
Sono i bianconeri a
"inseguire" Juventus e Roma in classifica: l'ex Chievo punisce
una disattenzione difensiva della retroguardia laziale e firma
il successo. Capitolini padroni del possesso palla e poco altro,
solo Keita nel finale prova ad infiammare la manovra
C’era un tabù da infrangere, ci è
riuscito Andrea Stramaccioni. Il tecnico bianconero non aveva
mai sconfitto la Lazio, stesso discorso per Stefano Pioli contro
l’Udinese: alla fine sono i friulani a sbancare l’Olimpico,
volando al terzo posto in solitaria e certificando
un’impressionante solidità difensiva. Non prendere gol aiuta e
Danilo e soci sono già alla terza gara senza subirne, pur con un
pizzico di fortuna contro Empoli, Napoli e anche, in parte,
nella gara odierna. Che i padroni di casa controllano saldamente
soltanto sotto il punto di vista del possesso palla, tenendo gli
avversari per larghi tratti negli ultimi 30 metri ma senza
creare occasioni clamorose come era accaduto a Genova.
DIFESA DA INVENTARE – Il quartetto arretrato
dei capitolini, sulla carta, è quello di riserva: con Basta, de
Vrij, Gentiletti e Radu fuori, in campo vanno Konko, Novaretti,
Cana e Braafheid. Il mancato affiatamento e i valori emergono in
maniera eclatante in occasione del gol che decide il match, tra
Muriel che fa quello che vuole sulla trequarti e Widmer che si
ritrova con metri di spazio per pescare Thereau, match-winner di
serata, a centro area. Tatticamente, l’idea di Stramaccioni in
avvio è tanto chiara quanto corretta: negare ai padroni di casa
i due contro uno sulle corsie. Per questa ragione, addio al
4-3-2-1 e grande sacrificio richiesto a Badu e Kone sulle
corsie, per un più diligente ed efficace 4-4-2. La Lazio sbatte
sul muro dall’inizio e ricorre ai lanci per le sponde di Klose.
Il tedesco serve Candreva al 5′, destro a lato dal limite.
LA FIRMA DI THEREAU – Felipe Anderson viene
premiato con un’altra maglia da titolare e prova a ripagare la
fiducia di Pioli, scappando a Widmer sulla sinistra per poi
sparare malamente all’ingresso in area. Pur senza Di Natale in
campo l’Udinese va vicinissima al gol al 22′. Lancio lungo per
Muriel, il colombiano travolge l’uscita di Marchetti. Il fallo è
netto per tutti, non per Rocchi, che lascia correre col portiere
al suolo. Muriel si rialza e calcia a colpo sicuro, Novaretti
salva di testa sulla linea. Due minuti e gli ospiti passano.
Muriel, ancora dolorante, danza fra quattro laziali ai 30 metri:
dribbling e piroette prima del tocco dentro per Badu, Cana non
esce ed è Braafheid a provare l’intervento, liberando la corsia
per l’inserimento di Widmer. Che riceve e crossa rasoterra:
Konko e Novaretti si fanno prendere d’infilata, Thereau da due
passi mette sotto la traversa. Muriel chiede il cambio ma al 36′
l’Udinese punge in fotocopia, con Widmer che pesca nuovamente
Thereau. Novaretti stavolta riesce a mettere il piede, la porta
di Marchetti è salva.
DENTRO DJORDJEVIC – La manovra laziale è lenta,
complice anche la presenza di un elemento come Ledesma, che a
differenza di Biglia predilige una posizione in campo più
arretrata: manca la riconquista immediata del pallone e Pioli
prova a sparigliare in avvio di ripresa. Djordjevic per il pur
positivo Anderson, doppio centravanti. E’ però ancora l’Udinese
a farsi viva con Kone, che fa quello che vuole tra Konko,
Novaretti e Ledesma all’ingresso in area, sparando però a lato
col mancino. Il tecnico laziale potrebbe giocarsi subito le
carte Keita e Mauri ma preferisce inserire Lulic per passare al
4-4-2. Il bosniaco non ha metri di campo davanti e non riesce a
incidere, Candreva cerca Klose con un bel tocco in verticale ma
al tedesco non riesce l’acrobazia vincente.
KARNEZIS PROTEGGE IL SUCCESSO – Lazio in totale
proiezione offensiva, ospiti tutti negli ultimi 30 metri per
difendere il bottino pieno. Sui cross c’è vita facile per
Heurtaux e Danilo, l’ingresso di Keita dopo la mezz’ora scuote
tutti. Lo spagnolo calcia bene col destro al 34′, perfetto
Karnezis, che mostra una sola sbavatura. Ma all’Udinese va tutto
bene e sul tiro-cross di Djordjevic la smanacciata dell’estremo
greco si rivela decisiva, visto che manda fuori tempo un
Candreva pronto al tocco a porta vuota. Nel recupero la Lazio
non crea nulla e l’Udinese riesce anche a tenere palla nei
pressi della bandierina: nove punti dopo aver già affrontato
Juventus, Napoli e Lazio, Andrea Stramaccioni si gode il suo
terzo posto.
LAZIO-UDINESE 0-1 (0-1)
Lazio (4-3-3): Marchetti 6; Konko 5.5,
Novaretti 5.5, Cana 5.5, Braafheid 6 (31′ st Keita 6.5); Onazi
5.5, Ledesma 5, Parolo 5; Candreva 6, Klose 5, Anderson 6 (1′ st
Djordjevic 6). (Berisha, Strakosha, Cavanda, Ciani, Pereirinha,
Mauri, Murgia, Tounkara). All.: Pioli
Udinese (4-4-2): Karnezis 6.5; Widmer 6.5,
Heurtaux 7, Danilo 7, Piris 6.5; Badu 6, Allan 7, Guilherme 6,
Kone 6; Muriel 6.5 (28′ pt Fernandes 5.5, 36′ st Belmonte sv),
Thereau 6.5 (20′ st Di Natale 5.5). (Brkic, Meret, Bubnjic,
Coda, Pasquale, Evangelista, Hallberg, Jadson, Zapata). All.:
Stramaccioni
Arbitro: Rocchi
Rete: 26′ pt Thereau
Ammoniti: Candreva, Kone, Lulic e Novaretti
Recupero: 4′ e 3′
Inter-Atalanta 2-0, due prodezze di
Osvaldo ed Hernanes fanno sorridere Thohir in tribuna
Sotto gli occhi del
presidente nerazzurro, presente sugli spalti insieme a Moratti,
la squadra di Mazzarri ottiene la seconda vittoria interna
consecutiva grazie alla rovesciata del centravanti
italo-argentino, entrato al posto dell'infortunato Icardi, e a
una punizione 'Profeta'. Nel primo tempo rigore parato da
Sportiello su Palacio
MILANO - L’Inter
vince la sfida tutta nerazzurra contro l’Atalanta e si candida
come principale inseguitrice di Roma e Juventus. La squadra di
Mazzarri batte quella di Colantuono per 2-0, grazie alla rete
spettacolare in rovesciata di Osvaldo (entrato nel corso del
primo tempo al posto dell’infortunato Icardi) e di Hernanes,
autore di un perfetto calcio di punizione. Soddisfazione,
dunque, per il presidente Erick Thohir, presente sugli spalti
al fianco di Massimo Moratti.
TORNA PALACIO, RIPOSA DENIS - Mazzarri cambia
gli esterni rispetto alla trasferta di Palermo: Jonathan e
Dodò al posto di D’Ambrosio e Nagatomo. Davanti torna
dall’inizio Palacio, gli fa spazio Osvaldo. Colantuono lascia
a riposo Denis e Biava, schierando Bianchi e Cherubin. I
nerazzurri di Mazzarri, intorno al quarto d’ora, vanno vicini
per tre volte al vantaggio: dal primo spunto di Dodo’ sulla
sinistra nasce una buona occasione, con Jonathan che manca di
poco l’impatto con il pallone a due passi da Sportiello. Sul
corner successivo Vidic di testa scheggia il palo alla destra
del portiere atalantino. Un minuto dopo la terza occasione per
l’Inter: Kovacic serve Palacio in verticale, ma Sportiello
nega il gol all’argentino con un ottimo intervento. Poi
Mazzarri deve rinunciare a Icardi, dolorante per una botta al
ginocchio destra, e sostituisce il numero 9 con Osvaldo.
RIGORE
PARATO - Alla mezz’ora Benalouane atterra Ranocchia in
area sugli sviluppi di un calcio di punizione, Gervasoni non ha
dubbi e assegna il rigore. Batte Palacio, ma Sportiello si
supera e respinge la conclusione dell’argentino. Il vantaggio
però è solo rimandato, l’Inter passa: punizione di Guarin dalla
trequarti di destra e splendida rovesciata di Osvaldo che non
lascia scampo a Sportiello. Grande prodezza da parte
dell’attaccante di Mazzarri prima dell’intervallo.
PERLA DI HERNANES - In avvio di ripresa
Colantuono cambia volto alla squadra con un doppio cambio: Gomez
e Boakye per D’Alessandro e Moralez. Cambi che funzionano, l’Atalanta
è più viva in zona gol. Ma al 9′ e’ l’Inter a sfiorare il
raddoppio, con Palacio che sfonda sulla destra e con un
diagonale colpisce il palo, il secondo per i padroni di casa. Al
16′ destro da fuori area di Gomez, Handanovic e’ attento e
respinge. Al 25′ Estigarribia di testa va vicino al pareggio,
due minuti dopo ci riprova Gomez dalla distanza. Colantuono
gioca anche la carta Denis (sostituendo uno spento Bianchi), ma
l’argentino non riesce ad aumentare il bottino di gol segnati
all’Inter in carriera (ben sette). Al 41′ Hernanes chiude la
gara con una punizione all’incrocio dei pali: 2-0 e vittoria in
cassaforte per i nerazzurri di Mazzarri.
INTER DIETRO LE PRIME - Con Roma e Juventus a
punteggio pieno, l’Inter scavalca l’Hellas Verona e, insieme
alla Sampdoria, agguanta il terzo posto a 8 punti, candidandosi
così come principale inseguitrice delle due corazzate. All’Atalanta,
invece, imbattuta a San Siro contro l’Inter dal 2010, non riesce
questa volta il colpaccio e anzi arriva la seconda sconfitta
consecutiva. In classifica, gli orobici restano a 4 punti e si
preparano a ricevere, sabato sera, i campioni d’Italia.
INTER-ATALANTA 2-0 (1-0)
INTER (3-5-2) - Handanovic 6, Ranocchia 6,
Vidic 6,5, Juan Jesus 6, Jonathan 6, Guarin 6.5 (21′ st Hernanes
6.5), Medel 6,5, Kovacic 6.5, Dodo’ 6, Palacio 5.5 (29′ st M’Vila
6), Icardi 6 (25′ pt Osvaldo 7). (Carrizo, Berni, Andreolli,
Campagnaro, Mbaye, D’Ambrosio, Nagatomo, Kuzmanovic, Obi, Krhin).
All.: Mazzarri.
ATALANTA (4-4-1-1) - Sportiello 6.5, Zappacosta
5.5, Benalouane 5.5, Cherubin 6, Drame’ 6, D’Alessandro 5.5 (6′
st Gomez 6.5), Cigarini 6, Carmona 5.5, Estigarribia 5.5,
Moralez 5 (6′ st Boakye 6), Bianchi 5 (28′ st Denis 5,5) (Avramov,
Baselli, Bellini, Biava, Del Grosso, Migliaccio, Molina,
Raimondi, Scaloni). All. Colantuono.
Arbitro Gervasoni di Mantova
Reti Osvaldo al 40′ ed Hernanes all’85′
Ammoniti Carmona, Benalouane, Kovacic e Boayke
Angoli 10-6 per l’Atalanta
Recupero 3′ e 3′