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  INTERNOTIZIE

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La tristezza assoluta di uno sfascio completo:Testa d'asfalto riesuma l'antico Trofeo Mafiosi per far giocare la squadra di mercoledì: un disastro assoluto

Milan, 2-0 al San Lorenzo nel trofeo Berlusconi. Ma è festa nel deserto

Appena cinquemila spettatori al Meazza (assenti anche Silvio e Barbara Berlusconi) per la sfida contro gli argentini, vincitori dell'ultima Libertadores. Inzaghi concede spazio ai giocatori meno impiegati in campionato, a segno Pazzini e Bonaventura

MILANO - In un clima spettrale, con un San Siro deserto (solo 5mila spettatori), il Milan ha vinto il 23° Trofeo Luigi Berlusconi battendo 2-0 gli argentini del San Lorenzo, vincitori dell'ultima edizione della Copa Libertadores e protagonisti del prossimo Mondiale per Club che si disputerà in Marocco tra un mese circa. Per i rossoneri si tratta del tredicesimo successo nell'amichevole di lusso che è stata tradizione del calcio milanista per anni. Ma questa sera a San Siro erano assenti, o quasi, sia i tifosi che i rappresentanti della famiglia proprietaria del club. Il presidente Berlusconi, infatti, non è potuto essere presente a causa di impegni lavorativi come neppure la figlia Barbara. E a premiare il Milan a fine partita è stato l'ad Adriano Galliani.

Sotto una pioggia scrosciante, nell'anomalo silenzio della Scala del Calcio interrotto soltanto dai cori della Curva Sud (spostata nel primo anello arancio) e da quelli di un caldo ma spaurito gruppo di argentini, il Milan è tornato a far vivere il classico delle amichevoli, appuntamento fisso delle estati calcistiche. Fino al 2012, infatti, si giocava intorno metà agosto, poi le esigenze economiche con gli introiti della tournèe americana, hanno cambiato i piani del club rossonero.

Lazio-Cagliari 4-2, spettacolo all'Olimpico e biancocelesti terzi

Purtroppo la vecchia dirigenza neroazzurra all'indomani della brusca uscita di Leonardo, ci ha visto veramente molto poco in relazione alla scelta dell'allenatore: per molti visto come DEUS EX MACHINA necessario per far girare club infarciti di campioni che tuttavia falliscono le stagioni ( vedere a tal proposito il SETTIMO posto del merdester United stagione 2013-2014 per non parlare della stagione in corso, malgrado Falcao, Di Maria e Hernandez e la panchina affidata a Van Gaal che sfiorò il triplete nel 2010, squadra che naviga a metà classifica a 13 punti dalla capolista....) così mentre l'Inter si barcamena con un Mazzarri in evidente stato confusionale salvato solo dal fatto che le squadre outsider come Sampdoria e Udinese stanno facendo un campionato fuori norma tenendo dietro le terze forze del campionato, ovvero Napoli, Fiorentina,Milan, la Lazio pesca dal cilindro Pioli che tutti ricordano solo per l'esonero dal Bologna del gennaio scorso (felsinei che poi retrocederanno....) dimenticandosi che fino a quando la proprietà ha mantenuto giocatori come Diamanti, Di Vaio, Gilardino, il club con Pioli ha ottenuto uno splendido NONO posto ed un buon dodicesimo posto. Dal giugno di quest'anno allenatore della Lazio, col successo per 4-2 sul Cagliari ha portato i capitolini , reduci da una stagione disastrosa, al TERZO POSTO a 6 punti dalla prima. Tutto questo per risaltare come la mancanza di spendibilità orienti le scelte dei grossi club: abbacinati dal secondo posto mazzariano del Napoli stagione 2012-2013, i Moratti decisero di puntare su di lui per il rialncio ed il risultato è l'odienro nono posto con una squadra evanescente dopo 18 mesi di cura. Pioli ha raccolto una Lazio in macerie, con la tifoseria rivoltatasi addosso, una campagna acquisti appena sufficiente, ed ecco un bel terzo posto. Sempre in relazione alla miglior spendibilità di un nome, l'attuale presidente Thohir scelse VIDIC per sostituire il "bollito" Samuel perchè proveniente dal Manchester United e dalla premier che risultano seguitissimi in Indonesia. ll risultato è stato una difesa colabrodo ed il rischio serie B mentre il "bollito" Samuel si sta facendo delle grasse risate unite alle recenti prese per il culo di Cassano. Ecco proprio il Parma con la vittoria sull?inter è passato dall'ultimo al penultimo posto, tanto per dirne un'altra....
 

Lazio-Cagliari 4-2, spettacolo all'Olimpico e biancocelesti terzi
(afp)

Primo tempo straordinario dei ragazzi di Pioli, che volano sul 3-0 grazie ai gol di Mauri e Klose (doppietta). Cambia tutto nella ripresa: autogol di Braafheid, Ibarbo si fa espellere ma Joao Pedro accorcia comunque le distanze, prima della firma conclusiva di Ederson

Tanta Lazio, tanto Zeman. Nel bene e nel male, in entrambi i casi. I ragazzi di Stefano Pioli giocano un tempo perfetto, il primo, e uno da squadra che si piace troppo, il secondo. Discorso comodamente ribaltabile in casa Cagliari: primi 45 minuti a guardare gli altri, ripresa all'insegna del disperato tentativo di riprendere il risultato. Vincono i capitolini, che agguantano la Sampdoria al terzo posto e leggendo la classifica non possono che mordersi i gomiti per la dominata - e persa - partita in casa del Genoa. E' la notte che sancisce il definitivo ritorno di Miro Klose, già match winner contro il Torino e oggi autore di un'ora di gioco da incorniciare. Nonostante questo, è stata partita vera fino al triplice fischio.

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CHE AVVIO BIANCOCELESTE -
La partenza della Lazio è di quelle che piacciono a Pioli. Squadra alta, pressing esasperato, centrocampo cagliaritano in tilt. Klose potrebbe finire sul tabellino dei marcatori già al 5′, Candreva non lo assiste e va per il tiro, Cragno smanaccia e il tedesco manca per un soffio la soluzione vincente in spaccata. Per il gol è questione di minuti. Angolo da destra, Biglia conclude dal limite, flipper in area rossoblù e il più lesto di tutti è Mauri, tornato titolare dopo il forfait del Bentegodi. La posizione del capitano laziale è sempre ibrida, con Lulic lo scambio è continuo, il bosniaco va su tutti i palloni. Parolo al destro da fuori area, tiro centrale. Minuto 25, Mauri per Klose che alza la testa e vede Candreva sulla destra. L'esterno crossa di prima intenzione, difesa presa d'infilata, sul palo lontano spunta Lulic che fa da sponda per l'inserimento di Klose, Cragno può solo sfiorare il pallone del 2-0. L'uragano biancoceleste non si attenua, Conti viene divorato dal pressing, Lulic serve nuovamente Klose, il cui destro viene benedetto dalla deviazione di Ceppitelli per il 3-0. Non c'è sosta, Mauri in spaccata raccoglie un cross di Candreva ma è soltanto esterno della rete.UN'ALTRA RIPRESA - E il Cagliari? Fino all'intervallo, non ce n'è traccia. Che Pioli abbia schierato il quarto terzino destro stagionale, Pereirinha, lo si scopre praticamente solo per le proiezioni offensive. Quando si torna in campo dagli spogliatoi, però, è un'altra musica. Ibarbo prova subito a colpire con il destro, Marchetti ci mette i pugni. La Lazio si specchia e viene punita subito, con una dose non indifferente di sfortuna. Cross di Pisano, Parolo e de Vrij sembrano in controllo, il centrocampista ex Parma stoppa di petto in area di rigore e apparecchia la tavola per Cossu. Destro smanacciato da Marchetti, pallone diretto lontano dalla porta ma non dal petto di Braafheid, autogol. Sardi tutti in avanti, Klose li prende d'infilata e Candreva può scappare, servendo Lulic a centro area. Il bosniaco si divora il 4-1 che avrebbe frenato le velleità ospiti e Ibarbo sul ribaltamento di fronte è a tu per tu con Marchetti: bellissimo il filtrante di Ekdal, meno la conclusione del colombiano, che centra il portiere. Crisetig è il più veloce sulla respinta, sinistro alto. E' il momento migliore per il Cagliari, Murru si fa vedere sulla corsia e serve il solito Ibarbo, gran chiusura di Braafheid.

IBARBO FUORI, EDERSON SCACCIA I FANTASMI - Il quarto d'ora di terrore, per la Lazio, è finito. La squadra di Pioli riprende pian piano le redini del match, Candreva ignora de Vrij a centro area e da posizione defilatissima opta per una conclusione che termina in fallo laterale. Si continua così fino all'episodio che cambia nuovamente gli equilibri. Duello fisico Lulic-Ibarbo sulla fascia, il bosniaco ricorre al fallo tattico per evitare il contropiede, il colombiano non gradisce e abbozza prima un tentativo di gomitata col braccio sinistro e poi una manata con il destro. I due colpi mancano il bersaglio ma per Di Bello l'intenzione basta e avanza: fallo di reazione, rosso diretto e Cagliari in 10. Lazio padrona? Non più. Gli ospiti trovano forze insospettabili, Zeman fa alzare dalla panchina Joao Pedro e il nuovo entrato prima chiede un rigore inesistente per contatto con Braafheid, poi realizza il 3-2. Palla inattiva, è uno schema: cross per Benedetti, sponda per il 10 rossoblù che Djordjevic - entrato, non bene, al posto di Klose - non marca a dovere. Destro al volo, Marchetti beffato fra le gambe, restano 6 minuti più recupero di fuoco. La Lazio non tiene più un pallone, Pioli inserisce Ederson per Mauri e il brasiliano, al rientro dopo un lunghissimo infortunio, fissa il 4-2: Onazi per Candreva, cross rasoterra, impossibile sbagliare per il brasiliano. La Lazio è terza, il Cagliari torna ad assaporare il gusto amaro della sconfitta dopo quasi un mese.

LAZIO-CAGLIARI 4-2 (3-0)
Lazio (4-3-3)
: Marchetti 6; Pereirinha 6.5, de Vrij 6, Ciani 6, Braafheid 6.5; Parolo 5.5, Biglia 6.5, Lulic 6.5 (34′ st Onazi sv); Candreva 6.5, Klose 7.5 (17′ st Djordjevic 5.5), Mauri 6.5 (43′ st Ederson 6). (Berisha, Strakosha, Cana, Konko, Novaretti, Anderson, Cataldi, Gonzalez). All.: Pioli
Cagliari (4-3-3): Cragno 6; Pisano 5.5 (13′ st Balzano 6), Ceppitelli 5 (13′ st Benedetti 6.5), Rossettini 5.5, Murru 5.5; Crisetig 5.5 (34′ st Joao Pedro 6.5), Conti 5, Ekdal 6; Ibarbo 6, Sau 5, Cossu 5.5. (Colombi, Capuano, Donsah, Dessena, Capello, Farias, Longo). All.: Zeman
Arbitro: Di Bello
Reti: 7′ pt Mauri, 25′ e 26′ pt Klose, 3′ st aut. Braafheid, 39′ st Joao Pedro, 47′ st Ederson
Ammoniti: Ceppitelli, Conti, Crisetig, de Vrij, Lulic
Espulso: Ibarbo
Recupero: 0 e 3′

Mercato, da Cole a Torres: quando il parametro zero diventa un flop

Dietro le crisi delle due squadre milanesi e della Roma, scelte di mercato che non hanno premiato: giocatori dal grande passato, acquistati senza spendere un euro, ma che in campo hanno deluso

MILANO  -  Forse è quella cifra finale che già contiene in sé un presagio di scarso successo. Ma, al di là delle questioni numeriche, l'ingaggio a "parametro zero" spesso rischia di diventare un boomerang. Consente di risparmiare, ma ai primi scricchiolii della squadra si ritorce contro la dirigenza. Quasi che la volontà di andare sul mercato a prendere un calciatore a fine contratto tradisse l'incapacità di percorrere strade alternative: l'acquisto oneroso di un campione oppure la ricerca del talento giovane e non ancora affermato che oscilla tra i 3-5 milioni di euro. Il fenomeno si sta ripetendo puntualmente in questo campionato.

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TORNATI IN DISCUSSIONE 
-  Da ieri in casa Milan, dopo il tonfo col Palermo, i parametri zero che fino a poche settimane fa erano fenomeni si sono trasformati in affari da rimettere in discussione. E' il caso soprattutto di Menez, idolo nelle prime due giornate, ma progressivamente scivolato verso un rendimento molto più basso, fino alla prestazione molto deludente col Palermo. Il suo compagno Alex, altro svincolato arrivato in estate, ieri ha lasciato il campo incolpevole dopo pochi secondi, a causa di un infortunio. Ha temporaneamente smarrito la via del gol il fenomenale Honda delle prime giornate: il nipponico, parametro zero a gennaio dal Cska Mosca, non segna da 3 partite. Mentre non ingrana Torres, arrivato a zero euro, ma tecnicamente non svincolato perché il suo contratto col Chelsea sarebbe scaduto a giugno 2016.

DELUSIONE VIDIC  -  L'altra faccia triste di Milano ha i colori nerazzurri. E anche l'Inter ha il suo "parametro zero" che sta deludendo: l'ex capitano del Manchester United, Nemanja Vidic, voluto da Thohir anche perché serviva un uomo immagine per il marketing in Estremo Oriente dove i Red Devils sono amatissimi. Ma finora il serbo ha collezionato numerosi errori, determinanti nelle reti subite dalla formazione nerazzurra. Non va meglio ai parametri zero della Roma, squadra che sta decisamente meglio del Milan in classifica ma nelle ultime settimane ha subito due mazzate, con Bayern Monaco e Napoli. Il principale responsabile del crollo con i bavaresi è stato individuato in Ashley Cole, ingaggiato a contratto scaduto in estate.

AMAREZZE ROMANISTE  -  Non sta andando meglio a Urby Emanuelson, preso in scadenza di contratto dal Milan, e apparso nei radar giallorossi solo con uno spezzone di partita alla 3a giornata con il Cagliari. Decisamente migliore il rendimento dell'altro "parametro zero" della compagnia, l'esperto centrocampista maliano Seydou Keita. Va anche detto che nelle ultime due stagioni il mercato romanista, guidato dal ds Sabatini, è stato praticamente perfetto, soprattutto per la capacità di scovare talenti poi rivenduti a peso d'oro, come Marquinhos, oppure elementi in rampa di lancio ma non ancora consacrati a livello assoluto, come Strootman. E ha il suo "parametro zero" anche il Chievo, ultimo in classifica: Riccardo Meggiorini, finora un solo gol fatto. Non tutti i giocatori, prelevati senza spendere per il cartellino, possono essere Paul Pogba o Andrea Pirlo, autentici spot per chi vuole puntare sui "parametri zero". Ma, dietro queste operazioni perfettamente riuscite, si nascondono tante delusioni.  

 

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