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Dnipro-Inter 0-1, D'Ambrosio regala tre punti d'oro ai nerazzurri

Inizia con una vittoria il cammino della squadra di Mazzarri  in Europa League, merito del guizzo vincente dell'ex Torino a metà del secondo tempo. Dopo i primi minuti di sofferenza, pochi pericoli per la porta di Handanovic. Nella ripresa espulso Rotan per i padroni di casa

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KIEV - L’Inter conferma il suo ottimo stato di salute e inizia con una bella vittoria il cammino nel girone F di Europa League. Sul neutro di Kiev, i nerazzurri superano 1-0 il Dnipro grazie al gol di D’Ambrosio al 69′ minuto. Una vittoria importantissima per la squadra di Mazzarri anche alla luce del pareggio 0-0 tra Karabakh e Saint-Etienne, che proietta così Icardi e compagni in testa al girone.

POCO TURNOVER, TORNA VIDIC - Già nella conferenza stampa della vigilia, Mazzarri aveva annunciato un turnover moderato e così è stato. In difesa si rivedono Vidic (squalificato in campionato contro il Sassuolo) e Campagnaro, che concede un turno di riposo a capitan Ranocchia. La fascia così la prende in consegna Guarin, schierato a supporto di Icardi. Ancora panchina, dunque, per Palacio, mentre va in tribuna Kovacic, che aveva accusato dei problemi muscolari in settimana e il tecnico ha così deciso di non rischiarlo. La partenza è favorevole per il Dnipro, che conferma di stare meglio fisicamente, anche perchè il campionato locale è iniziato già da un mese.CHE TALENTO KONOPLYANKA - Le insidie maggiori per l’Inter arrivano dalla fascia sinistra, dove nessuno riesce a marcare lo scatenato Konoplyanka, che impegna con un tiro insidioso Handanovic dopo appena 40 secondi. Nell’Inter l’uomo più pericoloso è Kuzmanovic, schierato interno destro di centrocampo (l’anno scorso era il sostituto naturale di Cambiasso davanti alla difesa) con il compito di inserirsi in area di rigore. E proprio da in’incursione del centrocampista serbo nasce l’azione più pericolosa dei nerazzurri: su cross dalla destra di D’Ambrosio, però, lo stacco di testa del “Kuz” finisce fuori di poco. Al 36′ proprio Konoplyanka resta fermo a bordo campo per più di 2 minuti per un problema al ginocchio. Sembra necessario addirittura il cambio, ma l’ucraino stringe i denti e rientra sul terreno di gioco, anche se il suo apporto viene man mano calando. Il primo tempo scorre senza particolari occasioni, ma c’è un giallo prima del rientro negli spogliatoi: Guarin entra in area e cerca Icardi, il cross del colombiano viene fermato con la mano da Mazuch, ma l’arbitro non fischia il rigore e decreta la fine dei primi 45′.

D’AMBROSIO PRIMA SBAGLIA… - 
Nella ripresa l’Inter diventa sempre più padrona del gioco, aumentando il possesso palla e rendendosì più pericolosa dopo l’ingresso in campo di Osvaldo al posto di Kuzmanovic. Al 20′ preciso lancio di Juan Jesus per Icardi, l’attaccante argentino viene anticipato da Mazuch, interviene rapidamente D’Ambrosio che si fa neutralizzare la conclusione da Boyko, autore di un altro miracolo sul tiro subito dopo di Icardi.

…POI SEGNA IL GOL DECISIVO - 
Ma per i nerazzurri il gol è nell’aria e arriva al 24′, quando D’Ambrosio entra in area dalla destra, supera con un grande tunnel Mazuch, e con Boyko in uscita non sbaglia, portando l’Inter sull’1-0. La partita è tutta in discesa per i ragazzi di Mazzarri, anche perchè due minuti prima dal vantaggio era arrivata l’espulsione per doppia ammonizione del centrocampista Rotan. Il Dnipro ci prova con gli inserimenti di Luchkevych e Kalinic, ma piano piano crolla fisicamente e l’Inter controlla senza pericoli il vantaggio. Entra anche Jonathan per Hernanes, ma non succede più nulla. Fischio finale dell’arbitro e Inter che dà continuità al successo in campionato contro il Sassuolo, confermando di avere grande solidità difensiva e tanto talento in attacco. Anche senza Kovacic e Palacio.

LA SITUAZIONE NEL GRUPPO F - 
Inter dunque già da sola in testa al girone F per via del pareggio 0-0 tra Karabakh e Saint-Etienne. Appuntamento ora al 2 ottobre quando a San Siro arriverà proprio il Karabakh del tecnico Qurbanov. Con un’altra vittoria, la qualificazione sarebbe già ipotecata.

DNIPRO-INTER 0-1 (0-0)

DNIPRO (4-2-3-1) - Boyko 6.5; Fedetskiy 6, Mazuch 5,5, Douglas 5.5, Strinic 6; Kankava 5,5, Rotan 5; Bruno Gama 6, Kravchenko 5 (22′ st Shakhov sv, poi sostituito al 29′ st da Luchkevych 6), Konoplyanka 6.5; Zozulya 5 (33′ st Kalinic sv). (16 Lastuvka, 14 Cheberyachko, 89 Politylo, 90 Mihunov). All.: Markevych.
INTER (3-5-1-1) - Handanovic 6; Campagnaro 6, Vidic 6, Juan Jesus 6; D’Ambrosio 6.5, Hernanes 5,5 (31′ st Jonathan sv), Kuzmanovic 6.5 (17′ st Osvaldo 6), M’Vila 6, Dodo’ 6; Guarin 6.5; Icardi 5.5. (30 Carrizo, 23 Ranocchia, 6 Andreolli, 20 Obi, 8 Palacio). All.: Mazzarri.
Arbitro Zwayer.
Rete D’Ambrosio al 69′
Ammoniti Zozulya, Kuzmanovic, Strinic
Espulso Rotan per doppia ammonizione
Angoli 5-1 per il Dnipro
Recupero 2′ e 3′
 

Bruges-Torino 0-0, Gillet torna e salva i granata

Il portiere riassapora il campo dopo tredici mesi di squalifica e nel "suo" Belgio difende il punto granata, salvando il risultato su un colpo di testa a botta sicura di Storm. Da rivedere l'intesa Amauri-Quagliarella, bene Sánchez Miño

Bruges-Torino 0-0, Gillet torna e salva i granata

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BRUGES – Un punto per riprendere confidenza con l’Europa, un punto firmato Jean François Gillet. Il Torino riabbraccia in un colpo solo una competizione continentale, dopo l’assaggio dei turni preliminari, e il suo portiere, che dimentica i tredici mesi di squalifica tornando fra i pali, ironia della sorte, proprio nel “suo” Belgio. L’estremo difensore è il protagonista principale dello 0-0 che i ragazzi di Ventura strappano a Bruges, soffrendo per diversi brani di gara ma mostrando comunque segnali di ripresa dopo la pessima esibizione in casa della Sampdoria. Ancora tutta da affinare l’intesa Quagliarella-Amauri, con il primo più avvezzo ai movimenti del 3-5-2 rispetto al secondo. Positiva, invece, la prestazione di Sánchez Miño, che nel ruolo di intermedio sinistro ha mostrato personalità e voglia di fare.

DIFESA TUTTA NUOVA – Ventura lancia il pressoché inedito terzetto difensivo composto da Maksimovic, Jansson e Silva. Proprio quest’ultimo ha convinto poco, regalando spesso la sfera sul pressing orchestrato abilmente da Michel Preud’Homme, tecnico dei padroni di casa. Gedoz, Vazquez e Izquierdo vanno da subito a infastidire il primo possesso palla e i granata ne soffrono. Nella prima parte di gara il Toro riesce però a distendersi bene in contropiede. Benassi al 9′ pesca l’inserimento di Darmian, sul cross del terzino c’è la diagonale efficace di Meunier. A metà frazione Gillet deve mettersi in moto. Prima Silva regala palla a Gedoz che serve subito Vazquez ma il numero 7 perde l’attimo per il tiro, poi il portiere belga deve superarsi su un’incornata di Duarte. Alla mezz’ora ancora Vazquez pericoloso, anche se il fantasista calcia centralmente e all’estremo granata basta mettere il piede per respingere. Prosegue il primo tempo difficile di Silva, Izquierdo riceve ai 25 metri e col destro a giro spaventa Gillet.
DECISIVO GILLET – Anche nella ripresa è il Toro a partire bene, con Sánchez Miño che al 6′ trova il varco giusto e incrocia col mancino: diagonale a lato di un soffio. A ridosso del quarto d’ora serve un intervento monumentale di Gazzi, schierato nel cuore del centrocampo al posto di Vives, per tenere il risultato sullo 0-0. Scivolata disperata sulla conclusione a botta sicura di Gedoz, l’attaccante chiede un mani che il turco Ozkahya giustamente non rileva. Minuto 30, il fortino granata subisce lo scossone più violento della serata. Storm, da poco entrato, sfila alle spalle di Maksimovic per raccogliere un invito dalla trequarti. Darmian non chiude la diagonale, l’attaccante impatta di testa e la schiacciata sembra vincente. Il riflesso di Gillet, in tuffo sulla sua destra, è straordinario: pallone sporcato a fil di palo e porta che rimane miracolosamente inviolata. I ragazzi di Ventura chiudono sulle gambe ma in pieno recupero sfiorano per due volte il colpo grosso: El Kaddouri di destro sfiora il palo dal limite dell’area, poi Martinez – entrato molto bene in partita – vede la sua conclusione murata da Duarte in area piccola. Il Torino è ancora un cantiere aperto ma il punto di Bruges fa bene al morale, alla classifica europea e al ritrovato Gillet.

BRUGES-TORINO (0-0)
Bruges (4-3-1-2): Ryan; Meunier, Duarte, Mechele, Bolingoli-Mbombo (35′ st De Bock); Fernando (21′ st Vormer), Simons, Silva; Vazquez (21′ st Storm); Gedoz, Izquierdo. (Dioudis, De Fauw, Engels, Oularè). All.: Preud’Homme
Torino (3-5-2): Gillet; Maksimovic, Jansson, Silva; Darmian, Benassi (20′ st El Kaddouri), Gazzi, Sánchez Miño (39′ st Nocerino), Molinaro; Amauri, Quagliarella (24′ st Martinez). (Padelli, Bovo, Moretti, Larrondo). All.: Ventura
Arbitro: Ozkahya (TUR)
Ammoniti: El Kaddouri, Molinaro e Meunier per gioco falloso
Recupero: 1′ e 3′

 

 

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