciare qualche segnale. Fuori Yaya
Touré e dentro Fernando, sembra un cambio conservativo
ma il mediano va vicinissimo all’1-2 con un colpo di
testa respinto in maniera magistrale da Schmeichel.
Per il Leicester è il momento di chiudere i conti.
Angolo da sinistra, l’incornata di Huth è chirurgica,
un arcobaleno disegnato alla perfezione che lascia di
sasso Hart e spegne ogni possibilità di rimonta. Vardy
continua a mandare in tilt i due centrali ma non trova
il poker, calciando ancora sul portiere dopo una corsa
a perdifiato. Fuori anche Silva per il baby Celina ma
sono gli ospiti a sfiorare il gol: ancora Albrighton
per Vardy, destro secco sull’esterno della rete. Per
vedere un po’ di equilibrio si ricorre al finale, con Agüero
che di testa fa 1-3 (partendo in posizione di
fuorigioco) e poi grazia Simpson, autore di uno
sciagurato retropassaggio: sinistro fuori misura, il
recupero può scorrere via tranquillo e far gioire
Claudio Ranieri. No, non è Davide contro Golia.
MANCHESTER CITY-LEICESTER 1-3 (0-1)
Man City (4-4-2):
Hart; Zabaleta, Otamendi, Demichelis, Kolarov; Silva
(32′ st Celina), Fernandinho, Toure (7′ st Fernando),
Delph (7′ st Iheanacho); Agüero, Sterling (Caballero,
Clichy, Sagna, Garcia). All.: Pellegrini
Leicester (4-4-2):
Schmeichel; Simpson, Morgan, Huth, Fuchs; Mahrez (32′
st Gray), Drinkwater, Kante, Albrighton (41′ st Dyer);
Okazaki (36′ st Ulloa), Vardy. (Schwarzer, Chilwell,
Wasilewski, King). All.: Ranieri
Arbitro:
Taylor
Reti:
3′ pt Huth, 3′ st Mahrez, 15′ st Huth, 42′ st Agüero
Ammoniti:
Morgan, Simpson, Zabaleta, Fernando
Recupero:
3′ e 4′
LE ALTRE, TOTTENHAM SEMPRE PIU' SU - Aspettando
l'Arsenal, in campo domenica sul campo del Bournemouth,
il Tottenham si candida ad anti-Leicester. Gli Spurs,
prossimi avversari della Fiorentina in Europa League,
superano di misura il Watford con un gol di Trippier
al 64' e balzano così al secondo posto, scavalcando il
City e rimanendo a cinque lunghezze dalle Foxes di
Ranieri. Senza Klopp in panchina, vittima di un
attacco d'appendicite, il Liverpool spreca due gol di
vantaggio contro il Sunderland penultimo in classifica
e si fa fermare sul 2-2 ad Anfield: Firmino e Lallana
illudono i Reds, ma fra l'82' e l'89' arrivano le reti
di Johnson e Defoe che gelano la Kop o quel che ne
restava: al 77', infatti, migliaia di tifosi hanno
lasciato lo stadio come protesta per l'annunciato
rincaro dei prezzi dei biglietti, che la prossima
stagione toccheranno anche le 77 sterline. Prova di
forza dell'Everton in casa dello Stoke (Lukaku su
rigore, Coleman e Lennon), al terzo ko di fila mentre
resta imbattuto Guidolin anche se lo Swansea non va
oltre l'1-1 col Crystal Palace: Sigurdsson porta in
vantaggio i gallesi, pareggio di Dann. Prima da
titolare per Paloschi. Restando alla corsa salvezza,
l'Aston Villa supera 2-0 il Norwich (quarta sconfitta
consecutiva) con i gol di Lescott e Agbonlahor mentre
al Newcastle basta l'acuto di Mitrovic per avere la
meglio sul West Browmich.