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Lazio-Udinese 0-1, Thereau lancia Stramaccioni al secondo posto. Sembrerebbe una cosa straordinaria ma non lo è,perchè? Perchè l'udinese nel 2010-2011 e 2011-2012 assurgeva ai preliminari di Coppa dei campioni, salvo poi farsi massacrare , come il Napoli per altro,DEVASTANDO IL RANKING ITALIOTA OGGI RIDOTTO AL LUMICINO.

L'Udimenrda di Stramaccioni e Stankovic al secondo posto a 3 punti dalle super corazzate. Nel giugno 2013 Stramaccioni veniva cacciato dall'Inter a seguito di un disastroso nono posto condito da una moria clamorosa di giocatori che costrinse il giovane allenatore, vincitore in una stagione di campionato e coppa dei campioni con la Primavera e per questo voluto in panchina dall'allora presidente Moratti, a schierare in prima squadra proprio metà della sua Primavera ( Longo, Caldirola, Benassi,M'Baie....), determinando così non solo la sua caduta, ma anche quella di Moratti che, a seguito di una dispendiosa campagna acquisti: Cassano per Pazzini, Pereyra dal Porto costato una petroliera, Gargano dal Napoli, Mudingay dal Bologna, Livaja dalla Dinamo Zagabria, Palacio dal Genoa, Handanovic dall'Udinese, Juan Jesus dal Brasile, Kutzmanovic, Kovacic e Schelotto più Icardi per la stagione successiva nel mercato di riparazione di gennaio 2013, si ritrovò, con i mancati introiti derivanti dal mancato piazzamento in Coppa dei Campioni, sull'orlo del fallimento iniziando così, nel luglio 2013,le trattative col manager indonesiano Thohir per la cessione del club. Stramaccioni è rimasto fermo per un anno incassando i soldi che l'Inter gli doveva, c'era un contratto da onorare, poi, con l'uscita di Guidolin da Udine, i Pozzo hanno fiutato una nuova idea. L'Udimerda su 4 giornate ha incontrato Rubentus, Napoli e Lazio. Queste ultime ci hanno rimesso le penne e c'è da aggiungere che nonostante gli avversari più forti, ha subito solo 2 gol. Forse siamo di fronte all'ennesimo colpo dei Pozzo, ma attenzione. L'Udinese nel 2010-2011 e 2011-2012 raggiungeva i preliminari di Coppa dei Campioni facendosi tuttavia sistematicamente eliminare determinando per questo il crollo spaventoso del ranking Uefa italiota. Di fronte a vittime illustri come il Napoli, ci chiedamo se sia il caso di portare continuamente in Europa club che poi scientificamente si fanno fare a pezzi determinando il continuo crollo di un paese che a livello sportivo sta dimostrando dei limiti tecnici insormontabili. I risultati sul campo non si discutono ma noi riteniamo sia più logico affidare il palcoscenico europeo a club con retroterra di seguito più vasto ed indennizzare i club di terza fascia che indovinano la stagione: una sorta di risarcimento pecuniario per far passare il primo club in classifica con un retroterra di seguito ed economia. Se poi il club di terza fascia mantiene un certo livello anche nelle stagioni successive, allora gli si permette la partecipazione in Europa. Nel 2005-2006 il Chievo partecipava ai preliminari di Coppa dei Campioni venendo fatto a pezzi da una squadra semisconosciuta bulgara, non è assurdo?

Lazio-Udinese 0-1, Thereau lancia Stramaccioni al terzo posto

Sono i bianconeri a "inseguire" Juventus e Roma in classifica: l'ex Chievo punisce una disattenzione difensiva della retroguardia laziale e firma il successo. Capitolini padroni del possesso palla e poco altro, solo Keita nel finale prova ad infiammare la manovra

C’era un tabù da infrangere, ci è riuscito Andrea Stramaccioni. Il tecnico bianconero non aveva mai sconfitto la Lazio, stesso discorso per Stefano Pioli contro l’Udinese: alla fine sono i friulani a sbancare l’Olimpico, volando al terzo posto in solitaria e certificando un’impressionante solidità difensiva. Non prendere gol aiuta e Danilo e soci sono già alla terza gara senza subirne, pur con un pizzico di fortuna contro Empoli, Napoli e anche, in parte, nella gara odierna. Che i padroni di casa controllano saldamente soltanto sotto il punto di vista del possesso palla, tenendo gli avversari per larghi tratti negli ultimi 30 metri ma senza creare occasioni clamorose come era accaduto a Genova.
 
DIFESA DA INVENTARE – Il quartetto arretrato dei capitolini, sulla carta, è quello di riserva: con Basta, de Vrij, Gentiletti e Radu fuori, in campo vanno Konko, Novaretti, Cana e Braafheid. Il mancato affiatamento e i valori emergono in maniera eclatante in occasione del gol che decide il match, tra Muriel che fa quello che vuole sulla trequarti e Widmer che si ritrova con metri di spazio per pescare Thereau, match-winner di serata, a centro area. Tatticamente, l’idea di Stramaccioni in avvio è tanto chiara quanto corretta: negare ai padroni di casa i due contro uno sulle corsie. Per questa ragione, addio al 4-3-2-1 e grande sacrificio richiesto a Badu e Kone sulle corsie, per un più diligente ed efficace 4-4-2. La Lazio sbatte sul muro dall’inizio e ricorre ai lanci per le sponde di Klose. Il tedesco serve Candreva al 5′, destro a lato dal limite. LA FIRMA DI THEREAU – Felipe Anderson viene premiato con un’altra maglia da titolare e prova a ripagare la fiducia di Pioli, scappando a Widmer sulla sinistra per poi sparare malamente all’ingresso in area. Pur senza Di Natale in campo l’Udinese va vicinissima al gol al 22′. Lancio lungo per Muriel, il colombiano travolge l’uscita di Marchetti. Il fallo è netto per tutti, non per Rocchi, che lascia correre col portiere al suolo. Muriel si rialza e calcia a colpo sicuro, Novaretti salva di testa sulla linea. Due minuti e gli ospiti passano. Muriel, ancora dolorante, danza fra quattro laziali ai 30 metri: dribbling e piroette prima del tocco dentro per Badu, Cana non esce ed è Braafheid a provare l’intervento, liberando la corsia per l’inserimento di Widmer. Che riceve e crossa rasoterra: Konko e Novaretti si fanno prendere d’infilata, Thereau da due passi mette sotto la traversa. Muriel chiede il cambio ma al 36′ l’Udinese punge in fotocopia, con Widmer che pesca nuovamente Thereau. Novaretti stavolta riesce a mettere il piede, la porta di Marchetti è salva.
 
DENTRO DJORDJEVIC – La manovra laziale è lenta, complice anche la presenza di un elemento come Ledesma, che a differenza di Biglia predilige una posizione in campo più arretrata: manca la riconquista immediata del pallone e Pioli prova a sparigliare in avvio di ripresa. Djordjevic per il pur positivo Anderson, doppio centravanti. E’ però ancora l’Udinese a farsi viva con Kone, che fa quello che vuole tra Konko, Novaretti e Ledesma all’ingresso in area, sparando però a lato col mancino. Il tecnico laziale potrebbe giocarsi subito le carte Keita e Mauri ma preferisce inserire Lulic per passare al 4-4-2. Il bosniaco non ha metri di campo davanti e non riesce a incidere, Candreva cerca Klose con un bel tocco in verticale ma al tedesco non riesce l’acrobazia vincente.
 
KARNEZIS PROTEGGE IL SUCCESSO – Lazio in totale proiezione offensiva, ospiti tutti negli ultimi 30 metri per difendere il bottino pieno. Sui cross c’è vita facile per Heurtaux e Danilo, l’ingresso di Keita dopo la mezz’ora scuote tutti. Lo spagnolo calcia bene col destro al 34′, perfetto Karnezis, che mostra una sola sbavatura. Ma all’Udinese va tutto bene e sul tiro-cross di Djordjevic la smanacciata dell’estremo greco si rivela decisiva, visto che manda fuori tempo un Candreva pronto al tocco a porta vuota. Nel recupero la Lazio non crea nulla e l’Udinese riesce anche a tenere palla nei pressi della bandierina: nove punti dopo aver già affrontato Juventus, Napoli e Lazio, Andrea Stramaccioni si gode il suo terzo posto.
 
LAZIO-UDINESE 0-1 (0-1)
Lazio (4-3-3): Marchetti 6; Konko 5.5, Novaretti 5.5, Cana 5.5, Braafheid 6 (31′ st Keita 6.5); Onazi 5.5, Ledesma 5, Parolo 5; Candreva 6, Klose 5, Anderson 6 (1′ st Djordjevic 6). (Berisha, Strakosha, Cavanda, Ciani, Pereirinha, Mauri, Murgia, Tounkara). All.: Pioli
Udinese (4-4-2): Karnezis 6.5; Widmer 6.5, Heurtaux 7, Danilo 7, Piris 6.5; Badu 6, Allan 7, Guilherme 6, Kone 6; Muriel 6.5 (28′ pt Fernandes 5.5, 36′ st Belmonte sv), Thereau 6.5 (20′ st Di Natale 5.5). (Brkic, Meret, Bubnjic, Coda, Pasquale, Evangelista, Hallberg, Jadson, Zapata). All.: Stramaccioni
Arbitro: Rocchi
Rete: 26′ pt Thereau
Ammoniti: Candreva, Kone, Lulic e Novaretti
Recupero: 4′ e 3′

Inter-Atalanta 2-0, due prodezze di Osvaldo ed Hernanes fanno sorridere Thohir in tribuna

Sotto gli occhi del presidente nerazzurro, presente sugli spalti insieme a Moratti, la squadra di Mazzarri ottiene la seconda vittoria interna consecutiva grazie alla rovesciata del centravanti italo-argentino, entrato al posto dell'infortunato Icardi, e a una punizione 'Profeta'. Nel primo tempo rigore parato da Sportiello su Palacio

MILANO - L’Inter vince la sfida tutta nerazzurra contro l’Atalanta e si candida come principale inseguitrice di Roma e Juventus. La squadra di Mazzarri batte quella di Colantuono per 2-0, grazie alla rete spettacolare in rovesciata di Osvaldo (entrato nel corso del primo tempo al posto dell’infortunato Icardi) e di Hernanes, autore di un perfetto calcio di punizione. Soddisfazione, dunque, per il presidente Erick Thohir, presente sugli spalti al fianco di Massimo Moratti.

TORNA PALACIO, RIPOSA DENIS - Mazzarri cambia gli esterni rispetto alla trasferta di Palermo: Jonathan e Dodò al posto di D’Ambrosio e Nagatomo. Davanti torna dall’inizio Palacio, gli fa spazio Osvaldo. Colantuono lascia a riposo Denis e Biava, schierando Bianchi e Cherubin. I nerazzurri di Mazzarri, intorno al quarto d’ora, vanno vicini per tre volte al vantaggio: dal primo spunto di Dodo’ sulla sinistra nasce una buona occasione, con Jonathan che manca di poco l’impatto con il pallone a due passi da Sportiello. Sul corner successivo Vidic di testa scheggia il palo alla destra del portiere atalantino. Un minuto dopo la terza occasione per l’Inter: Kovacic serve Palacio in verticale, ma Sportiello nega il gol all’argentino con un ottimo intervento.  Poi Mazzarri deve rinunciare a Icardi, dolorante per una botta al ginocchio destra, e sostituisce il numero 9 con Osvaldo.

RIGORE PARATO - Alla mezz’ora Benalouane atterra Ranocchia in area sugli sviluppi di un calcio di punizione, Gervasoni non ha dubbi e assegna il rigore. Batte Palacio, ma Sportiello si supera e respinge la conclusione dell’argentino. Il vantaggio però è solo rimandato, l’Inter passa: punizione di Guarin dalla trequarti di destra e splendida rovesciata di Osvaldo che non lascia scampo a Sportiello. Grande prodezza da parte dell’attaccante di Mazzarri prima dell’intervallo.

PERLA DI HERNANES - In avvio di ripresa Colantuono cambia volto alla squadra con un doppio cambio: Gomez e Boakye per D’Alessandro e Moralez. Cambi che funzionano, l’Atalanta è più viva in zona gol. Ma al 9′ e’ l’Inter a sfiorare il raddoppio, con Palacio che sfonda sulla destra e con un diagonale colpisce il palo, il secondo per i padroni di casa. Al 16′ destro da fuori area di Gomez, Handanovic e’ attento e respinge. Al 25′ Estigarribia di testa va vicino al pareggio, due minuti dopo ci riprova Gomez dalla distanza. Colantuono gioca anche la carta Denis (sostituendo uno spento Bianchi), ma l’argentino non riesce ad aumentare il bottino di gol segnati all’Inter in carriera (ben sette). Al 41′ Hernanes chiude la gara con una punizione all’incrocio dei pali: 2-0 e vittoria in cassaforte per i nerazzurri di Mazzarri.

INTER DIETRO LE PRIME - Con Roma e Juventus a punteggio pieno, l’Inter scavalca l’Hellas Verona e, insieme alla Sampdoria, agguanta il terzo posto a 8 punti, candidandosi così come principale inseguitrice delle due corazzate. All’Atalanta, invece, imbattuta a San Siro contro l’Inter dal 2010, non riesce questa volta il colpaccio e anzi arriva la seconda sconfitta consecutiva. In classifica, gli orobici restano a 4 punti e si preparano a ricevere, sabato sera, i campioni d’Italia.

INTER-ATALANTA 2-0 (1-0)

INTER (3-5-2) - Handanovic 6, Ranocchia 6, Vidic 6,5, Juan Jesus 6, Jonathan 6, Guarin 6.5 (21′ st Hernanes 6.5), Medel 6,5, Kovacic 6.5, Dodo’ 6, Palacio 5.5 (29′ st M’Vila 6), Icardi 6 (25′ pt Osvaldo 7). (Carrizo, Berni, Andreolli, Campagnaro, Mbaye, D’Ambrosio, Nagatomo, Kuzmanovic, Obi, Krhin). All.: Mazzarri.
ATALANTA (4-4-1-1) - Sportiello 6.5, Zappacosta 5.5, Benalouane 5.5, Cherubin 6, Drame’ 6, D’Alessandro 5.5 (6′ st Gomez 6.5), Cigarini 6, Carmona 5.5, Estigarribia 5.5, Moralez 5 (6′ st Boakye 6), Bianchi 5 (28′ st Denis 5,5) (Avramov, Baselli, Bellini, Biava, Del Grosso, Migliaccio, Molina, Raimondi, Scaloni). All. Colantuono.
Arbitro Gervasoni di Mantova
Reti Osvaldo al 40′ ed Hernanes all’85′
Ammoniti Carmona, Benalouane, Kovacic e  Boayke
Angoli 10-6 per l’Atalanta
Recupero 3′ e 3′

 

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