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Iraq, fuga da Ramadi assediata dall'Is. Morto il vice di Saddam diventato "mente" del Califfato

Iraq, fuga da Ramadi assediata dall'Is. Morto il vice di Saddam diventato "mente" del Califfato
I civili in fuga da Ramadi (ap)

I miliziani dello Stato Islamico occupano i sobborghi a est della città nella provincia di Al Anbar, ora oggetto di raid della coalizione internazionale. Ed è esodo di massa verso Khalidiya e Baghdad. Izzat al-Douri, ex numero due del Rais, sarebbe stato ucciso da paramilitari sciiti tra le montagne nei pressi di Tikrit. Dalla clandestinità il partito Baath smentisce. Bomba esplode nei pressi del consolato Usa a Erbil: almeno tre civili morti e cinque feriti. Dipartimento Usa smentisce ferimento di un cittadino americano

BAGHDAD - Decine di migliaia di civili stanno fuggendo da Ramadi, città della provincia sunnita di Al Anbar, nell'ovest dell'Iraq, che i miliziani dello Stato Islamico stringono d'assedio e bombardano. Secondo fonti della polizia e membri del consiglio provinciale, i jihadisti del Califfato sarebbero a non più di mezzo chilometro dal centro della città. Una minaccia incombente che ha spinto la popolazione ad allontanarsi. Testimoni hanno riferito che gli sfollati, in auto o a piedi, si stanno dirigendo verso Khalidiya, a 25 chilometri, e poi proseguono per Baghdad, a 100 chilometri.

La giornata in Iraq è stata segnata anche da altre violenze. Esplosione a Erbil, nel Kurdistan iracheno, vicino alla sede del consolato Usa: almeno tre civili morti e cinque feriti, tra i quali un cittadino americano, secondo il sito curdo Rudaw, che cita il capo del distretto di polizia locale e una fonte dell'ospedale Rojhalat. Dal Dipartimento di Stato replica la portavoce Marie Harf: nessun cittadino statunitense è rimasto ferito. L'azione, sembra ad opera di un'autobomba guidata da un attentatore suicida, è stata rivendicata dall'Is. Gli investigatori ritengono che l'obiettivo fosse proprio la sede diplomatica. Esplosioni a catena anche a Baghdad, la più grave davanti a un rivenditore di automobili nella periferia sciita di Habibya: da fonti mediche, almeno 27 i morti. Sul Mail Online, invece, la nuova "impresa" dello Stato Islamico: la distruzione di alcune tombe cristiane in un cimitero di Mosul. Lo riferiscono gli stessi jihadisti con corredo di foto e video sul web.

Tornando a Ramadi, la fuga dalla città è dettata anche da un altro timore: che, per rappresaglia, le forze governative possano condurre raid aerei o sparare colpi di artiglieria sulle abitazioni nei quartieri conquistati dall'Is, giunto da mesi nei pressi di Ramadi, che ha lanciato un'offensiva pochi giorni fa conquistando alcuni sobborghi nella zona orientale. Nel tentativo di fermarne l'avanzata, il governo di Baghdad ha inviato rinforzi "urgenti" a una base militare ad est di Ramadi, riferiscono fonti locali. I rinforzi militari, riferisce stamane la tv satellitare curda che cita fonti di sicurezza locali, "sono giunti questa mattina nella base militare di Al Habbaniya", 20 chilometri dalla città sotto assedio.
 

Ramadi: raid aerei contro l'avanzata dell'Is

 


In soccorso di Ramadi anche la coalizione internazionale guidata dagli Usa. Aerei hanno compiuto questa mattina una serie di raid contro postazioni "sensibili e scelte" dei jihadisti nelle zone di Albu Ghanim, Albu Mahal, Albu Soudah (a est di Ramadi) e nella zona di Albu Fraj, a nord del capoluogo, come ha riferito all'agenzia di stampa Anadolu il generale Abdul Amir Al Khasraji, vice capo dell'antiterrorismo al ministero della Difesa iracheno. "I bombardamenti sono stati intensificati per fermare l'avanzata dell'Is verso Ramadi e hanno provocato la morte di oltre 43 terroristi, la distruzione di tre postazioni sensibili e di un veicolo militare" ha dichiarato il generale, secondo il quale le forze governative "controllano totalmente il centro città e la situazione ora è stabile. L'Is non avanza più da 24 ore".

Ma le rassicurazioni del generale Al Khasraji contrastano con le immagini della fuga di massa da Ramadi e con l'analisi di Adal al Obeidi, consigliere provinciale di Al Anbar: "L'assedio si sta rafforzando dopo che giovedì (i jihadisti dello Stato Islamico) hanno preso possesso di una parte della zona orientale della città". In particolare lo Stato Islamico ha conquistato i sobborghi di Albu Ghanim, Sufia e Albu Mahal dopo violenti scontri con le milizie tribali sunnite alleate del governo di Baghdad. E se il centro di Ramadi è ancora presidiato dall'esercito, le milizie dell'Is sono presenti lungo le quattro direttrici che portano alla città e si preparano ad attaccare la zona dei palazzi governativi.

Intanto, un colpo allo Stato Islamico in Iraq sarebbe inferto con la morte dell'ex vicepresidente iracheno ai tempi di Saddam Hussein, Izzat Ibrahim al-Douri. Secondo il governatore della provincia di Salaheddine, al-Jabouri Raed, al-Douri era la "mente strategica" del Califfato in Iraq, alleatosi con l'Isis attraverso la sua formazione ribelle, l'Esercito Naqshbandi. L'ex numero due di Saddam, 72enne, sarebbe stato ucciso da forze governative e paramilitari sciiti tra le montagne di Hamrin, 40 chilometri da Tikrit, capoluogo di Salaheddine, nel nord dell'Iraq. Tikrit, per un anno in mano allo Stato Islamico, è stata riconquistata nei giorni scorsi dalle forze governative. Sulla morte di al-Douri permane il condizionale in attesa di conferme. Il governatore Raed ha spiegato che sono in corso esami del Dna del cadavere. Da un primo riscontro, riferisce sempre il governatore, quel codice genetico è effettivamente riferibile ad al-Douri. In un comunicato, Il disciolto partito Baath, rimasto attivo in clandestinità, smentisce la notizia.
Il governatore Raed ha riferito ad al-Arabiya che al-Douri ha perso la vita nel corso di un'operazione condotta dalla V Brigata di Asaib Ahl al-Haq (Lega del Popolo della Giustizia), coalizione di milizie irregolari sciite che sostengono le forze governative contro i jihadisti dello Stato Islamico. "Hanno circondato l'area ed eliminato i terroristi. Tre di loro erano attentatori suicidi e si sono fatti saltare in aria. Tra i cadaveri c'era anche quello di al-Douri". Nessuno sarebbe però stato al corrente in precedenza della sua presenza. Il generale iracheno Haider al-Basri alla tv di Stato ha invece parlato di un "convoglio su cui viaggiavano al-Douri e nove guardie del corpo. Tutti morti sotto il fuoco dei soldati". al-Arabiya ha mostrato fotografie in cui compare un uomo esanime dalle fattezze davvero simili a quelle dell'ex luogotenente di Saddam. Foto esibite anche da Asaib Ahl al-Haq, che ha rivendicato l'uccisione di al-Douri, formazione paramilitare guidata da Qais Khazali, ex seguace dell'imam radicale sciita iracheno Moqtada al-Sadr, e direttamente collegata all'Iran.

La rivendicazione non è solo motivo di orgoglio: sulla testa di al-Douri pendeva una taglia di 10 milioni di dollari. Era stato vice presidente del Consiglio del Comando della Rivoluzione, la giunta capitanata dal defunto Rais all'epoca della dittatura. Era l'esponente più alto in grado del passato regime e del partito unico Baath che lo guidava, riuscito a sfuggire alla cattura dopo l'invasione americana dell'Iraq nel 2003. Contrassegnato come il Re di Fiori sul famigerato 'mazzo di carte' con cui gli Usa avevano schedato i gerarchi latitanti, nel 2006 al-Douri aveva dato vita al sedicente Esercito Naqshbandi, una formazione insurrezionale nata per sovvertire il governo iracheno dominato dalla componente sciita e vagamente ispirata al misticismo sufi. Nell'estate dell'anno scorso l'Esercito Naqshbandi si era schierato con l'Is durante quella che appariva come l'inarrestabile avanzata jihadista.

Più indietro nel tempo, il nome di Izzat Ibrahim al-Douri riporta a una delle pagine più vergognose del regime di Saddam: l'uso del gas per uccidere circa 5mila curdi a Halabja, nel nord dell'Iraq, nel 1988. In quella regione del nord, al-Douri era l'autorità. Nel 1999, temendo di essere arrestato per crimini contro l'umanità, al-Douri annullò un viaggio a Vienna dove aveva programmato di sottoporsi a cure mediche. 

 

 

 
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