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  INTERNOTIZIE

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Champions, la festa di Immobile e Balotelli

Subito in gol i due attaccanti italiani nelle partite vinta da Borussia Dortmund e Liverpool. Goleada del Real Madrid, stecca l'Atletico con l'Olimpiakos. Si salva al 90' il Galatasaray di Prandelli

l’Olympiacos, presunta terza forza, batte l’Atletico Madrid e mette in dubbio i rapporti di forza. Sorride l’altra metà di Madrid, che si scrolla di dosso le recenti critiche con una bella cinquina al Basilea, in un girone dove il Liverpool soffre ma, grazie a Balotelli e Gerrard (e a un rigore dubbio), riesce ad avere la meglio sul coriaceo Ludogorets. Il Monaco soffre ma riesce a superare il Bayer Leverkusen al Louis II nel gruppo C, lo stesso dello Zenit che vince con autorità al Da Luz contro il Benfica. Immobile è protagonista, con un gran gol, nel 2-0 del Borussia ai danni dell’Arsenal, mentre il Galatasaray dell’altro italiano del Gruppo D, Cesare Prandelli, acciuffa il pari allo scadere contro un sorprendente Anderlecht.

OLYMPIACOS-ATLETICO MADRID 3-2

Senza la carica di Diego Pablo Simeone, confinato in tribuna per squalifica, i Colchoneros cadono ad Atene, mescolando pericolosamente le carte nel girone che coinvolge anche Juventus e Malmoe. La serata dell’Atletico comincia già male, con Mandzukic colpito al naso da una gomitata dell’ex palermitano Kasami. L’Olympiacos passa già al 12’, grazie al sinistro velenoso di Masuaku, debuttante come il portiere Oblak che non c’arriva. Alla mezz’ora, Afellay sfrutta al meglio il velo di Mitroglou e trasforma in oro il contropiede greco, firmando il raddoppio. L’Atletico rialza la testa prima del riposo, con la zuccata di Mandzukic che dimezza le distanze, e prova a rifarsi sotto in avvio di ripresa. La spinta dei Colchoneros, però, viene vanificata al 73’: Kasami in mezzo per Mitroglou che, spalle alla porta, si gira e infila il pallone tra le gambe di Oblak. Griezmann riapre nuovamente la gara a otto minuti dal termine, insaccando sottomisura con il sinistro. Non basta l’assedio finale, al quale si unisce anche il subentrato Cerci: la Champions dei vicecampioni comincia in salita.

REAL MADRID-BASILEA 5-1

Appena sente la musica della Champions, il Real di Carlo Ancelotti si trasforma e dimentica i malumori del derby. Basta un tempo alle Merengues per chiudere la pratica Basilea. La fortuna ci mette del suo prima del quarto d’ora, quando Suchy devia il tiro-cross di Nacho Fernandez (propiziato da un delizioso tacco di James Rodriguez) battendo l’incolpevole Vaclik. Il vantaggio mette le ali ai piedi a Ronaldo e compagni, che raddoppiano alla mezz’ora: Modric lancia Bale che super Vaclik con un delicato pallonetto per poi ribadire in rete ad un metro dalla porta; un minuto dopo, è il gallese a servire a Ronaldo un pallone che chiede solo di essere spinto in rete. Al minuto 36 cerca gloria Benzema, ma il portiere del Basilea è pronto alla ribattuta, per sua sfortuna sui piedi di James che bagna così il suo esordio europeo con il Real. Il primo tempo si chiude con la rete del paraguayano Gonzalez, che conclude a rete col sinistro una bella azione di contropiede, ma è una magra consolazione per i rossoblù elvetici. Nella ripresa, sono gli ospiti a cercare a lungo un gol che possa riaprire il match ma non vanno oltre il palo colpito, dal limite, da Schar. Quasi per reagire alla lesa maestà, il Real fa anche il quinto a dieci minuti dal termine: mancava all’appello solo lui, Karim Benzema, che batte Vaclik con una gran botta, fissando il 5-1 finale.

LIVERPOOL-LUDOGORETS 2-1

Ottimo esordio nell’Europa dei grandi per i bulgari del Ludogorets, che mettono paura al Liverpool per 92’ prima di arrendersi. Lanciato nell’undici titolare da Brendan Rodgers, Balotelli si fa vedere già al quarto di gara con un numero dei suoi al limite dell’area, il suo tiro rimpallato libera Lallana che si fa ipnotizzare da Borjan. Diverse le azioni personali dell’ex milanista, che strappa applausi al pubblico di Anfield ma fatica a pungere. Le occasioni, quelle vere, capitano a Lallana e Lovren a cavallo dei due tempi e poi a Manquillo, che spara clamorosamente alto a tu per tu con Borjan. Il Ludo c’è e sfiora il gol con Caiçara e Minev, occasioni inframmezzate dalla gran parata del loro portiere sul colpo di testa del subentrato Borini. Anche Henderson ha una chance di testa ma, pur solissimo, spedisce a lato. Serve un guizzo, serve Supermario: minuto 81, Balo riceve palla dalla sinistra, e fa tutto col destro, controllo ed esterno destro che batte Borjan e fa esplodere Anfield. Sembra fatta ma al 90’ Abalo dribbla Mignolet ed insacca, regalando un pari (che sembra meritatissimo al Ludogorets). La doccia fredda, però, arriva due minuti dopo: Borjan esce in maniera scomposta su Borini, il rigore è dubbio ma viene assegnato e Gerrard lo trasforma.

MONACO-BAYER LEVERKUSEN 1-0

La Champions League torna al Louis II di Montecarlo, dove mancava dalla stagione 2005, ed è subito gioia per il Principe Alberto, accorso a seguire il ritorno dei suoi beniamini nell’Europa che conta. Va detto che, dopo una buona partenza dei padroni di casa, è il Bayer a fare la partita. Le Aspirine vanno vicine al gol in più circostanze, soprattutto con Bellarabi e Son (clamoroso l’errore del coreano in diagonale) ma è la serata del Monaco. Il primo vero tiro in porta dei monegaschi arriva all’ora di gioco ed è subito gol: torre di Berbatov per l’inserimento centrale di Joao Moutinho, il suo tiro è deviato da Spahic e Leno non può arrivarci. Il vantaggio consente ai padroni di casa di giocare con meno pressione, anche perché il Bayer va spegnendosi, rischiando di capitolare ancora per mano di Ferreira-Carrasco. Il 2-0 sarebbe stato punizione davvero troppo severa per un Leverkusen che, ai punti, avrebbe meritato almeno il pari.

BENFICA-ZENIT 0-2

Il gran botto del gruppo C arriva da Lisbona, dove il Benfica si sgretola sotto i colpi di uno Zenit bello e convincente. I lusitani passano gran parte del match a difendersi dagli attacchi dei russi, che già fanno suonare l’allarme dopo 2’ di gioco, quando Shatov manca di un niente il pallone servitogli in area da Hulk. Le parti si invertono tre minuti dopo, con il brasiliano che sigla il primo gol della Champions League 2014/15, scavalcando Artur con un bel pallonetto. La reazione delle Aquile è lasciata a Luisao, sempre pericoloso su calcio da fermo (sfiorerà il gol nella ripresa). Le cose si mettono ancora meglio per lo Zenit al 18’, quando Artur esce a valanga su Rondon, fuori area, e viene espulso. Il 36enne Paulo Lopes viene battuto già quattro minuti dopo, quando l’ex Witsel vanifica il suo volo su calcio d’angolo. Il belga non esulta ma, di fatto, la partita finisce qui. Nella ripresa il solito Luisao viene fermato da un miracolo di Lodyigin, ma è lo Zenit a cercare il gol con maggiore insistenza: Hulk sfiora la doppietta, lo ferma solo il palo sul suo diagonale di sinistro, ma anche Rondon va vicino al 3-0. È un gol che non arriva ma lo Zenit non può lamentarsi: tre punti così pesanti, a Lisbona, faranno sicuramente comodo nel prosieguo del cammino.

BORUSSIA DORTMUND-ARSENAL 2-0
Un Arsenal rinunciatario e poco determinato cade a Dortmund, dove si era imposto lo scorso anno proprio nella fase a gironi. Il Borussia, con Immobile nell’undici titolare, ci prova presto con Aubameyang e Mkhitaryan (su azione propiziata da una fuga di Immobile) ma non riesce a pungere. Un contropiede di Welbeck mette paura ai gialloneri ma, prima del riposo, ci pensa Immobile: galoppata di cinquanta metri in contropiede, da solo contro quattro difensori, non riesce a fermarlo Gibbs né Koscielny riesce a rimpallare il suo destro ad incrociare, che batte Szczesny e fa esplodere il Westfalenstadion. La ripresa comincia con un Arsenal che appare più determinato eppure le ripartenze del Borussia fanno ancora male: stavolta è Aubameyang che capitalizza la sponda di Grosskreutz, supera fortunosamente Szczesny e insacca eludendo il tentativo disperato di respinta di Koscielny. Immobile e Mkhitaryan proveranno ancora ad aumentare il bottino del Borussia mentre l’Arsenal si aggrappa al solito Welbeck, che ha una palla d’oro a disposizione ma la spedisce alta.

GALATASARAY-ANDERLECHT 1-1
Cesare Prandelli limita i danni alla sua prima uscita europea da tecnico del Galatasaray, ma che fatica per i giallorossi di Istanbul. Il calore dell’Ali Sami Yen non fa paura all’Anderlecht, che domina il match per larghi tratti. Nel primo tempo, i biancomalva falliscono grandi occasioni con Conté, Mitrovic e Deschacht, mentre il Gala non si vede fino al 40’, quando Selçuk Inan manca il bersaglio di poco su punizione. Ad inizio ripresa, la logica conseguenza è il vantaggio dell’Anderlecht: Praet giostra nei pressi del vertice sinistro dell’area, si accentra evitando SelLuk Inan e Veysel San per poi battere Muslera con un destro teso, che sbatte sul palo interno prima di insaccarsi. Lo svantaggio ha il merito di svegliare i giallorossi di Istanbul, che sfiorano il pari con Felipe Melo ed Umut Bulut. Quando tutto sembra perduto, allo scadere, Chedjou trova il fondo sul fronte sinistro e scarica in mezzo per Burak Yilmaz, che batte Roef e fa sospirare di sollievo i suoi tifosi.

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