Caos Parma, rinviata la partita con
l'Udinese
Le voci sul rinvio si
sono susseguite tra annunci e smentite, poi è arrivata
l'ufficialità. La decisione presa dal presidente federale
Tavecchio. Un'altra giornata frenetica: riunione al centro
sportivo, la squadra non si allena. Il sindaco Pizzarotti:
"Situazione critica, non ci sono le garanzie". Lucarelli: "Tempo
finito ma per ora no messa in mora"
PARMA - Un'altra giornata di caos, le sorti del
Parma restano appese a un filo. E la partita di campionato in
programma domenica allo stadio Tardini con l'Udinese non si
giocherà: il presidente della Figc Carlo Tavecchio ha disposto
il rinvio dopo "aver preso atto del provvedimento, con cui il
Prefetto di Parma ha disposto che la gara possa svolgersi
esclusivamente a porte chiuse; sentita l'Associazione Italiana
Calciatori e l'Associazione Italiana Allenatori di Calcio che
hanno espresso il disagio dei calciatori e degli allenatori di
entrambe le squadre a giocare a porte chiuse; sentito il sindaco
della città di Parma e d'intesa con il presidente della Lega
Nazionale Professionisti Serie A". La data in cui sarà
recuperata Parma-Udinese verrà poi fissata dalla Lega di serie
A.
A Collecchio, quartier generale del Parma, un'altra giornata
frenetica. Era prevista l'assemblea di soci che avrebbe dovuto
decidere la composizione del nuovo cda, ma i soci di minoranza
non si sono presentati. L'unica certezza è che, nonostante il
presidente
Manenti continui a essere ottimista e a fare
promesse, i soldi non sono ancora arrivati. E' saltato anche
l'allenamento della squadra: nella sala stampa del centro di
Collecchio i giocatori della prima squadra con lo staff tecnico
hanno incontrato il presidente Manenti, il sindaco Federico
Pizzarotti con l'assessore allo sport Giovanni Marani, i
rappresentanti della Figc, della Lega Calcio e dell'Associazione
calciatori (compreso il presidente Damiano Tommasi) per
discutere della situazione del club. I giocatori torneranno ad
allenarsi domani pomeriggio, sabato, alle 15, a porte chiuse.
Pessimista, al termine della riunione, il sindaco Pizzarotti:
"Abbiamo deciso di fare dei tavoli costanti ogni giorno per fare
il punto della situazione assieme all'Aic, alla Figc, alla
proprietà e gli avvocati con cui abbiamo parlato oggi. La
situazione è in evoluzione, è sicuramente critica, ci sono
ancora molti punti oscuri anche per noi, quindi adesso abbiamo
in cantiere una serie di incontri. Manenti? Al momento non ci
sono garanzie, io non ho visto niente - ha continuato il sindaco
- sono state dette alcune cose come sono state dette in passato,
ma non penso che siano le parole a pagare i conti o che
sblocchino la situazione. Penso che la pazienza sia già
ampiamente finita, il vaso è colmo. La partita di domenica?
Stiamo andando in prefettura per parlarne tutti assieme".
I giocatori però vogliono mantenere la porta aperta: "La messa
in mora? No, in questo momento le problematiche sono altre.
Figc, Lega e sindaco sono venuti questa mattina per capire qual
è la situazione e l'idea è quella di fare fronte comune, di
unirsi e di essere pronti se ce ne fosse bisogno nel caso che
l'attuale presidente non presti fede agli impegni presi - ha
spiegato il capitano dei crociati -. La cosa più urgente è
quella di salvare la società, se lo farà Manenti saremo
felicissimi, se non lo farà lui faremo fronte comune con le
istituzioni per trovare un piano alternativo per far sì che
questa società non fallisca". "Le garanzie? Ad oggi non ce ne
sono - ha proseguito Lucarelli - e per questo conviene muoversi
anche su un altro fronte. L'appoggio delle istituzioni? Se
venivano prima era meglio, ma il fatto che ci siano ed abbiano
toccato ora con mano la situazione può essere una cosa che va a
nostro vantaggio".
L'allenamento è stato rinviato. "Credo che sia l'ultimo dei
problemi - ha però affermato Lucarelli - Il presidente ci dice
che ci sono delle problematiche tecniche, lui è convinto di
quello che dice e continua a dire che pagherà, ma il tempo passa
e non abbiamo visto niente. Il tempo però è finito. Manenti deve
trovare il tempo e il denaro per salvare il Parma, altrimenti
dovrebbe dire al sindaco e a chi di dovere che non ce la fa a
supportare questa società e dovrebbe farsi da parte".