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  INTERNOTIZIE: SPORT E MILIARDI

Serie A 2014-2015, si parte il 31 agosto

CALCIOMERCATO GENNAIO 2014

 

CONDANNATI E PRESCRITTI

Moggi due anni e 4 mesi in secondo grado
nel processo "Calciopoli",17-12-2013. In primo grado,8-11-2011,aveva preso 5 anni e 4 mesi. Lo scontone per intervenuta prescrizione per il reato di frode sportiva(I fatti risalgono al campionato 2004-2005). Condannati anche:Pairetto,2 anni,Mazzini,2 anni,De Santis,1 anno,Bertini,10 mesi.Per Bergamo invece processo da rifare. Prescritti Diego ed Andrea Della Valle,l'ex dirigente Milan Meani,il presidente della Lazio Lotito,gli arbitri Puglisi,Titomanlio,Recalbuto,Mencucci. Nel maggio 2013 era stato condannato in secondo grado con rito abbreviato l'ex compagno di merende Giraudo ad 1 anno ed 8 mesi di carcere

Luciano Moggi, ex dg della Juventus, condannato a due anni e quattro mesi di carcere nel processo d'Appello per "Calciopoli": pena più che dimezzata rispetto al primo grado, in seguito alla prescrizione. I legali: "Andremo in Cassazione"

Moggi due anni e 4 mesi nel processo "Calciopoli"
Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus, è stato condannato a due anni e quattro mesi di carcere nel processo di appello per "Calciopoli". In primo grado era stato condannato a 5 anni e quattro mesi: dunque la condanna in appello ha visto un sostanziale sconto di pena per il dg, perché risulta più che  dimezzata.

Moggi, che non era in aula al momento della lettura del verdetto, è stato condannato per il reato di associazione per delinquere, mentre le frodi sportive a lui contestate sono state dichiarate estinte per intervenuta prescrizione del reato. E proprio la prescrizione spiega la forte riduzione della condanna.

La sentenza è stata emessa dalla sesta sezione della Corte d'Appello di Napoli presieduta dal giudice Silvana Gentile.

LE ALTRE CONDANNE - Oltre a quella di Moggi, ecco le principali condanne: due anni di reclusione per l'ex designatore arbitrale Pierluigi Pairetto e per l'ex vicepresidente della Figc Innocenzo Mazzini. Condannati anche gli ex arbitri Massimo De Santis ad un anno e Paolo Bertini a dieci mesi. La sentenza di primo grado a carico dell'ex designatore Paolo Bergamo è stata dichiarata nulla e gli atti trasmessi al Tribunale di Napoli per un nuovo giudizio.

I REATI PRESCRITTI - Oltre alle condanne il verdetto su Calciopoli ha disposto una serie di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione del reato. In particolare per gli imputati Diego Della Valle, Andrea Della Valle, Claudio Lotito, Leonardo Meani, Claudio Puglisi, Stefano Titomanlio, Salvatore Racalbuto, Sandro Mencucci.

L'AVVOCATO DI MOGGI: "CASSAZIONE" - "Sicuramente faremo ricorso in Cassazione, riteniamo che faremo

valere ulterioremente i nostri argomenti per smontare questa ipotesi della associazione a delinquere". Lo ha detto ai microfoni di SkyTg 24 Maurilio Prioreschi, uno dei legali di Luciano Moggi. Il dg non era in aula, ma secondo quanto riferisce il legale "era perfettamente consapevole che non sarebbe finita qui. Ha atteso il giudizio con grande serenità e la battglia continua. È iniziata 8 anni fa e si va avanti, cercheremo di vincere la guerra in Cassazione"."Con la sentenza di ieri, giungono a 16 le condanne, tra sede sportiva e ordinaria, collezionate negli ultimi 8 anni dall'ex dirigenza juventina. Mi sembra un dato di per sé molto eloquente". Così, Giuseppe Gazzoni Frascara, ex presidente del Bologna e tra i principali danneggiati dalle vicende di Calciopoli ha commentato, a margine di un incontro svoltosi a Milano con la stampa sportiva, confronti di arbitri e dirigenti del calcio italiano accusati di aver truccato il campionato 2004-2005. "Bisognerà attendere il dispositivo e le motivazioni per entrare nel merito della sentenza - ha aggiunto -, ma già ora mi pare si possa giungere a una prima conclusione: la sentenza di appello resa nota ieri non solo conferma, ma anzi rafforza l'impalcatura delle accuse formulate dalla Procura nei confronti degli arbitri e della cosiddetta cupola, sanzionata anche per il suo attivismo nel salvataggio della Fiorentina". "Ora - ha concluso Gazzoni Frascara - ci si vedrà nelle statuizioni in sede civile, e mi auguro che le vittime di Calciopoli possano avere piena giustizia, anche per dovuto riconoscimento allo stesso club bianconero che ha voluto, e saputo, rapidamente creare una piena discontinuità con il proprio recente passato".

Il record del Tnas: mezzo secolo di sconti,653 MESI DI SQUALIFICA CANCELLATI DOPO DUE GRADI DI GIUDIZIO !!!

I

l problema non è certo Mauri, la sua squalifica a singhiozzo - un'intera stagione disputata aspettando le decisioni della Figc, i sei mesi in primo grado, i nove in secondo tornati di nuovo sei in terzo. Mau
ri è uno dei tanti, tantissimi giocatori finiti nel vortice nero delle scommesse, affogati nel disonore delle condanne per immoralità sportiva e infine riemersi dal fango. Il problema non è lui, ma la mano, sempre la stessa mano, che tira fuori i giocatori - comunque colpevoli secondo la giustizia sportiva, aspettando i processi penali - dal quel gorgo di condanne. E' la mano del Tnas, questo Alien della giustizia sportiva, un tribunale di terzo grado che non giudica la legittimità dei primi due (come, per dire, fa la Cassazione) ma ha il potere assoluto di decidere una sentenza sua, autonoma e definitiva, in un'ora di udienza, senza sentire le parti, esibendo solo la forza inappellabile dell'arbitrato. 

C'è un numero, uno solo, che chiarisce meglio di tante altre inutili parole il perché dell'imminente abolizione di questa oscena creatura inventata dal Coni, in anni purtroppo recenti, per garantirsi il diritto di ultima parola, un diritto tutto politico e che con la giustizia nulla ha mai avuto a che fare. Questo numero è 653. Sono i mesi di squalifica "scontati" fino ad oggi dal Tnas ai tesserati (calciatori e dirigenti) condannati per la vicenda scommesse. 653 mesi. Più di mezzo secolo, esattamente 54,4 anni. Il tutto in meno di due anni di sentenze riformate.

Non ha alcuna importanza discutere adesso di Mauri, delle presunte prove raccolte dai magistrati nei mesi scorsi e di quelle, nuove, illustrate poche settimane fa, evidentemente considerate non degne di interesse dal Tnas. Sarà il tempo a chiarire chi aveva ragione, Mauri ha tutti il diritto di proclamarsi innocente, o di considerare saldato il suo debito con la giustizia. Ma conta molto di più pensare alla credibilità di un sistema di giustizia che produce mezzo secolo di sconti sulle condanne. Per questo Malagò, presidente del Coni, ha voluto legare il primo anno (non ancora compiuto) della sua presidenza all'abrogazione del Tnas, primo punto della sua riforma della giustizia sportiva. Perché nessuno può parlare di giustizia se questa diventa un incredibile mercato nel quale tutti smentiscono tutti - i giudici di primo grado gli inquirenti, quelli di secondo grado i colleghi di primo, quelli di terzo tutte e tre le istituzioni che li hanno preceduti. Malagò ha ucciso il mostro, ma purtroppo è lecito dubitare che con questo abbia chiuso anche quel mercato, a giudicare dalla potenza delle reazioni contrarie alla sua riforma. Lo sport non sopporta l'idea di perdere sovranità sulle proprie faccende, siano anche quelle più scabrose. Vuole lavare in casa i panni sporchi, come si trattasse di un gigantesco spogliatoio nel quale regolare i conti dosando punizioni e amnistie, bastonate e carezze. Non vuole che qualcuno dall'esterno abbia il potere di controllare le inchieste interne, non vuole che qualcuno detti regole e le faccia rispettare, vuole essere libero di gestire in modo politico le sue crisi ricorrenti - Calciopoli, scommettopoli, razzismo, violenza - e per questo ha gridato alla lesa maestà di fronte al superprocuratore voluto dal Coni. La condanna a morte del Tnas sarà eseguita a luglio, c'è ancora tempo per aggiornare quel numero: 653. Con un po' di fortuna si arriverà oltre il muro dei 60 anni di squalifiche cancellate. Sacrificando, però, il 100% della credibilità di un sistema figlio di una cultura - non solo sportiva - che ci ha regalato decenni di scandali e puzza di marcio: incertezza del diritto e incertezza della pena. L'unica certezza sono gli stadi vuoti e il declassamento in Europa, anche del calcio.

 

Clarence Scemo:"E pensare che avevo risolto tutto..." PER IL MILAN FALLITO IL TRIPLETE....IN FORTISSIMO RISCHIO I PODEROSI INVESTIMENTI DELLA PRESIDENTESSA

Inter vs AC Milan 1-0 ( Palacio goal vs AC Milan 86′)

Inter v AC Milan 2013 attendance:- 79,311 ( Referee- Mazzolen

Inter vs AC Milan 1-0 ( Palacio goal vs AC Milan 86′)

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MILANO - Il primo derby della nuova Milano calcistica è di Erick Thohir. Un colpo di tacco di Palacio al 41’ della ripresa regala al magnate indonesiano la prima gioia della sua presidenza e manda in crisi la coppia Barbara Berlusconi-Galliani. L’1-0 del Meazza arriva al termine di una gara combattuta, nervosa e molto fisica, quasi mai divertente. Meglio il Milan nel primo tempo, con un paio di spunti interessanti del baby 

Saponara, più equilibrio nella ripresa. L’Inter, che reclama un rigore al 40’ per un intervento di Zapata su Palacio, si accende nel finale e conquista tre punti fondamentali per la corsa all’Europa. 

 

SORPRESA SAPONARA  - Allegri sorprende tutti nella formazione e sceglie Saponara, al suo esordio da titolare, per affiancare Kakà alle spalle dell'unica punta Balotelli. Nell'Inter Taider vince il ballottaggio con Kovacic e Campagnaro quello con Ranocchia. Mazzarri in avanti si affida a Palacio, assistito da Guarin. Il trequartista rossonero classe '91, che in questa stagione ha giocato solo due brevi spezzoni di gara, non cede all’emozione e si muove bene tra le linee. La prima occasione della gara capita a Balotelli che con una bella girata sfiora la traversa. Il Milan prende coraggio e attacca con convinzione, mentre i nerazzurri si ripiegano in difesa. Al 12’ Handanovic respinge a terra un diagonale insidioso di Kakà. La squadra di Mazzarri prova ad uscire dall’anonimato, ma in tutto il primo tempo costruisce solo un’occasione da gol con un tiro improvviso di Guarin che per poco non beffa Abbiati. I rossoneri, però, non riescono ad approfittarne. Alla mezz’ora azione confusa in area interista. Handanovic sbaglia l’uscita e Poli tira alto con il portiere fuori dai pali. La gara è dura e nervosa. Nel finale di tempo l’Inter reclama un rigore per un contatto in area tra Palacio e Zapata, ma Mazzoleni lascia correre tra le proteste nerazzurre. 

Foto: Palacio, magia di tacco. Il derby è dell'Inter

IL TACCO DI PALACIO - La partita va a fiammate anche nella ripresa. All’8’ Handanovic respinge un’insidiosa conclusione di Balotelli. L’azione continua ma Poli non riesce ad arrivare in tempo sulla ribattuta. Mazzarri è preoccupato e prova a dare una scossa ai suoi. Fuori Taider, dentro Kovacic. Poi entra anche Kuzmanovic al posto di Zanetti. L’Inter si fa vedere al 21’ con uno spunto personale di Nagatomo, ben controllato da Abbiati. Con il passare dei minuti il ritmo di gioco cala, mentre aumentano gli errori di misura in mezzo al campo. Manca una scintilla che accenda la gara. Al 26’ Balotelli ci prova su calcio di punizione ma la mira non è precisa. Allegri non è contento e cambia. Alla mezz’ora Matri prende il posto di Saponara, ma l’occasione migliore per vincere il derby ce l’hanno i nerazzurri. Al 36’ Palacio si gira bene in area e trova la mano di Abbiati che si oppone quasi sulla linea di porta. Mazzarri fiuta il colpo e getta nella mischia anche Icardi. I nerazzurri premono e al 41’ trovano il guizzo vincente con Palacio che con un perfetto colpo di tacco beffa Abbiati e fa partire la festa interista. Nell’infuocato recupero Muntari viene espulso per un fallo di reazione su Kuzmanovic.

 

 

Calcio, Bologna annuncia cessione Diamanti al Guangzhou. Al Bologna andranno 8 milioni di euro,al giocatore 2,3 milioni di euro annui!!!

Bologna: Diamanti addio, se ne va in Cina. Accordo raggiunto con il Guangzhou

Giocatore va in Cina alla corte di Lippi: "Contento iniziare nuova avventura"

ROMA - Il Bologna annuncia di aver raggiunto un accordo con il Guangzhou, il club cinese allenato da Marcello Lippi, per lacessione di Alessandro Diamanti a titolo definitivo. Lo rende noto l'ufficio stampa della stessa società emiliana. Il centrocampista ha firmato per tre anni per 6,9 milioni di euro. 

"Sono contento di poter iniziare insieme alla mia famiglia questa nuova avventura e esperienza di vita - il messaggio di saluto di Diamanti al Bologna -. Ringrazio tutta la società: il presidente che ha capito la mia scelta, i miei compagni, il mister, lo staff, tutti i dipendenti e soprattutto la città di Bologna che in due anni mi ha fatto sentire importante in campo e fuori. Spero solo di essere riuscito in qualche modo a trasmettere il mio entusiasmo per il 23 che ho indossato dal primo all'ultimo giorno. Grazie Bologna, Alino".

 

 FIORENTINA
ACQUISTI CESSIONI PROBABILE FORMAZIONE
Matri, a (Milan, prestito); Rosati, p (Sassuolo, prestito); Anderson, c (Manchester United, prestito); Diakitè, d (Sunderland, prestito). Alonso (d, Sunderland), Vecino (c, Cagliari), Olivera (c, Brescia), Yakovenko (c, Malaga) Munua (p, svincolato) 4-3-3 Neto, Tomovic, Gonzalo Rodriguez, Savic, Pasqual; Aquilani, Pizarro, Borja Valero; Cuadrado, Matri, Joaquin. All.Montella
 INTER:deficit -15,85 MILIONI a cui si aggiungono i -31,65 milioni della

 

 sessione estiva. Totale -47,5

 

 milioni!!!

ACQUISTI CESSIONI PROBABILE FORMAZIONE
A. Polo, a (Univ. San Martìn); D’Ambrosio, d (Torino, 4,15 mln); Botta, c (Livorno, 0); Hernanes (c, Lazio, 16 mln) Pereira, d (San Paolo, 1 mln, prestito); Colombi, a (Torino, 0,4 mln
x 1/2); Benassi, c (Torino, 2 mln x 1/2, resta a Livorno); Alibec, a
(Astra Giurgiu, 0,5 mln, era al Bologna); Longo, a (Rayo Vallecano,
prestito, era a Verona); Schelotto, d (Parma, prestito, era a Sassuolo);
Chivu, d (fine carriera); Belfodil, a (Livorno, 0,4 mln, prestito).
3-4-1-2 Handanovic, Campagnaro, Samuel, Juan Jesus; D'Ambrosio, Kuzmanovic, Cambiasso, Nagatomo, Hernanes; Palacio, Milito. All.Mazzarri
 JUVE
ACQUISTI CESSIONI PROBABILE FORMAZIONE
 Osvaldo, a (Southampton, prestito); Fiorillo, p (Sampdoria, comproprietà, resta alla Samp). Motta, d (Genoa, prestito); De Ceglie, d (Genoa, prestito); Branescu, p (Lanciano, 0,1 mln x 1/2); Bouy, c (Hsv, prestito); Padovan, a (Vicenza,
prestito); Marin, d (Roma, prestito); Beltrame, a (Sampdoria, comproprietà, resta a Bari).
3-5-2 Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Tevez, Llorente. All. Conte
  LAZIO
ACQUISTI CESSIONI PROBABILE FORMAZIONE
 Postiga, a (Valencia, prestito); Kakuta, a (Chelsea, prestito, era al Vitesse). Hernanes, c (Inter, 16 mln); Vinicius, d (Padova, prestito); Floccari, a (Sassuolo, 1,5 mln); Sculli, a (Genoa). 4-2-3-1 Marchetti, Konko, Biava, Dias, Radu; Ledesma, Gonzalez; Candreva, Mauri, Lulic; Klose. All. Reja
 MILAN
ACQUISTI CESSIONI PROBABILE FORMAZIONE
Petagna, a (Sampdoria, fine prestito); Essien, c (Chelsea, 0); Honda, a (Cska, svincolato); Rami, d (Valencia, prestito); Taarabt, c (Qpr, prestito, era al Fulham). Matri, a (Fiorentina, prestito); Vergara, d (Parma, prestito); Nocerino, c (West Ham, prestito); Niang, a (Montpellier, prestito). 4-3-1-2 Abbiati, Abate, Rami, Mexes, De Sciglio; Montolivo,Essien, Muntari; Honda, Kakà, Balotelli. All. Seedorf
Livorno NAPOLI
ACQUISTI CESSIONI PROBABILE FORMAZIONE
Jorginho (c, Verona), Henrique (d, Palmeiras), Ghoulam (d, Saint Etienne)  Armero, d (West Ham, prestito); Edu Vargas, a (Valencia, prestito, era al Gremio); Cannavaro, d (Sassuolo, prestito). 4-2-3-1 Reina, Maggio, Albiol, Fernandez, Zuniga; Behrami, Inler; Callejon, Hamsik, Insigne; Higuain. All. Benitez
 ROMA
ACQUISTI CESSIONI PROBABILE FORMAZIONE
Nainggolan, c (Cagliari, 3 mln, prestito); Bastos, c (Al Ain, 1,1 mln, prestito); Vestenicky, c (Fc Nitra); Golubovic, d (Ofk Belgrado); V. Berisha, a (Halmstads, 0,5 mln); Tibolla, c (Chievo, prestito); Obeng, c (Santarcangelo, resta in prestito); Marin, d (Juventus, prestito). Da 1 luglio: Sanabria, a (Barcellona, 3 mln, giocherà a Sassuolo); Paredes, c
(Boca Juniors, prestito, giocherà nel Chievo); Radonjic, a (Partizan Belgrado, 0).
Bradley, c (Toronto, 7,3 mln); Burdisso, d (Genoa, 0); Piscitella,
a (Cittadella, prestito; era a Pescara, 1,5 mln x riscatto); Borriello, a (West Ham, prestito); Marquinho, c (Verona, prestito); Viviani, c (Latina, prestito, era a Pescara); Caprari, c (Pescara, 1,5 mln x 1/2); Svedkauskas, p (Pescara, prestito).
4-3-3 De Sanctis, Maicon, Benatia, Castan, Balzaretti;Nainggolan, De Rossi, Strootman; Pjanic, Totti, Gervinho. All. Garcia

 

Il record del Tnas: mezzo secolo di sconti

Il problema non è certo Mauri, la sua squalifica a singhiozzo - un'intera stagione disputata aspettando le decisioni della Figc, i sei mesi in primo grado, i nove in secondo tornati di nuovo sei in terzo. Mauri è uno dei tanti, tantissimi giocatori finiti nel vortice nero delle scommesse, affogati nel disonore delle condanne per immoralità sportiva e infine riemersi dal fango. Il problema non è lui, ma la mano, sempre la stessa mano, che tira fuori i giocatori - comunque colpevoli secondo la giustizia sportiva, aspettando i processi penali - dal quel gorgo di condanne. E' la mano del Tnas, questo Alien della giustizia sportiva, un tribunale di terzo grado che non giudica la legittimità dei primi due (come, per dire, fa la Cassazione) ma ha il potere assoluto di decidere una sentenza sua, autonoma e definitiva, in un'ora di udienza, senza sentire le parti, esibendo solo la forza inappellabile dell'arbitrato. 

C'è un numero, uno solo, che chiarisce meglio di tante altre inutili parole il perché dell'imminente abolizione di questa oscena creatura inventata dal Coni, in anni purtroppo recenti, per garantirsi il diritto di ultima parola, un diritto tutto politico e che con la giustizia nulla ha mai avuto a che fare. Questo numero è 653. Sono i mesi di squalifica "scontati" fino ad oggi dal Tnas ai tesserati (calciatori e dirigenti) condannati per la vicenda scommesse. 653 mesi. Più di mezzo secolo, esattamente 54,4 anni. Il tutto in meno di due anni di sentenze riformate.

Non ha alcuna importanza discutere adesso di Mauri, delle presunte prove raccolte dai magistrati nei mesi scorsi e di quelle, nuove, illustrate poche settimane fa, evidentemente considerate non degne di interesse dal Tnas. Sarà il tempo a chiarire chi aveva ragione, Mauri ha tutti il diritto di proclamarsi innocente, o di considerare saldato il suo debito con la giustizia. Ma conta molto di più pensare alla credibilità di un sistema di giustizia che produce mezzo secolo di sconti sulle condanne. Per questo Malagò, presidente del Coni, ha voluto legare il primo anno (non ancora compiuto) della sua presidenza all'abrogazione del Tnas, primo punto della sua riforma della giustizia sportiva. Perché nessuno può parlare di giustizia se questa diventa un incredibile mercato nel quale tutti smentiscono tutti - i giudici di primo grado gli inquirenti, quelli di secondo grado i colleghi di primo, quelli di terzo tutte e tre le istituzioni che li hanno preceduti. Malagò ha ucciso il mostro, ma purtroppo è lecito dubitare che con questo abbia chiuso anche quel mercato, a giudicare dalla potenza delle reazioni contrarie alla sua riforma. Lo sport non sopporta l'idea di perdere sovranità sulle proprie faccende, siano anche quelle più scabrose. Vuole lavare in casa i panni sporchi, come si trattasse di un gigantesco spogliatoio nel quale regolare i conti dosando punizioni e amnistie, bastonate e carezze. Non vuole che qualcuno dall'esterno abbia il potere di controllare le inchieste interne, non vuole che qualcuno detti regole e le faccia rispettare, vuole essere libero di gestire in modo politico le sue crisi ricorrenti - Calciopoli, scommettopoli, razzismo, violenza - e per questo ha gridato alla lesa maestà di fronte al superprocuratore voluto dal Coni. La condanna a morte del Tnas sarà eseguita a luglio, c'è ancora tempo per aggiornare quel numero: 653. Con un po' di fortuna si arriverà oltre il muro dei 60 anni di squalifiche cancellate. Sacrificando, però, il 100% della credibilità di un sistema figlio di una cultura - non solo sportiva - che ci ha regalato decenni di scandali e puzza di marcio: incertezza del diritto e incertezza della pena. L'unica certezza sono gli stadi vuoti e il declassamento in Europa, anche del calcio. Ma come ci si può stupire?
ROMA - Ecco tutte le partite sulle quali sta indagando la Procura di Cremona nel nuovo filone d'inchiesta sul calcioscommesse

PARTITE DEL 2011

1. LIVORNO-ALBINOLEFFE
 del 21.1.2011: contatti con MINGAZZINI e BOMBARDINI dell’ALBINOLEFFE dal 19 al 20.2.2011;
2. MODENA-ASCOLI del 22.1.2011: contatti con COLUCCI del MODENA il 20.1.2011;
3. BOLOGNA-LAZIO del 23.1.2011 (3-1): contatti con BROCCHI della LAZIO il 22 ed il 23.1.2011;
4. BRESCIA-CHIEVO 30.1.2011 (0-3): contatti con D’ANNA, ex calciatore del CHIEVO il 28 gennaio e l’1 febbraio;
5. MILAN-LAZIO dell’1.2.2011 (0-0): contatti con Christian BROCCHI della LAZIO l’1.2.2011; il 25.1.2011 con GATTUSO del MILAN;
6. CHIEVO-NAPOLI del 2.2.2011 (2-0) : contatti con D’ANNA il 22.2011;
7. CAGLIARI-CHIEVO del 13.2.2011: contatti con D’ANNA il 12.2.2011;
8. MODENA-CROTONE del 5.2.2011: contatti con COLUCCI del MODENA il 2.2.2011;
9. MODENA-REGGINA del 12.2.2011 (1-2): contatti con BELLUCCI del MODENA il 12.2.2011;
10. TRIESTINA-MODENA del 19.2.2011 (2-2) ; contatti con BELLUCCI del MODENA il 17.2.2011;
11. ALBINOLEFFE-PADOVA del 19.2.2011 (2-1): contatti con MINGAZZINI dell’ALBINOLEFFE il 17 ed il 18.1.2011;
12. CHIEVO-MILAN del 20.2.2011: contatti con GATTUSO del Milan, il 20.2.2011; contatti con D’ANNA del 20.2.2011;
13. PESCARA-ALBINOLEFFE del 26.2.2011 (2-0): contatti con BOMBARDINI e MINGAZZINI dell’ALBINOLEFFE (dal 21 al 25.2.2011) e OLIVI del PESCARA (24.2.2011);
14. MODENA-SIENA del 26.2.2011: contatti il 23 e il 26 febbraio con COLUCCI, BELLUCCI del MODENA e TERZI del SIENA;
15. EMPOLI-MODENA 5.3.2011 (0-1): contatti con BELLUCCI del Modena il 3 e 4.3.2011;
16. CHIEVO-PARMA del 6.3.2011: contatti con D’ANNA l’1 e 7.3.2011;
17. MILAN-BARI del 13.3.2011 (1-1): contatti con GATTUSO il 6.3.2011 e con l’amico PIPIERI il 13.3.2011;
18. SASSUOLO-MODENA del 18.3.2011: contatti con BELLUCCI e COLUCCI del Modena il 15 e 17.3.2011;
19. MODENA-PESCARA del 27.3.2011 (1-0): contatti con BELLUCCI del Modena il 24 e 27.3.2011;
20. LIVORNO-MODENA del 2.4.2011 (0-1) : contatti con BELLUCCI del Modena il 29 e 30.3.2011;
21. ALBINOLEFFE-GROSSETO del 22.4.2011: contatti con BOMBARDINI;
22. MODENA-TORINO del 22.4.2011 (1-1): contatti con BELLUCCI il 20 e 22.4.2011;
23. CITTADELLA-MODENA del 30.4.2011 (1-1): contatti con BELLUCCI il 22 e 27.4.2011;
24. LAZIO-JUVENTUS del 2.5.2011 (0-1): contatti con BROCCHI della LAZIO il 2.5.2011;
25. MODENA-GROSSETO del 7.5.2011 (1-1): contatti con BELLUCCI il 3 e 6 maggio;
26. UDINESE-LAZIO dell’8.5.2011 (2-1): contatti con MAURI Stefano il 5 e il 7.5.2011;
27. VARESE-MODENA del 14.5.2011 (3-0): contatti con BELLUCCI il 9 e 12.5.2011;
28. MILAN-CAGLIARI del 14.5.2011 (4-1): contatti con GATTUSO del Milan, PIPIERI (amico di Gattuso) e Sebastiano ROSSI (già portiere del MILAN e allenatore della squadra Primavera) tra il 10 ed il 13.5.2011;
29. MODENA-PORTOGRUARO 21.5.2011 (3-1): contatti con BELLUCCI il 19 e 21.5.2011;
30. SIENA-VARESE del 23.5.2011 (5-0): contatti con TERZI del SIENA il 18 e 20.5.2011;
31. NOVARA-MODENA del 29.5.2011 (2-3) : contatti con BELLUCCI il 29 e 30.5.2011;
32. ALBINOLEFFE-SIENA del 29.5.2011 (1-0): contatti con BONBARDINI e MINGAZZINI dell’ALBINOLEFFE (dal 26 al 29.5.2011) e TERZI del SIENA (27.5.2011);

PARTITE DEL 2013 

1. SALERNITANA-MELFI 2-1 del 07.04.2013
2. SPEZIA-GROSSETO 2-1 del 07.04.2013
3. VERONA-TERNANA 2-1 del 06.04.2013
4. PRO PATRIA-SANTARCANGELO 1-0 del 07.04.2013
5. LIVORNO-ASCOLI 3-0 del 07.04.2013
6. COMO-TREVISO 4-3 del 07.04.2013
7. BENEVENTO-LATINA 1-0 del 07.04.2013
8. BASSANO-FANO 4-2 del 07.04.2013
9. BRESCIA-CESENA 2-1 del 06.04.2013
10. REGGIANA-LECCE 0-2 del 14.04.2013
11. FANO-SAVONA 2-1 del 13.04.2013
12. CROTONE-PRO VERCELLI 2-1 del 13.04.2013
13. NOVARA-VICENZA 3-1 del 13.04.2013
14. PALERMO-BOLOGNA 1-1 del 13.04.2013
15. VENEZIA-FORLI’ 3-0 del 14.04.2013
16. PESCARA-SIENA 2-3 del 13.04.2013
17. MELFI-PONTEDERA 1-1 del 14.04.2013
18. FANO-SAVONA 2-1 del 14.04.2013
19. TRAPANI-PAVIA 3-0 del 14.04.2013
20. PISA-VIAREGGIO 1-0 del 14.04.2013
21. PERUGIA-SORRENTO 2-1 del 14.04.2013
22. PESCARA-SIENA 2-3 del 13.04.2013
23. CROTONE-PRO VERCELLI 2-1 del 13.04.2013
24. GROSSETO-LIVORNO 0-3 del 20.04.2013
25. VARESE-LIVORNO 1-3 del 13.04.2013
26. SAN MARINO-TRAPANI 1-0 del 21.04.2013
27. GROSSETO-LIVORNO 0-3 del 20.04.2013
28. SUDTIROL-VIRTUS ENTELLA 3-0 del 21.04.2013
29. PAVIA-ALBINOLEFFE 0-2 del 21.04.2013
30. LECCE-FERALPI SALO’ 3-0 del 21.04.2013
31. CARRARESE-BARLETTA 1-2 del 28.04.2013
32. VIRTUS ENTELLA-COMO 5-0 del 28.04.2013
33. AVELLINO-ANDRIA BAT 4-0 del 28.04.2013
34. VIAREGGIO-PERUGIA 1-0 del 28.04.2013
35. VENEZIA-GIACOMENSE 3-3 del 28.04.2013
36. PALERMO-INTER 1-0 del 28.04.2013
37. BELLARIA-FORLI’ 2-1 del 28.04.2013
38. BENEVENTO-NOCERINA 1-2 del 28.04.2013
39. SUDTIROL-LECCE 1-2 del 28.04.2013
40. TERNANA-LIVORNO 1-1 del 04.05.2013
41. PARMA-ATALANTA 2-0 del 05.05.2013
42. SPEZIA-VIRTUS LANCIANO 1-1 del 04.05.2013
43. CESENA-JUVE STABIA 3-1 del 04.05.2013
44. APRILIA-CHIETI 0-0 del 04.05.2013
45. LANCIANO-SASSUOLO 2-2 del 11.05.2013
46. LIVORNO-TERNANA 1-1 del 11.05.2013
47. REGGINA-GROSSETO 1-0 del 11.05.2013
48. MODENA-VICENZA 1-0 del 11.05.2013
49. BARI-CESENA 2-1 del 11.05.2013
50. ASCOLI-TERNANA 2-1 del 11.05.2013
51. EMPOLI-CITTADELLA 0-1 del 11.05.2013
52. PADOVA-SPEZIA 1-1 del 11.05.2013
53. JUVE STABIA-VERONA 0-3 del 11.05.2013

CONDANNATI E PRESCRITTI,MILIARDI ALL'ESTERO,CALCIOSCOMMESSE,ULTRAS ED AFFARI,ASSOCIAZIONI A DELINQUERE,VIOLENZA,TRUFFA

 

 

 

INTER-INFRONT, THOHIR: "ACCORDO DI 80 MLN IN 4 ANNI. FAREMO DUE ACQUISTI. IL BRAND..."

Il presidente dell'Inter Erick Thohir presenta da Palazzo Durini l'accordo stretto con Infront, advisor che si occuperà della pubblicità del club nerazzurro: quest'operazione è molto importante per il club nerazzurro e per le sue casse. FCINTER1908.IT, presente con il suo inviato, vi riporta in diretta l'evento. 

ore 12:06 - Comincia l'evento: in sala vengono proiettate le immagini che ricordano l'ultimo trionfo dell'Inter, il Triplete e la vittoria della Champions 2010. 

Ore 12:08 - Ad introdurre l'evento c'è il direttore generale dell'Inter, Marco Fassone. 

COSTI E RICAVI - Ecco le parole del dirigente nerazzurro: "Dietro questo accordo c'è la ricerca da parte nostra e di Thohir di elementi che siano sviluppo a questo club. Ci stiamo concentrando molto sul fattore economico, lavoriamo molto sui costi e li abbiamo ridotti. Adesso è il momento di lavorare sui ricavi perché siamo staccati dalle realtà europee. Per farlo dobbiamo analizzare bene la strategia e scegliere i partner giusti per entrare al meglio in questo mercato. Thohir ci ha insegnato a guardare oltre e vuole che l'Inter rientri tra le prime dieci del mondo, per farlo sono indispensabili i partner commerciali. A tal proposito anche la Nike è stata importante nel confermare la partnership con noi. Altra cosa molto importante è il fattore collegato allo stadio. A tal proposito possiamo dire che nonostante il S.Siro abbia dei difetti, rimane la scala del calcio e uno degli stadi più belli al mondo. Adesso deve darci dei ricavi ulteriori. In Infront abbiamo trovato il partner ideale per noi, è uno dei gruppi più importanti al mondo, ben guidati e ben diretti, siamo certi che ci possano aiutare a crescere". 

12:16 - Il presidente Thohir sale sul palco e consegna a Marco Bogarelli, presidente di Infront Italia, la maglia nerazzurra con la scritta Infront. 

12:20 - Tocca al presidente dell'Inter Erick Thohir parlare dell'incontro. Ecco le sue parole: "Grazie per aver trovato il tempo per venire qui. Sono arrivato qui qualche mese fa con la convinzione che la Serie A dovesse tornare ai vertici del calcio mondiale. C'è un motivo per il quale Nike crede nel nostro progetto ed è importante che anche Infront ci abbia creduto. Molti partner credono nei nostri concetti e nel nostro concept. Nulla di fuori dal mondo, in altri paesi in molti stanno trovando progetti analoghi al nostro. Infront è un partner importante, insieme abbiamo costruito i progetti e ci capiamo, c'è un accordo di 80 milioni in quattro anni. Il 50%in più rispetti agli altri anni. Ovviamente non siamo solo attenti alle entrate, ma faremo una buona campagna acquisti con due calciatori forti. Noi vogliamo diventare un club dal brand di base globale, non possiamo essere soli, dobbiamo avere partner di livello globale che ci aiutino a crescere". 

12:27 - Il presidente di Infront Italia, Marco Bogarelli: "Ringrazio il presidente Erick Thohir per la fiducia che ci ha concesso. Il nostro corteggiamento all'Inter parte da lontano. Vogliamo aiutare l'Inter a svilupparsi maggiormente ed ė fondamentale la condivisione del progetto. Gli 80milioni iniziali che abbiamo investito sono solo la partenza, riteniamo di poter raggiungere obiettivi importanti e con l'Inter abbiamo una grande opportunità. L'Inter ha centinaia di milioni di tifosi nel mondo, noi vogliamo farli diventare clienti Inter, l'Inter dovrà svolgere la gran parte delle sue attività a S.Siro che è un po' vecchio, ma resta una gran bella signora. La parola sponsor è riduttiva, noi preferiamo definirci partner. Vogliamo offrire all'Inter opportunità quantitativamente e qualitativamente migliori, vogliamo che attorno all'Inter ci siano il giusto numero di Partner. Non tanti superficiali, ma quelli giusti che siano su misura all'Inter. Offriamo agli sponsor che si avvicinano una casa che gli garantisca sviluppo". 

L'IMPORTANZA DEL MEAZZA E DEI TIFOSI NERAZZURRI- Bogarelli: "S.Siro deve essere la casa degli sponsor dell'Inter e deve offrire opportunità di incontro a tutti. Lo stadio, in occasione delle partite, deve offrire molto a quelli che vengono, ma anche a chi rimane a casa. I tifosi dell'Inter devono diventare i nostri clienti".

INTER, GRANDE MARCHIO. POTENZIALE NERAZZURRO - 12:35 - Parola al presidente Thohir: "Quando c'è un partner bisogna essere sempre leali. Avevamo accordi in corso prima di Infront e non potevamo cambiare strada. Adesso abbiamo avuto questa ulteriore prospettiva e l'abbiamo presa. Io credo molto nel business, tengo a sottolineare che tutte le volte che si entra in un paese, la prima cosa da fare è trovare partner validi. 2. Quando si investe in un'azienda è importante che questa abbia una buona storia e sia riconosciuta dai media. L'Inter ha tutto di questo, ha il grande marchio. 3.I miei manager devono lavorare e mi devono portare risultati. Appena arrivato ho dato fiducia al mio staff, devo lavorare con loro e poi si saprà come sono, ovviamente devo dare nuovi target e portare la mia filosofia. Poi recluteremo anche altri manager. 4. Se si guardano i primi 50 club al mondo, hanno un fatturato altissimo, noi abbiamo potenziali di crescita che ci permetteranno di raggiungerli. Dobbiamo fare lavoro di squadra, alla fine non si può sempre tagliare, perché quando non hai più nulla da tagliare cosa fai? Ti tagli le gambe? Negli ultimi due mesi abbiamo firmato accordi importanti anche in India, stiamo fondando siti web in Cina e Giappone. Abbiamo feed back importanti anche a Miami. Dobbiamo tutelare il nostro fatturato, i nostri interessi e quello dei nostri partner". 

IL FAIR PLAY FINANZIARIO - Thohir: "Va considerato, ci saranno delle sanzioni. Abbiamo parlato con Platinì e ci ha confermato che le regole verranno applicate in maniera rigorosa. Noi dovremo essere uno dei grandi club e dobbiamo lavorare secondo le regole. Il budget di Real e Bayern è simile a quello delle squadre americane, dovrà essere così anche per noi". MILANO - Gira e rigira si torna sempre lì: ai conti, al bilancio, al denaro. Anche sul mercato il focus resta un mix tra il necessario per la rosa e per gli sponsor. Il calcio di oggi gira così, non è la moda del momento. E, l'Inter non è immune. "Prendiamo decisioni collettive quando dobbiamo comprare un giocatore. Parliamo anche con gli sponsor Nike e Pirelli che ci illustrano i loro bisogni. Ad esempio in Asia ci sono 120milioni di tifosi e 2-3 calciatori importanti come Nagatomo. Vidic è stato preso perché è un ottimo difensore ma anche uno strumento di marketing perché la Premier è la Lega più seguita in Asia. Con lo stesso principio abbiamo speso tanto per Hernanes sapendo che il Brasile è un mercato strategico", spiega Erick Thohir a margine dell'assemblea dei soci dell'Inter ai quali ha presentato il piano presentato alle banche per rilevare a suo nome le garanzie bancarie di Massimo Moratti. 

"Le banche hanno visto e accettato il business plan". Questo non significa che è tutto a posto, perché per avere i soldi dagli istituti di credito ad un buon tasso di interesse è necessario attendere ancora qualche mese. La questione resta avvolta dal mistero. Per rendere tutto più rapido è stata costituita una new. co per ora dal nome fittizio Media. co controllata dall'Inter. "La nuova società si concentrerà sull'aumento del fatturato attraverso le attività di media e di sponsorizzazione - dice il numero uno dei nerazzurri - abbiamo una nuova persona che si occuperà della biglietteria (Luca Innocenti). Se, infatti, si guardano ai primi quindici club europei in termini di fatturato, la media è di circa 260 milioni all'anno. Per arrivare a quel livello, una delle voci importanti è il ticketing". E ancora: "Per noi, non è solo importante strutturare una squadra di alto livello sul campo, ma c'è anche bisogno di un management forte. Ecco perché, come ho detto ieri, non smettiamo di cercare, perché ci sono delle posizioni disponibili, come il responsabile marketing e il responsabile delle sponsorizzazioni internazionali". Per conquistare anche il mercato in Cina, Sud Est asiatico, Giappone e Australia.
 

NOVITA' LOGO INTER - In tal senso, cioè per accrescere il fatturato, il club di corso Vittorio Emanuele ha costituito nei mesi scorsi Inter Merchandising, che inizierà ad operare attivamente dal prossimo 1 luglio. Ieri pomeriggio, durante un incontro tra i licenziatari e i vertici di Nike (a cui l'Inter si è legata per i prossimi 10 anni) è stato presentato il 'business unit' e lo style guide' per tutto quello che riguarda l'utilizzo del marchio da parte dei licenziatari. Tra le novità c'è la rivisitazione del logo Inter che avrà alcune semplificazioni (angoli più smussati), lo scopo è quello di agevolarne utilizzo su ogni tipo di superficie.

ZANETTI FUTURO - "Il capitano farà ancora parte del club", sottolinea Thohir, ma "in questo momento vogliamo concentrarci sulle prossime tre partite. L'ho incontrato ci siamo anche confrontati sul fatto che studierà inglese e management. Credo sia importante, perché possa avere un ruolo di rilievo all'interno del club, che non abbia solo una conoscenza a livello di campo, ma anche a livello manageriale". E sul futuro di Mazzarri, il tycoon non parla di rinnovo: "Ci troviamo bene. Non credo che cambiare molti allenatori sia una cosa positiva. Penso si debbano avere dei piani che vanno dai due ai tre anni, è molto importante condividere la stessa visione con tutti in società".

IL MERCATO DI THOHIR - "Ne parleremo con il management, con l'allenatore e il direttore sportivo dopo le tre partite che ci restano", ribadisce il magnate di Giacarta, che poi prosegue e spiega: "Non è giusto che un giocatore se ne debba andare solo perché è in scadenza di contratto, ma di certo, se si vuole prolungare il contratto, bisogna basarsi sulle performance. Prenderemo in esame anche chi non è in scadenza di contratto, attraverso l'analisi delleprestazioni sul campo. La cosa più importante per la prossima stagione è bilanciare la squadra, Se faremo bene in queste ultime tre partite, l'anno prossimo giocheremo in tre competizioni: avremo quindi bisogno di avere una squadra completa". Con rinforzi in attacco e difesa.

Cori anti-Napoli: chiuso settore della Curva Nord, era già successo con la Fiorentina nel settembre 2013

 

INFRONT-INTER, 80 MLN BASE MINIMA. E SARÀ

 

 GARANZIA. S.SIRO: ADDIO TERZO ANELLO DAL

 

 2016, AL SUO POSTO FASHION ROOM PER TROIONE PREZZOLATE,IFIX TCEN TCEN E PORCATE VARIE TESE A LANCIARE IL BRAND INTER

 

L'Inter si muove e si muove ad ampio raggio, sul breve ma anche sul medio-lungo periodo. L'accordo ufficializzato oggi con Infront dà una grossa boccata d'ossigeno alla società nerazzurra, che incamererà 80 milioni di euro per i prossimi quattro anni.Ma questi 80 milioni di euro sono solo la base minima garantita da Infront "per la commercializzazione delle sponsorship a livello europeo e per l'offerta legata alla corporate hospitality in occasione delle partite allo stadio "Meazza".

Questa cifra, infatti, potrebbe salire in base ai ricavi che l'Inter otterrà dai vari sponsor nel corso del prossimo quadriennio. Tra l'altro, l'accordo con Infront farà parte delle garanzie che Erick Thohir proporrà alle banche per ottenere la linea di credito e il prestito da 230-250 milioni di euro necessari per rilevare i debiti di Massimo Moratti e per le spese di gestione della società.

Ma non ci sono solo le banche e il marketing nell'agenda di Thohir. La questione stadio, infatti, resta all'ordine del giorno anche se l'Inter non ha intenzione di fare passi almeno fino al 2016. Quella è la data che potrebbe segnare lo spartiacque e la definitiva separazione delle due società milanesi, con il Milan ormai intenzionato a costruire un nuovo impianto.

L'Inter, almeno per il momento, non sembra intenzionata a percorrere questa strada e si sta orientando verso la ristrutturazione e il rinnovamento dello stadio di San Siro. I dati parlano chiaro: l'Inter è la prima società d'Italia come numero di abbonati e come spettatori. L'intenzione della società sarebbe quella di rinunciare al terzo anello di San Siro per ottenere uno stadio meno capiente ma di fatto costantemente pieno. Il terzo anello ha una capienza di 19.545 posti, quindi di fatto il nuovo San Siro diventerebbe uno stadio da circa 60.000 posti, più funzionale e soprattutto più moderno dopo le opere di ristrutturazione.

 

Inter-Napoli 0-0: azzurri fermati dal palo, spavento per Higuain

Inter-Napoli 0-0: azzurri fermati dal palo, spavento per Higuain

Deludente pareggio che serve solo al Napoli, si ricorderà solo la coreo della Curva nord.
Tante occasioni ma nessun gol nella sfida di San Siro. La squadra di Benitez vicina al gol nel finale, ma Inler centra in pieno il legno con Handanovic battuto.

 

 

Mazzarri felice: "Una ripresa da grande squadra,ma il primo tempo...." 
Foto Maxi Lopez non dà la mano a Icardi,poi è il caos con botte,ammonizioni,stadio bollente,azioni vibranti, una partita decisamente strana per gli anni dieci del duemila, più da anni ottanta. 
Sakic bacchetta l'attaccante: "Non si esulta così"

I nerazzurri dilagano in casa della Sampdoria (0-4) e fanno un passo avanti verso l'Europa. Il tanto atteso ex - che prima del fischio d'inizio non riceve il saluto da Maxi Lopez - segna una doppietta, a segno anche Samuel e Palacio. Grande protagonista il portiere che sullo 0-1 para un rigore all'argentino. Nel primo tempo rosso a Eder

Sampdoria-Inter 0-4, Maxi Lopez-Icardi 0-2. E’ un trionfo nerazzurro a Marassi, anche nella sfida interna tra i due bomber. C’è infatti la doppietta del numero 9 nerazzurro nel poker della squadra di Mazzarri (le altre reti di Samuel e Palacio), che adesso vede aumentare le possibilità di qualificazione in Europa League. Generosi i blucerchiati nel primo tempo, ma pesano gli errori di Maxi Lopez, rigore sbagliato, e di Eder, che si fa espellere per proteste dopo 20′. Nella ripresa i ragazzi di Sakic (Mihajlovic squalificato) accusano la stanchezza e i lombardi dilagano, ma devono dire grazie alla saracinesca Handanovich, autore nel primo tempo di tre parate prodigiose oltre al penalty parato.

Sampdoria-Inter 0-4: Icardi segna, Handanovic para. Un poker per l'Europa

Il secondo gol di Icardi


LA CRONACA - C’è tensione già prima del fischio d’inizio, quando Maxi Lopez nega la stretta di mano a Icardi (fischiatissimo dai suoi ex tifosi). La gara si accende al 13′ quando Kovacic serve in profondità Palacio, assist perfetto al centro dell’area per Icardi, che sblocca il risultato. Esultanza polemica per l’attaccante nerazzurro (mano vicino all’orecchio), che gli costa l’ammonizione, oltre a quella del sampdoriano Costa dalla panchina. Pochi minuti dopo, Maxi Lopez fallisce un rigore, guadagnato da Sansone per un fallo ingenuo di Ranocchia. Ma Handanovic è bravo a leggere la traiettoria del tiro. Sale la tensione e il nervosismo: azione personale di Eder, che cade al limite dell’area vicino a Rolando. L’arbitro Valeri lo ammonisce per simulazione e ne nasce quasi una rissa, con Samuel (ammonito) che non gradisce il gesto dell’attaccante brasiliano. Eder eccede nelle proteste e il direttore di gara lo caccia. Nonostante l’inferiorità numerica, la Samp è in piena partita, Palombo gestisce bene il centrocampo e la squadra continua ad attaccare. Qui sale sulle righe Handanovic, letteralmente strepitoso prima su una girata di Maxi Lopez, poi su un calcio di punizione di Sansone e, a fine gara, su una mezza rovesciata di Soriano, ben servito dopo un contropiede di De Silvestri. Si va all’intervallo, dunque, con l’Inter in vantaggio grazie a Icardi, ma soprattutto al suo portiere sloveno, completamente strepitoso.LA RIPRESA, CALA LA SAMP – Nella ripresa la Sampdoria, dopo un primo tempo super, cala e l’Inter ha piu’ campo, con Da Costa che salva su Palacio (59′) ma niente puo’ sullo stacco imperioso di Samuel su corner di Hernanes. Partita che finisce al 18′, quando Icardi, servito nuovamente da Palacio, mette dentro il tris prima di lasciare il campo, tra i fischi, ad Alvarez. E ancora Palacio, autore di due assist, decide di regalarsi il 15^ gol personale, dopo un bello scambio con Ricky Alvarez, fissando il risultato sul 4-0. Da segnalare per la Samp l’ingresso di Mattia Lombardo, figlio di Attilio, bandiera dei blucerchiati. L’Inter riprende la marcia verso l’Europa.

SAMPDORIA (4-3-3) - Da Costa 5.5; De Silvestri 6, Mustafi 5,5, Gastaldello 5, Regini 5; Soriano 5,5, Palombo 6 (39′st Lombardo sv), Obiang 5 (13′st Krstcic 5); Sansone 5,5 (22′st Okaka 5), Maxi Lopez 5, Eder 4,5. In panchina: Fiorillo, Costa, Rodriguez, Salamon, Renan, Sestu, Bjarnason, Wszolek. Allenatore: Sakic (Mihajlovic squalificato).
INTER (3-4-2-1) – Handanovic 8; Ranocchia 5,5, Samuel 7, Rolando 6; D’Ambrosio 6, Hernanes 6 (31′st Taider 6), Cambiasso 6,5, Kovacic 7 (35′st Milito sv), Nagatomo 6.5; Palacio 7.5, Icardi 7.5 (23′st Alvarez 6.5) In panchina: Carrizo, Castellazzi, Andreolli, Campagnaro, Zanetti, Guarin, Botta. Allenatore: Mazzarri.
ARBITRO Valeri di Roma
RETI  Icardi al 13′; Samuel al 60′, Icardi al 63′, Palacio al 78′
AMMONITI Icardi, Costa, Samuel, Ranocchia, Soriano, Regini, Gastaldello, Krsticic
ANGOLI 11-4 per la Sampdoria
RECUPERO 1′ e 2′

MAZZARRI - "Avevo detto a Mauro di pensare solo a giocare - dirà a fine partita Mazzarri - le vicende personali vanno lasciate fuori. Il gesto dell'orecchio non andava fatto, ha personalità ma è giovane, se riusciamo a togliergli qualcosa di superfluo...". 
 
VIDEO

Samp-Inter, Maxi Lopez non stringe la mano a Icardi

 
 
 
 

 

 

GLI HIGHLIGHTS DI SAMPDORIA-INTER

Gli Highlights di Sampdoria-InterInevitabile: Sampdoria-Inter è stata la partita di Maxi Lopez contro Mauro Icardi. Il resto era contorno, un secondo piano che svaniva lentamente in dissolvenza lasciando sotto l’occhio della telecamera soltanto loro: i protagonisti, i duellanti. Cherchez la femme? Se anche il privato è pubblico, e labile è il confine tra amore e auto-promozione nel mondo dello spettacolo, cui il calcio appartiene in maniera definitiva oramai da tempo, i giudizi stanno ad altri. No, il triangolo no. Ma quando il pubblico diventa privato e una partita di calcio è decisa da questo, sottrarsi alle doveroseconsiderazioni è impossibile. Se Maxi Lopez che rifiuta la mano di Icardi a inizio match, ricalcando la telenovela tra Bridge e Terry, stesso copione e stesso triangolo amoroso patinato, è materia digossip. Il primo gol della partita di Icardi, con esultanza rabbiosa sotto la curva della Sampdoria, squadra che lo ha creato e lanciato, è invece materia calcistica. E il rigore del possibile pareggio blucerchiato, che Maxi Lopez chiede al designato Eder di poter tirare, e poi sbaglia regalandolo alle braccia di Handanovic, è il momento in cui il fattore umano investe prepotentemente un mondo fatto di miliardi e piani industriali, progetti tecnici e commerciali. Il triangolo va considerato, sono le regole della società dello spettacolo, e a noi tocca quello in cui i cateti sono Icardi e Maxi Lopez.

 


Parma 0-2 Inter Milan by footyroomcom

Mazzarri: «Inter, il modello
è l'Atletico Madrid»
. Mazzarri sposa la linea autarchica dei colchoneros:non è necessario fatturare miliardi per arrivare in semifinale Coppa dei Ricconi !!
Le minacce non sortiscono effetto:altro rocambolesco pareggio(2-2), quarto posto ormai andato e piazzamento Merdopa assolutamente a rischio,e' finita!!! Addirittura fallito il primo rigore stagionale dopo 33 partite!!!

Il presidente nerazzurro a caccia di nuovi accordi commerciali: intanto a giugno arriva un manager dal Manchester United: Mercato: si pensa al brasiliano Nilton. Handanovic: "Nel mio futuro c'è l'Inter"

Erick Thohir è partito per l'Inghilterra alla ricerca di nuovi sponsor e all'Inter sembra essere tornata la calma. Trattasi, però, di tranquillità apparente. Perché la vittoria del Parma contro il Napoli ha aggiunto pepe alla corsa all'Europa della squadra d Walter Mazzarri. Che ha detto di voler fare il possibile e l'impossibile per raggiungere l'obiettivo dettato dalla società. Ma deve fare i conti con una squadra spesso distratta sia in allenamento che sul campo. E, con qualche elemento piuttosto scontento di stare in nerazzurro. Il calendario certo non aiuta il tecnico, la classifica tantomeno: la Fiorentina è terza con 55 punti, dietro appaiate a 50 punti Inter e Parma, con lo scontro diretto da disputare al Tardini. E giocare a casa del presidente Ghirardi non è mai rassicurante (il Napoli lo dimostra). Alla luce di queste congiunture astrali poco favorevoli e prima di tornare sui campi di allenamento (domani pomeriggio) l'allenatore non può certo gioire. Anche perché le prossime sei partite contro Sampdoria, Parma, Napoli (casa), Milan, Lazio (casa) e Chievo sono incontri con un tasso alto di pericolosità.
 
IN ARRIVO UN DIRIGENTE DALLO UNITED - Mentre Mazzarri si concentra sul lavoro e sulle misure da prendere a partire dalla partita contro la Samp, la società ha ingaggiato un nuovo dirigente. Si tratta di Michael Bolingbroke, attuale direttore operativo del Manchester United, che dal prossimo giugno lavorerà all'Inter. Bolingbroke, allo United, è responsabile dell'accoglienza, della biglietteria e di tutto ciò che riguarda l'Old Trafford. A Milano, secondo quanto sottolineano in Inghilterra, Bolingbroke avrà più poteri, oltre ad occuparsi di tutto quello che concerne il Meazza dovrebbe anche essere a capo delle risorse umane.

Inter, Cuper: "Mancini può tornare in nerazzurro". Poi però smentisce

L'argentino, ex tecnico dei nerazzurri, avrebbe rivelato alla stampa turca il possibile scenario per la prossima stagione. L'attuale tecnico del Galatasaray non sarebbe felice a Istanbul e potrebbe rescindere il contratto per tornare a Milano dove ha vinto tanto. Poi però arriva la smentita: "Non ne ho mai parlato"

ISTANBUL – La conferma di Walter Mazzarri sulla panchina dell'Inter, visti anche gli ultimi risultati, appare tutt'altro che scontata e in casa nerazzurra potrebbe profilarsi il clamoroso ritorno di Roberto Mancini. A ventilare questa ipotesi è un altro allenatore con trascorsi interisti, Hector Cuper, fino alla passata stagione alla guida dei turchi dell'Orduspor.

Cuper però ha smentito seccamente: "Non ho rilasciato alcuna dichiarazione riguardo l'Inter e il futuro di Roberto Mancini nei giorni scorsi, quando ero in Turchia". Le parole dell'ex tecnico nerazzurro sono state riportate dal suo agente, Alejandro Camano: "Non ho parlato con nessuno di Inter e tantomeno di Mancini - aggiunge Cuper - e non mi sarei mai permesso di farlo, perché l'Inter ha già un bravo allenatore con un contratto ancora di un anno. Quello che è uscito in Turchia è solo il frutto della fantasia di qualcuno, niente di più. Ho molto rispetto dell'Inter, di Mazzarri e di Mancini".

Tornato in visita a Istanbul, l'Hombre Vertical avrebbe parlato con la stampa locale e ha rivelato che "l'Inter vuole Mancini" e che il diretto interessato vedrebbe bene un suo ritorno a Milano. Arrivato a stagione in corso al Galatasaray, Mancini non sarebbe felice a Istanbul e sarebbe pronto a risolvere il contratto triennale firmato nei mesi scorsi. Il nome
 del Mancio, che in Inghilterra hanno anche accostato all'Arsenal, rievoca bei ricordi ai tifosi nerazzurri: arrivato nel 2004, conquistò tre scudetti (di cui uno assegnato a tavolino per le note vicende di Calciopoli), due coppe Italia e due Supercoppe Italiane prima dell'addio nel 2008.

 

Mazzarri felice: "Una ripresa da grande squadra,ma il primo tempo...." 
Foto Maxi Lopez non dà la mano a Icardi,poi è il caos con botte,ammonizioni,stadio bollente,azioni vibranti, una partita decisamente strana per gli anni dieci del duemila, più da anni ottanta. 
Sakic bacchetta l'attaccante: "Non si esulta così"

I nerazzurri dilagano in casa della Sampdoria (0-4) e fanno un passo avanti verso l'Europa. Il tanto atteso ex - che prima del fischio d'inizio non riceve il saluto da Maxi Lopez - segna una doppietta, a segno anche Samuel e Palacio. Grande protagonista il portiere che sullo 0-1 para un rigore all'argentino. Nel primo tempo rosso a Eder

Sampdoria-Inter 0-4, Maxi Lopez-Icardi 0-2. E’ un trionfo nerazzurro a Marassi, anche nella sfida interna tra i due bomber. C’è infatti la doppietta del numero 9 nerazzurro nel poker della squadra di Mazzarri (le altre reti di Samuel e Palacio), che adesso vede aumentare le possibilità di qualificazione in Europa League. Generosi i blucerchiati nel primo tempo, ma pesano gli errori di Maxi Lopez, rigore sbagliato, e di Eder, che si fa espellere per proteste dopo 20′. Nella ripresa i ragazzi di Sakic (Mihajlovic squalificato) accusano la stanchezza e i lombardi dilagano, ma devono dire grazie alla saracinesca Handanovich, autore nel primo tempo di tre parate prodigiose oltre al penalty parato.

Sampdoria-Inter 0-4: Icardi segna, Handanovic para. Un poker per l'Europa

Il secondo gol di Icardi


LA CRONACA - C’è tensione già prima del fischio d’inizio, quando Maxi Lopez nega la stretta di mano a Icardi (fischiatissimo dai suoi ex tifosi). La gara si accende al 13′ quando Kovacic serve in profondità Palacio, assist perfetto al centro dell’area per Icardi, che sblocca il risultato. Esultanza polemica per l’attaccante nerazzurro (mano vicino all’orecchio), che gli costa l’ammonizione, oltre a quella del sampdoriano Costa dalla panchina. Pochi minuti dopo, Maxi Lopez fallisce un rigore, guadagnato da Sansone per un fallo ingenuo di Ranocchia. Ma Handanovic è bravo a leggere la traiettoria del tiro. Sale la tensione e il nervosismo: azione personale di Eder, che cade al limite dell’area vicino a Rolando. L’arbitro Valeri lo ammonisce per simulazione e ne nasce quasi una rissa, con Samuel (ammonito) che non gradisce il gesto dell’attaccante brasiliano. Eder eccede nelle proteste e il direttore di gara lo caccia. Nonostante l’inferiorità numerica, la Samp è in piena partita, Palombo gestisce bene il centrocampo e la squadra continua ad attaccare. Qui sale sulle righe Handanovic, letteralmente strepitoso prima su una girata di Maxi Lopez, poi su un calcio di punizione di Sansone e, a fine gara, su una mezza rovesciata di Soriano, ben servito dopo un contropiede di De Silvestri. Si va all’intervallo, dunque, con l’Inter in vantaggio grazie a Icardi, ma soprattutto al suo portiere sloveno, completamente strepitoso.LA RIPRESA, CALA LA SAMP – Nella ripresa la Sampdoria, dopo un primo tempo super, cala e l’Inter ha piu’ campo, con Da Costa che salva su Palacio (59′) ma niente puo’ sullo stacco imperioso di Samuel su corner di Hernanes. Partita che finisce al 18′, quando Icardi, servito nuovamente da Palacio, mette dentro il tris prima di lasciare il campo, tra i fischi, ad Alvarez. E ancora Palacio, autore di due assist, decide di regalarsi il 15^ gol personale, dopo un bello scambio con Ricky Alvarez, fissando il risultato sul 4-0. Da segnalare per la Samp l’ingresso di Mattia Lombardo, figlio di Attilio, bandiera dei blucerchiati. L’Inter riprende la marcia verso l’Europa.

SAMPDORIA (4-3-3) - Da Costa 5.5; De Silvestri 6, Mustafi 5,5, Gastaldello 5, Regini 5; Soriano 5,5, Palombo 6 (39′st Lombardo sv), Obiang 5 (13′st Krstcic 5); Sansone 5,5 (22′st Okaka 5), Maxi Lopez 5, Eder 4,5. In panchina: Fiorillo, Costa, Rodriguez, Salamon, Renan, Sestu, Bjarnason, Wszolek. Allenatore: Sakic (Mihajlovic squalificato).
INTER (3-4-2-1) – Handanovic 8; Ranocchia 5,5, Samuel 7, Rolando 6; D’Ambrosio 6, Hernanes 6 (31′st Taider 6), Cambiasso 6,5, Kovacic 7 (35′st Milito sv), Nagatomo 6.5; Palacio 7.5, Icardi 7.5 (23′st Alvarez 6.5) In panchina: Carrizo, Castellazzi, Andreolli, Campagnaro, Zanetti, Guarin, Botta. Allenatore: Mazzarri.
ARBITRO Valeri di Roma
RETI  Icardi al 13′; Samuel al 60′, Icardi al 63′, Palacio al 78′
AMMONITI Icardi, Costa, Samuel, Ranocchia, Soriano, Regini, Gastaldello, Krsticic
ANGOLI 11-4 per la Sampdoria
RECUPERO 1′ e 2′

MAZZARRI - "Avevo detto a Mauro di pensare solo a giocare - dirà a fine partita Mazzarri - le vicende personali vanno lasciate fuori. Il gesto dell'orecchio non andava fatto, ha personalità ma è giovane, se riusciamo a togliergli qualcosa di superfluo...". 
 
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Samp-Inter, Maxi Lopez non stringe la mano a Icardi

 
 
 
 

 

 

GLI HIGHLIGHTS DI SAMPDORIA-INTER

Gli Highlights di Sampdoria-InterInevitabile: Sampdoria-Inter è stata la partita di Maxi Lopez contro Mauro Icardi. Il resto era contorno, un secondo piano che svaniva lentamente in dissolvenza lasciando sotto l’occhio della telecamera soltanto loro: i protagonisti, i duellanti. Cherchez la femme? Se anche il privato è pubblico, e labile è il confine tra amore e auto-promozione nel mondo dello spettacolo, cui il calcio appartiene in maniera definitiva oramai da tempo, i giudizi stanno ad altri. No, il triangolo no. Ma quando il pubblico diventa privato e una partita di calcio è decisa da questo, sottrarsi alle doveroseconsiderazioni è impossibile. Se Maxi Lopez che rifiuta la mano di Icardi a inizio match, ricalcando la telenovela tra Bridge e Terry, stesso copione e stesso triangolo amoroso patinato, è materia digossip. Il primo gol della partita di Icardi, con esultanza rabbiosa sotto la curva della Sampdoria, squadra che lo ha creato e lanciato, è invece materia calcistica. E il rigore del possibile pareggio blucerchiato, che Maxi Lopez chiede al designato Eder di poter tirare, e poi sbaglia regalandolo alle braccia di Handanovic, è il momento in cui il fattore umano investe prepotentemente un mondo fatto di miliardi e piani industriali, progetti tecnici e commerciali. Il triangolo va considerato, sono le regole della società dello spettacolo, e a noi tocca quello in cui i cateti sono Icardi e Maxi Lopez.

 

Inter-Udinese 0-0: non funziona l'effetto Thohir, Scuffet salva i bianconeri

Match con poche emozioni a San Siro: primo tempo senza tiri in porta, nella ripresa più attivi i padroni di casa, che sbattono però contro un grande portiere. Con il presidente indonesiano in tribuna, è arrivata solo la vittoria nel derby. Per i friulani salvezza a un passo

Tensione Inter, Moratti: "32 partite senza rigori? E' comico". E Mazzarri è in bilico

Nerazzurri furibondi con Gervasoni. Il presidente onorario è ironico: "Capita a tutte le squadre, ma a noi con una statistica assurda". Thohir però non è soddisfatto dei risultati, e a fine anno potrebbe decidere di cambiare l'ex tecnico del NapoliIl protagonismo di Nicchi si è esteso ai suoi sottoposti. E' così che, anche nel post gara di Inter-Udinese, l'arbitro Gervasoni, nelle segrete stanze del Meazza, ha confermato che il braccio di Heurtaux alzato in area (a fermare un cross di Palacio) non è un fallo da rigore. E' vero e innegabile che ci sono rigori e rigori, ovvero che ci sono penalty più o meno evidenti. Ma, a balzare alle cronache oltre alla decisione di Gervasoni è, soprattutto, un dato certo: 32 gare senza avere un rigore a favore è alquanto singolare. Erick Thohir sulla questione è irritato, anche se ieri sera ha preferito lasciare lo stadio senza parlare. E' invece durissimo nel commentare la questione Massimo Moratti: "E' una cosa comica", esordisce il presidente onorario dell'Inter. "Ormai se ne parla sorridendo - aggiunge - perché sai che succede tutte le domeniche, tanto poi il rigore non te lo danno". Nessun accanimento: "No, perché. L'anno scorso è successo lo stesso, dalla partita con la Juve fino alla fine del campionato, poi anche nel passato", sottolinea il petroliere, che prosegue con vena sarcastica: "Capita a tutte le squadre, qui però capita con una statistica assurda. Credo che gli arbitri abbiano paura a dare il primo rigore dopo tanto tempo, questo può essere una cosa che li frena abbastanza, perché il rigore deve essere lampante, altrimenti diventa un problema".

Moratti - che come un innamorato fatica a sbollire la rabbia per il torto subito - parlando della prestazione della squadra preferisce stare sul generico: "Mi sembra che i giocatori entrino in campo con la voglia di far bene, Mazzarri li carica sufficientemente, poi ci sono partite in cui proprio non riesci a ingranare. Guidolin non è male, ieri ha schierato la squadra in modo tale che frenasse molto il nostro gioco. Non credo che sia una questione di volontà o di pigrizia, la squadra vuol far bene, se fai un gol poi tutto funziona molto meglio, questo lo sappiamo. Mazzarri penso sia bravo". Sarà anche così, ma una stoccata l'onorario nerazzurro all'allenatore la tira: "Ruolino di marcia preoccuante? Forse... Finora abbiamo parlato di tante giustificazioni, speriamo che siano quelle ad averci frenato".

Lo spera anche Thohir, che non sposa a pieno la visione filosofica del calcio di Mazzarri. In tal senso e visto che nessun tecnico è immune dai risultati, non è immorale dire che il tycoon a fine anno potrebbe decidere di cambiare l'ex Napoli per sposare un allenatore con una visione del 'progetto Inter' più vicina alla sua. Spesso il numero uno interista sottolinea
 'Rivedremo tutto', affermazioni che Moratti non commenta: "Non so cosa voglia dire, dovete chiederlo a lui, non a me. Il mio ruolo non mi manca, quando uno prende una decisione del genere poi non può lasciar spazio alla nostalgia, ho fiducia in chi è lì".

BANCHE, INTERESSI, AUMENTI DI CAPITALE: OGGI SI DECIDE IL FUTURO FINANZIARIO DELL'INTER

Giornata di intenso lavoro oggi per il presidente Thohir. In attesa del Cda di domani oggi ci saranno una serie di incontri con gli istituti di credito per cercare quel finanziamento che servirebbe al tycoon per svincolarsi definitivamente da Moratti.

Sarà molto importante la relazione sul progetto Inter che Thohir illustrerà ai rappresentanti della Goldman Sachs ed a seguito di ciò verranno stabiliti i tassi d’interesse, considerato anche che, ad oggi, l’Inter paga alle 4 banche italiane circa 10 milioni di euro l’anno d’interessi.

Sembrerebbe addirittura, secondo il Corriere dello Sport,  che, questa cifra sia destinata a lievitare anche con i nuovi isitituti perché Thohir vorrebbe chiedere un finanziamento superiore a quello chiesto da Moratti. Motivo? Qualche decina di milioni di liquidità in più consentirebbero alla società di camminare da solo senza chiedere nel medio termine un aumento di capitale ai soci considerando che, a giugno, il bilancio sarà ancora molto in passivo.

Venerdì 28 marzo 2014 potrebbe essere un giorno da ricordare per tutti gli interisti nel mondo.

"Idiota!" "Fesso!" Addio al vetriolo tra Rothschild e i soci di Thohir

La famiglia indonesiana Bakrie e l'erede della dinastia dividono dopo anni di litigi i business minerari e si salutano via Twitter con una valanga di insulti: "Grazie per esservi ricomprati una montagna di m..... che non vale niente" ha twittato il nobiluomo. "Un cretino, ecco cosa si dice di te" la sobria risposta da Jakarta. Roeslani_Bakrie erano soci di Thohir nell'Inter durante l'acquisto del 15 novembre 2013

MILANO - Anche i ricchi, a volte, si insultano. Non in privato ma - adeguandosi ai tempi - sull'arena planetaria di Twitter dove ieri è andato in onda il duello rusticano tra Nat Rothschild, erede della storica dinastia bancaria britannica e i rampolli della famiglia indonesiana dei Bakrie, soci nelle attività editoriali del presidente dell'Inter Erick Thohir. A far volare gli stracci (rigorosamente in 140 caratteri) è stata la firma della separazione ufficiale tra i due ex soci d'affari. Tre anni fa i Bakrie e l'erede Rothschild avevano messo assieme una serie di attività nel carbone in Asia per capitalizzare sulla richiesta d'energia della Cina. Le cose non sono andate esattamente come speravano. Il prezzo del carbone è scivolato verso il basso, le azioni della società (valore tre anni fa 3 miliardi di sterline) hanno iniziato a scivolare verso il basso e tra i soci sono iniziati gli screzi. Culminati pochi mesi fa con le accuse a Rosan Roeslani - manager dell'azienda e azionista dell'Inter fino a poche settimane fa - di aver fatto sparire diversi milioni dalle casse del gruppo.

La parte finanziaria del divorzio, a dire la verità, è andata via liscia. Gli avvocati delle parti si sono trovati alla City, i Bakrie hanno firmato un assegno da oltre 500 milioni di dollari. E un complesso scambio di asset ha separato per sempre i destini dei due litiganti. I soldi però, specie per chi ne ha molti, non sono tutto. E appena l'inchiostro delle firme sui contratti

si è seccato  è partita la faida dei cinguettii. "Grazie per esservi ricomprati una gran montagna di merda che non vale niente", ha tweettato con garbo Rothschild, complimentandosi con i suoi alleati. Aga Bakrie, l'erede della dinastia di Jakarta, non le ha mandate a dire. Prima buttandola in politica ("Abbiamo riportato in Indonesia le nostre miniere strappandole agli imperialisti. Addio Londra. E' stata un'esperienza amara") poi analizzando con raffinatezza i profili caratteriali dell'ex partner ("Uno stupido! ecco cosa la gente pensa di te"). I cyberinsulti sono proseguiti su questo tono ("Tuo padre è un genio, tu sei un cretino", tweet di sangue blu firmato Rothschild) per qualche minuto fino a quando Aga ha chiuso la vicenda consigliando a Nat di inviare eventuali commenti e richieste al quartier generale della sua società in vista della prossima assemblea. "Salamat malam Pak Nat", "Complimenti per il divorzio, Nat" il suo ultimo messaggio.


La partita però non finisce qui. La separazione azionaria è cosa fatta. Ma resta la caccia ai soldi che, secondo Rothschild, sarebbero stati trafugati da Roeslani. In tutto oltre 200 milioni tra stipendi gonfiati, rimborsi spese fantasma e uso improprio del jet aziendale per fini personali. Il banchiere ha chiesto da tempo il congelamento dei suoi beni. E Thohir, non a caso, si è ricomprato la quota dell'amico nel capitale dell'Inter per evitare che finisse congelata dai giudici di Londra.

     

Un punto davvero poco appetibile

 

Uno dei principali cavalli di battaglia di Erick Thohir, da quando ha preso il controllo dell’Inter, è stato quello legato alla scarsa appetibilità del campionato italiano sul palcoscenico internazionale, ormai superato dal maggiore appeal che suscitano Premier League e Liga spagnola. Bene, il primo tempo della partita di ieri dei nerazzurri contro l’Udinese è stato un manifesto ideale dei concetti del tycoon indonesiano: monotonia allo stato puro, specie sul fronte dei padroni di casa anche perché l’Udinese fa il gioco più congenialeper la situazione e quando può si rende anche pericolosa. E anche quando l’Inter decide di attaccare, i friulani non danno mai la sensazione di perdere la testa per davvero, anche perché dietro contano sulla sicurezza di un giovanotto promettente come Simone Scuffet. Morale della favola? Pari che in Spagna chiamerebbero gafas, troppi rimorsi per l’ennesima occasione sciupata, e un rendimento interno che adesso piange davvero miseria nera: due vittorie in sette gare a San Siro nel 2014, bottino mortificante anche per le ambizioni di una stagione di transizione.

TRATTAMENTO SU MISURA – Volendo riavvolgere il nastro dell’incontro, balza indubbiamente all’occhio un grande merito da dare al tecnico bianconero; perchéFrancesco Guidolin  è bravo a mettere a nudo in tutto e per tutto i difetti atavici dell’Inter formato casalingo. Una squadra decisamente prevedibile, alla quale è bastato bloccare quello che sarebbe designato come il faro del gioco per mettere tutto il gruppo sulle corde. Il tocco in più ce lo mette l’allenatore di Castelfranco appioppando marcatori su misura specie ad Hernanes, sempre tallonato da Badu, e a Palacio che ha visto in Heurtaux un’ombra che per poco non lo seguiva anche al bagno, completando il tutto con l’arma dei raddoppi.  E’ nato così l’ottimo primo tempo giocato dall’Udinese, che poi nella ripresa si adegua ai forzati arrembaggi nerazzurri, approfittando della serata di grazia di Scuffet ma senza mai dare la parvenza di essere vicina ad affondare. Il tutto senza il capitano Antonio Di Natale in campo, altro segnale di maturità di un gruppo giovane. Proprio tutta un’altra squadra rispetto a quella maltrattata nel girone di andata a domicilio dai nerazzurri.

CALICE AMARO – E l’Inter? Peccato, ancora peccato. Ormai questa sembra essere definitivamente destinata ad andare in archivio come la stagione dei grandi rimpianti per le tante occasioni sprecate cammin facendo. Rimpianti ai quali però non sarebbe  giusto non aggiungere una buona dose di colpe. Colpe di una squadra che recita ancora una volta il solito copione: di fronte ad un’avversaria che mostra un’organizzazione difensiva già accettabile entra subito in panico e fatica a trovare trame offensive decenti. Nella ripresa si getta il cuore oltre l’ostacolo e si parte a testa bassa, ma sembra più facile trovare il proverbiale ago nel pagliaio piuttosto che la fatidica via del gol. Togliendo dalla cronaca l’ennesimo rigore non concesso, una statistica che ormai rasenta l’imbarazzante per tutti, rimane la sensazione di una squadra che continua a volere fare il salto di qualità senza però avere concreti mezzi per farlo, senza alternative di gioco concrete e senza la lucidità giusta quando serve. E alla fine, con un nuovo boccone amaro da ingoiare…

DOUBLE FACE – Rodrigo Palacio aveva festeggiato il rinnovo del contratto firmando la rete del vantaggio a Verona contro l’Hellas. Fredy Guarin si augurava di fare lo stesso ieri sera, dopo aver ottenuto il prolungamento del proprio accordo con l’Inter:  purtroppo, è andata esattamente all’opposto. Il colombiano stavolta ha spazientito tutti con la sua prova decisamente deludente; i fischi del pubblico di San Siro che ne hanno accompagnato l’uscita, accolti nervosamente dal colombiano, non possono essere delegittimati. Anche perché, ironia del destino, la scossa per l’Inter è coincisa con l’ingresso in campo di Ricardo Alvarez proprio in luogo del Guaro. Perché magari non sarà sempre lucidissimo in fase di conclusione, ma con Ricky in campo sempre pronto a proiettarsi in avanti l’Inter tira fuori la faccia migliore. Non basterà, purtroppo, ma deve fare riflettere.

L’ULTIMO BALUARDO – Se vogliamo trovare un risvolto positivo di questa grigia serata, possiamo guardare alla prestazione del pacchetto arretrato: Ranocchia è un giocatore definitivamente riconsegnato ad una concreta dimensione da calciatore, bravo a controllare anche con le maniere spicce chi gli si parasse davanti; Juan Jesus è rientrato nel miglior modo possibile, sempre attento e preciso nelle chiusure. E poi, c’è Walter Samuel: al di là del rischio di un autogol tragicomico, l’argentino rappresenta sempre quella certezza in termini di sicurezza, con la sua esperienza  e una qualità che non vuole arrendersi ai segni del tempo. Ed è quasi commovente per come si prodiga nella parte finale del match nel sostenere la fase offensiva. Anima e cuore.

 

Rigore di Heurtaux non visto: Thohir s'infuria!

© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Erick Thohir furibondo. Il pari con l'Udinese non è andato giù, laGazzetta dello Sport spiega i motivi: "Il presidente infatti voleva i tre punti per riscattare lo scivolone con l’Atalanta e dopo un primo tempo con ritmi da Subbuteo ha almeno assistito alla reazione dei suoi. Oltre alle parate di Scuffet, a mandargli di traverso la cena è stato il fallo di mano in area diHeurtaux non sanzionato dall’arbitro Gervasoni. ET a fine gara ha scelto di non parlare — anche perché sapeva che sul tema sarebbe tornato Mazzarri — ed è troppo nuovo di questo mondo per lasciarsi andare a certe polemiche. Ma sa benissimo che quello di ieri è l’ultimo di una serie di sviste che ha portato a 32 la striscia di gare senza penalty a favore. Con relativo fastidio crescente trasmesso ai suoi più stretti collaboratori. Va quindi definito tra l’arrabbiato e il furibondo", si legge. 

Altro finale di partita amaro al Meazza, tra miracoli del portiere, imprecisione sottoporta e il solito rigore negato. Walter Mazzarricommenta così a Sky: ''Paralte di momenti storti? A noi succede questo tutto l'anno. Speriamo che succeda che tiriamo una volta e si faccia gol. 6 gol nelle ultime 8 partite al Meazza? Ma avete visto quanti presupposti per fare gol abbiamo creato? E' un anno particolare. A meno che non cambi il vento nelle ultime partite, è un anno così. Il primo tempo non mi è piaciuto, parliamoci chiaro: loro pressavano, bravi, conosco Guidolin. Poi, però, nel secondo tempo meritavamo: dal 15' in poi dovevamo fare 2-3 gol. E rientra nella norma: soffri, li fai stancare e poi vinci. Ma non entra mai. A volte siamo stati poco precisi, ma qui c'è qualcosa che non controlliamo noi. Palle-gol a portiere battuto... Però la squadra c'è, è organizzata e concede poco, creando tantissimo. Per quest'anno bisogna pensare così e fare più punti fino alla fine''.

Come si spiega la crescita dopo l'intervallo? ''Loro erano a uomo su tutte le zone del campo. Se non si trova un dribbling vincente, è difficile. Oppure bisogna trovare il gol su uno dei tanti cross dalle fasce che abbiamo messo''.

Male Guarin? ''Ho cambiato, con il due contro uno grazie a Jonathan e Alvarez. L'Udinese ci ha messo un po' a capirlo ed è andata meglio. Mentre nel primo tempo loro ci hanno aspettato bene. Son cose normali, previste. Hernanes ha giocato più basso e loro non trovavano più il riferimento, andando in inferiorità numerica. E' venuto poi bene tutto, è mancato solo il gol. Non puoi pensare di vincere con l'Udinese 4-0 con due gol per tempo: l'importante è vincere e, per me, come con l'Atalanta, l'avremmo meritata''.

Serve un centravanti più esperto rispetto a Icardi? ''Quest'anno devo far crescere giocatori e far sì che giochino bene. Far capire a chi non è abituato cosa significa giocare nell'Inter. A giugno faremo le scelte, ora stiamo valutando tutto e tutti. Le mie idee le ho già dette e le ribadirò. Tutto per partire al meglio nel secondo anno della mia gestione''.

 

Il presidente nerazzurro parla alla fine del cda del club milanese: "Ma la realtà è questa e dobbiamo affrontarla. Con Mazzarri abbiamo pianificato la prossima stagione, ma mi auguro di terminare al meglio quella in corso. Poi col tecnico valuteremo anche i calciatori"

MILANO – "Non so se piangere o ridere", afferma Erick Thohir commentando le 32 giornate senza rigori a favore per l'Inter. Il presidente è sulla stessa lunghezza dell'onorario Massimo Moratti. Che ieri ha definito la situazione comica. Il tycoon poi aggiunge: "Questo è, dobbiamo affrontare a realtà". Amara fino a qui. Così come quello di alcuni giocatori over 30 in scadenza (a cui non sarà rinnovato il contratto) e di Mazzarri se non riuscirà a conquistare un posto in Europa. In ogni caso ora è presto per parlare del futuro del tecnico. In questo senso il proprietario dei nerazzurri spiega: nell'incontro avvenuto ieri con l'allenatore si è "discusso della prossima stagione, e poi a fine anno naturalmente sarà positivo sedersi a un tavolo con lui, la cosa più importare sarà valutare i giocatori". 

Poi Thohir entra nel particolare del vertice avvenuto ieri: "Abbiamo pianificato la prossima stagione, è molto importante che l'allenatore ed io abbiamo la stessa visione, nel CdA di oggi abbiamo parlato di questo incontro cui erano presenti anche Piero Ausilio e Marco Fassone. E' molto importante prepararci alla prossima stagione, ma vogliamo anche restare concentrati sul finale e fare più punti possibili in queste ultime 8 gare. Abbiamo bisogno di valutare la squadra, ogni singolo giocatore, prenderemo decisioni via via, non vogliamo decidere niente ora, lo faremo alla fine ma intanto ovviamente consideriamo i nostri giocatori che stanno facendo bene".

Durante il faccia a faccia è stato toccato anche l'argomento mercato. Mazzarri necessità rinforzi. "Per un allenatore è normale chiedere", sottolinea il presidente chiarendo: "Guardiamo tanti giocatori, poi a fine stagione valuteremo, ma ora dobbiamo concentrarci sul finale di campionato". I nomi dei calciatori sotto osservazione restano quelli di Dzeko, Obi Mikel e Morata.
 

Prima di ripartire per Giacarta (tornerà a Milano la prossima settimana), Thohir racconta anche del consiglio di amministrazione di questa mattina: "E' stata fatta l'approvazione della semestrale ai fini delle licenze Uefa. E poi abbiamo parlato delle opportunità di nuovi contratti con nuovi sponsor". Nuovi partner commerciali per la prossima stagione, che
 andranno ad aggiungersi agli attuali. Il lavoro verso la chiusura degli accordi è a buon punto, tutto in attesa di ricevere il 'voto' dalle società di rating utile ad ottenere i finanziamenti chiesti alle banche. Il responso è atteso a metà del prossimo mese.

 

 

 

THOHIR: "NON CEDO IL DC UNITED. C'È PROGETTO COMUNE CON L'INTER CHE PREVEDE l'acquisizione di tutto...

E SOPRATTUTTO FARO' FUORI TUTTA LA PACCOTTIGLIA MORATTIANA MERDOSA FAMILISTICA"

A GIUGNO 2014 IO FARO' FUORI TUTTI QUANTI:IL CLUB SI DEVE TRASFORMARE

IN SOCIETA' CORPORATE MACINA UTILI E TUTTA LA MERDA MORATTIANA SPARIRA'

PER SEMPRE !!!

"Vorrei ribadire che sia l'Inter che il DC United fanno parte del mio 'portfolio' calcistico. Questi asset sono parte integrante della mia strategia di investimento all'estero nello sport. Non vedo l'ora di poter contribuire a far crescere in maniera positiva il brand di entrambe le società. Smentisco categoricamente le voci riportate dai media che indicano una possibile cessione del Dc United. Il mio impegno nei confronti dell'Inter e del DC United è incrollabile e sono impegnato per far sì che entrambi i club producano risultati dentro e fuori dal campo".

MILANO - Erick Thohir non lascia nulla al caso. La sua attenzione alla comunicazione è quasi maniacale. Nonostante la sua vita sia là, dall'altra parte del mondo, il suo obiettivo principale è provare a cancellare le migliaia di chilometri che dividono Giacarta dai suoi club: l'Inter e il DC United. Ma soprattutto il tycoon vuole rasserenare i tifosi. Il concetto delle sue parole è semplice quanto efficace: "Vorrei ribadire che sia l'Inter che il DC United fanno parte del mio 'portfolio' calcistico - sottolinea il magnate indonesiano - Questi asset sono parte integrante della mia strategia di investimento all'estero nello sport. Non vedo l'ora di poter contribuire a far crescere in maniera positiva il brand di entrambe le società. Smentisco categoricamente le voci riportate dai media che indicano una possibile cessione del Dc United. Il mio impegno nei confronti dell'Inter e del DC United è incrollabile e sono impegnato per far sì che entrambi i club producano risultati dentro e fuori dal campo". 

Nel progetto di crescita che Thohir ha in mente c'è anche una riqualificazione dell'area comunicazione con l'ingresso di una figura di peso che faccia da interfaccia tra la società e il mondo esterno. In questo momento però sono altre le questioni urgenti che sono all'attenzione del presidente. Primo i risultati della squadra che non arrivano, secondo il numero uno del club di corso Vittorio Emanuele guarda al marketing. Settore di cui si occupa Giorgio Ricci, dirigente che
 

il tycoon ritiene all'altezza dei programmi che ha in mente. Sul tavolo ci sono diversi progetti in divenire. Idee da sviluppare nei prossimi mesi per portare l'Inter a livelli di Manchester United e Real Madrid nel mondo. Il mercato asiatico in parte ancora vergine sarà uno dei lasciapassare per iniziare la rincorsa ai club che da anni fanno del marketing il loro cavallo di battaglia. Il lavoro è tanto per questo per vedere i primi risultati anche e soprattutto a bilancio, come già ribadito da Thohir, ci vorranno mesi. 

Nel frattempo proseguono anche i progetti pregressi. In tal senso e per restare al top, che in sostanza è ciò che vuole Thohir, l'Inter ha scelto la Sardegna per la vacanza nerazzurra con i tifosi. Perché anche la fidelizzazione è tra le idee di Thohir. Dopo la crociera nel 2013, alla fine i questa stagione il club ha pensato alla terra sarda. Dal 14 al 21 giugno in vacanza con l'Inter in un resort nella località di Santagiusta. Presente anche lo staff del settore giovanile dell'Inter. Sette giorni tra divertimenti, giochi, tornei, shopping e campioni dell'Inter di ieri e di oggi.

"Le parti hanno di comune accordo risolto il loro rapporto di lavoro", comunica la società ringraziando per l'opera svolta l'ex giocatore. Thohir ha affidato la direzione dell'area tecnica al al direttore sportivo Piero Ausilio

MILANO - Era ampiamente annunciata, ma ora la notizia è ufficiale. Marco Branca non è più il direttore dell'area tecnica dell'Inter. Lo ha annunciato la società nerazzurra con un comunicato stampa pubblicato sul sito internet del club. La società e Marco Branca, comunicano, "hanno di comune accordo risolto il loro rapporto di lavoro". 

Al posto dell'ormai ex dt, il club di Erik Thohir "ha affidato la responsabilità dell'area tecnica al direttore sportivo Piero Ausilio, che opererà a diretto riporto del direttore generale Marco Fassone. La società - scrive l'Inter - ringrazia Marco Branca per il prezioso contributo fornito, come calciatore prima e come dirigente poi, e gli formula i migliori auguri per il prosieguo della sua carriera. Marco Branca, a sua volta, ringrazia la società per le opportunità avute in questi anni e per i prestigiosi risultati raggiunti formulando alla stessa i migliori auguri per un futuro altrettanto ricco di soddisfazioni".

 "Colloquio con i Moratti, poi ho bloccato tutto".

FOTO La protesta dei tifosi nerazzurri(21-01-2014)
"Questa mattina ho ascoltato tutti i miei collaboratori, mi sono confrontato con il dott. Massimo Moratti e suo figlio Angelomario: ho deciso di non procedere nella trattativa con la Juventus. Ho ritenuto che non ci fossero più le condizioni per arrivare ad un accordo sul quale c'erano opinioni diverse, e i cui vantaggi economici e tecnici per il club non apparivano così evidenti. Ho già incaricato i responsabili dell'Area Tecnica, come abbiamo già detto attraverso il comunicato ufficiale, di valutare altre opportunità di mercato, per rinforzare la squadra nel rispetto dei parametri economici che il Financial Fair Play ci impone. Credo, ancora una volta, che si debba rimanere uniti: tifosi, club e squadra, per tornare ad essere quello che tutti vogliamo e che l'Inter si merita". Queste le parole di Erik Thohir attraverso Inter.it sull'affare Guarin-Vucinic. Moratti è uscito poco dopo dalla sede dell'Inter e si è confrontato coi tifosi che contestavano la dirigenza, dicendo: "La trattativa? E' finita, è finita, come ha detto Thohir pochi minuti fa nel comunicato. Contestazione? Cercano di fare in modo che qualcuno dica qualche cosa, tra un po' arriverà il presidente e dirà qualcosa. Credo che tutto si sia risolto in termini civili".

Inter, Thohir incontra Moratti. Zanetti per ora può attendere,non è urgente,se continua a rompere i coglioni se ne va affanculo anche lui... Procede la Demorattizzazione della società

Prima di ripartire per Giacarta il presidente nerazzurro ha visto l'ex numero uno per pianificare i prossimi passi nella ristrutturazione del club. Rinviato il faccia a faccia con l'argentinoPrima di ripartire per Giacarta, Erick Thohir ha incontrato Massimo Moratti nella sede della Saras. Un colloquio per discutere dei prossimi passi del club perché "è importante discutere dei temi della società", ha spiegato il presidente dell'Inter al termine della riunione con l'onorario. "Siamo partner da quattro mesi. Abbiamo avuto una buona discussione, non c'è alcun cambiamento. E' un processo in corso con la dirigenza del club. Ci vuole tempo. Comunque non abbiamo discusso di niente di specifico", sottolinea Thohir, che di seguito spiega nel dettaglio il rapporto tra i due. Una relazione che va al di là dei semplici affari: "Abbiamo sempre avuto un buon feeling con la famiglia Moratti. Ho bisogno di un partner locale e credo che mister Moratti e la famiglia Moratti, quando mi hanno scelto, volessero una persona credibile, un lavoratore e con la stessa loro visione".

INTER SOTTO CONTROLLO - Thohir tornerà a Milano tra circa 15 giorni per altri impegni già fissati in questi giorni. Sul lavoro, l'indonesiano è un caterpillar. Le cose da fare sono diverse. Per questo, da ogni singolo dirigente e dipendente pretende il massimo. "Torno entro due settimane per altri meeting. Ci dobbiamo preparare per tutte le stagioni che verranno, non solo per la squadra, ma anche per il lato commerciale. Stiamo progettando la costruzione di una academy qui a Milano, stiamo lavorando con aziende che si occupano di siti all'estero. Devo controllare tutto ogni mese". Al suo ritorno il numero uno dell'Inter verificherà anche il nuovo progetto 'Inter forever'. "Ne sto parlando con Toldo, Materazzi e Brehme. Ne parlo con tutte le leggende che hanno fatto parte dell'Inter".

THOHIR-ZANETTI, PUO' ATTENDERE - Nessun faccia a faccia invece con Javier Zanetti. D'altra parte Thohir aveva già sottolineato nei giorni scorsi che il futuro del capitano, ora, non è una priorità. Quindi tutto rimandato ai prossimi viaggi in Italia, anche se: "Ho promesso che l'avrei incontrato, ma ci sono stati gli incontri con le banche, quello con la Nike, con Mazzarri, con altre aziende. Non dico che l'incontro con Zanetti non sia importante, ma a volte gli incontri simoltiplicano". Thohir chiude spezzando una lancia in favore di Mazzarri, che sta facendo giocare poco Kovacic. "Mateo è un grande giocatore, ma deve crescere e dimostrare al tecnico e a tutti che è degno di essere un titolare della prima squadra in futuro".

Walter Mazzarri  ha minacciato di dimettersi dopo Genoa - Inter di fronte alla mummificazione di una dirigenza neroazzurra allo sfascio completo.Ci vogliono ancora 8 punti per rimanere in Serie A, poi si vedrà se IL BIMBOMINKIA INDONESIANO avrà voglia di pagare il gettone di presenza oppure di vendere subito baracca e burattini  e levarsi dai coglioni. L'estate quindi passerà tutta nel tentativo di rifilare tutto l'ammasso debitorio al signor "X",magari rimettendoci anche dei danari pur di smazzare tutto. Nel frattempo si andrà avanti con tutta la fogna esistente. Nel frattempo domenica pomeriggio andrà in scena uno psicodramma sportivo in quanto il tifo neroazzurro ha intenzione di inscenare una pesante contestazione.

Ha davvero del clamoroso il retroscena rivelato dall'edizione odierna di Tuttosport: "Il cambio di marcia delle ultime ore sul mercato, da parte dell'Inter, è stato molto apprezzato da Mazzarri che, per scuotere i propri dirigenti, domenica sera, evidentemente stufo dell’immobilismo imperante in società, ha usato parole forti, sfogandosi a cuore aperto e avrebbe addirittura minacciato le dimissioni", la ricostruzione del quotidiano di quanto accaduto dopo Genoa-Inter.

Soccer: Serie A; Genoa-Inter

Possiamo considerare l’Inter ufficialmente in crisi. Che poi dietro il suo quinto posto a 11 punti dalla zona Champions League ci siano molte ragioni anche plausibili e accettabili una squadra abbastanza vecchia e scarsamente rinnovata, la mancanza di almeno qualche altro giocatore di qualità, la difficoltà di digerire i metodi di un tipo non facile come Mazzarri, una partita col Genoa nemmeno poi così negativa, anzi – è un altro discorso. Intanto la sensazione è che questa serie negativa di risultati abbia ormai bruciato una serie di obbiettivi importanti, spesso decisivi per determinare il proprio futuro. La classifica è peggiorata, in due mesi – otto partite, sette punti – la squadra di Mazzarri ha battutto solo il Milan più sbandato e irriconoscibile degli ultimi anni.

L’Inter non era partita male in questa stagione, anzi, sembrava una squadra radicalmente diversa da quella di Stramaccioni che più o meno lo scorso anno aveva fatto un percorso abbastanza simile: ottima partenza, pessimo arrivo. Non può essere un caso però che il crollo sia coinciso col cambio ufficiale di proprietà. Doveva essere un passaggio indolore quello da Moratti al magnate indonesiano Erick Thohir, ma alla fine così non è stato. Quelle poche certezze che c’erano si sono perdute, persino il nuovo allenatore Walter Mazzarri si è ritrovato spaesato. E’ arrivato a Milano senza saper nulla di Thohir, si è ritrovato a gestire una realtà totalmente diversa sotto un nuovo padrone, del quale non sapeva nemmeno se gli fosse gradito.

Thohir: ''Segnali positivi
ma mi viene da vomitare...''
Thohir: ''Segnali positivi ma strada è ancora lunga''
Il momento è difficile, i risultati non arrivano e le polemiche in casa Inter non mancano. Anche Walter Mazzarri è finito sul banco degli imputati, ma dall'Indonesia, due giorni dopo la meravigliosa e fantastica sconfitta di Torino in casa della Juventus, il presidente Thohir spazza via ogni dubbio sul tecnico toscano: "Abbiamo uno dei migliori allenatori italiani di merda, Walter Mazzarri, sul quale basare le nostre scelte di oggi, e con il quale pianificare il futuro nell'estremo remoto, d'altra parte io provengo dall'estremo oriente..." il pensiero del patron nerazzurro riportato dal sito del club. "Alla chiusura della campagna trasferimenti di gennaio e dopo la partita di Torino, ritengo opportuno precisare i punti chiave della nostra strategia sportiva - scrive l'indonesiano -. Stiamo vivendo un anno di transizione di gran merda nel quale l'obiettivo principale è quello di gettare le basi per il nostro futuro: è una stagione difficile, in cui è evidente la difficoltà a rimettere in moto i meccanismi vincenti di qualche lustro fa. Per questo bisogna avere pazienza nell'eternità, idee chiare per modo di dire e due concetti base su cui appoggiare il futuro remoto: come migliorare la nostra performance tecnica e come costruire la squadra del futuro naturalmente remoto, a noi del presente non ce ne frega un cazzo. Per centrare il primo obiettivo abbiamo individuato uno dei migliori allenatori di merda italiani, Walter Mazzarri, sul quale basare le nostre scelte di oggi,di domani,del dopodomani domani ed ancora e con il quale pianificare il futuro remoto (aridaje !!!!). Gli acquisti di Hernanes e D'Ambrosio, voluti da me, dai dirigenti e dall'allenatore, dal portinaio e da quella purtinara della mia assistente con grande sintonia, vanno letti esattamente in quest'ottica: si tratta di due elementi fondamentali per il nostro rilancio verso lo sprofondo, di due giocatori il cui contributo sarà importante oggi ma essenziale soprattutto fra trent'anni !!!".

Napoli-Lazio 1-0, Higuain stende i biancocelesti: azzurri contro la Roma


Nuovo stadio, si alza il sipario Presentazione show in Campidoglio

Roma, nuovo stadio: “Ispirato a Colosseo. Progetto da un miliardo di euro”

Per il capitano della Roma, Francesco Totti, sarà “la casa di tutti i romanisti”, per il presidente del club di calcio capitolino James Pallotta “uno stadio ultramodernoche incuterà timore agli avversari”, per il sindaco della Capitale, Ignazio Marino, “una grande opportunità per la città e per il Paese”. Presentato al Campidoglio il progetto dello stadio della Roma (nome provvisorio in attesa della cessione dei diritti per l’intitolazione) che sorgerà sull’area dell’ex ippodromo nella zona di Tor di Valle a Roma sud. Oltre 50mila posti, il Roma Village, un megastore Nike, ristoranti e negozi per una struttura che costerà complessivamente 1 miliardo di euro, mentre per lo stadio sono previsti 300 milioni di euro. Un’opera interamente finanziata da privati. “Sarà ispirato al Colosseo” ha spiegato l’architetto Dan Meis davanti al plastico. “Saremo la prima città in Italia che realizzerà uno stadio dopo la nuova legge sugli impianti – commenta il sindaco Marino – valuteremo il progetto in 90 giorni e poi inizieranno i lavori”. In 22 mesi si prevede la completa realizzazione dell’impianto. “Mi auguro – conclude Marino – che Totti e compagni possano giocare nel nuovo stadio a partire dalla stagione 2016-17″ 

 

Mercoledì prossimo sarà svelato dal presidente Pallotta il progetto della nuova casa giallorossa. Un impianto definito "avveniristico", con evidenti richiami però alla classicità e al volto antico della Capitale, ispirato nella forma al Colosseo

Lazio (2-0), Torino (2-0) e Verona (4-0)
vittorie per l'Europa League
Sorpassano Milan e Parma
. Catania,Bologna,Chievo e Livorno sprofondano e inchiodano la classifica nella lotta per non retrocedere.

Pinilla gol, il Cagliari,da due anni senza stadio, è di nuovo salvo foto
Il Parma fa tre passi indietro:dopo la vittoria col Napoli ha innestato la marcia indietro

Un rigore del cileno condanna i ducali al secondo stop consecutivo, frenata pericolosa in chiave Europa League. Sugli scudi il portiere Silvestri. Espulso Felipe, giornata opaca in attacco per gli ospiti, superati in classifica da tre squadre

Torino sogna, Immobile da record l'Europa adesso è più vicina

El Kaddouri e Immobile decidono la sfida contro i friulani. Mai i granata avevano fatto così tanti punti in serie A (51), da quando la vittoria ne vale tre. Il bomber ex Pescara, con 21 reti, eguaglia il primato di Pulici e Graziani

Toni trascina il Verona foto 
Catania, è notte fonda

Mandorlini 'pentito': "Non dovevo sostituirlo"

Grande prova degli scaligeri che affondano i siciliani con un poker. Nel primo tempo a segno per due volte il centravanti (che poi, alla ricerca della tripletta, viene sostituito da Mandorlini a 15' dalla fine e non la prende bene) e Marquinho. Nella ripresa arriva il timbro di Juanito Gomez

VIDEO Roma 2 - 0 AC Milan [Serie A] Highlights

 



a.s roma 2-0 ac milan all goals and highlights serie a 25/4/14 by FootballHighlights

statistico molto semplice rende l'idea della stagione del Milan, che adesso, per sperare ancora nell'Europa League, deve augurarsi che il Parma inciampi in un calendario non impossibile oppure deve battere in sequenza Inter, Atalanta e Sassuolo, e non è detto che basti. Il dato è che, non appena l'asticella si è alzata un po', il Milan l'ha immancabilmente fatta cadere. Contro le prime tre della classifica del campionato ha sempre perso: due volte con Juventus e Napoli, una con la Roma (pareggiò all'andata sotto la gestione Allegri). In Champions League ha strappato solo un pari in casa (ancora gestione Allegri) col Barcellona non più irresistibile di quest'annata, per poi cadere al Camp Nou, e si è arreso sia all'andata sia al ritorno all'Atletico Madrid (gestione Seedorf). In Coppa Italia, infine, è crollato non appena le partite contavano davvero (prima batosta di Seedorf), davanti all'Udinese, poi subito eliminata a sua volta.

Queste poche statistiche confermano l'evidenza. Il Milan edizione 2013-2014 è una squadra mediocre, incapace di andare oltre i propri limiti. E il settimo posto, ora di nuovo a rischio per il potenziale sorpasso di Torino, Lazio e Verona, non è affatto casuale. Né l'eventuale arrampicata fino al sesto e al preliminare di Europa League potrebbe cambiare la realtà. Data la premessa, diventa un esercizio inutile la gara tra seedorfiani e antiseedorfiani, per stabilire colpe e meriti dell'allenatore neofita, promosso alla panchina da Berlusconi come taumaturgo e presto ripudiato dal suo stesso mentore, che pare sempre più prossimo a fargli pollice verso, per promuovere a giugno Inzaghi dalla Primavera: gli imputa vistose manchevolezze tecniche e tattiche, nonché gli errori nella gestione della squadra, emersi tutti assieme a Roma.
 

L'esplosione di rabbia di Balotelli e la sempre più palese insofferenza del gruppo degli italiani, per lo più confinato in panchina, sono spie così evidenti del malessere da non potere essere certo ascritte alla fantasia dei molto presunti detrattori di Seedorf per partito preso. Nessuno si è inventato le notizie, tanto meno questo ribollire dello spogliatoio e tanto meno  -  soprattutto  -  l'incredulità dell'allenatore per il fatto che la società lo stia lasciando a cuocere a fuoco lento ormai da più di un mese, in balìa dell'incertezza sul futuro. Per la prima volta, dopo essersi tanto a lungo trattenuto in nome della diplomazia e dell'orgoglio, lui stesso non è riuscito a nascondere il disagio e lo ha manifestato in diretta televisiva.

E' ormai un reality show in piena regola: Casa Milan, il GF rossonero. Offre immagini quasi quotidiane dello status di una squadra precaria e di un club in tempesta. Proprio come nel confessionale del Grande Fratello, tutti sfogano il proprio malessere davanti alla telecamera. Ed è il contrappasso, nel regno mediatico di Berlusconi, che tutto ciò accada senza più freni. Balotelli litiga in campo con Taarabt e sceglie poi per la sua sfuriata il confessionale. Dove De Sciglio ammette che potrebbe andarsene. Dove Seedorf viene implacabilmente colto nella sua poco beata solitudine. Dove il volto di Galliani, post-sconfitta all'Olimpico, non è affatto trasfigurato nel classico ghigno d'ira, che di solito accompagna gli 0-2 in trasferta. E dove Berlusconi, nell'anomala campagna elettorale di condannato ai servizi sociali, per ora dice soltanto che la società non è in vendita. Il pubblico dei telespettatori può fare le nomination per buttare questo o quello fuori da Casa Milan. E' tutto molto virtuale, tranne la classifica. 
 

Intanto Barbara Berlusconi ammette, parlando all'Ansa, che la vittoria della Roma è indiscutibile: "Non fa mai piacere perdere ma sportivamente è giusto riconoscere la superiorità tecnica della Roma". L'ad rossonero rivolge i  "complimenti
 alla società giallorossa per aver costruito una squadra con un organico così forte". Barbara Berlusconi ha invece glissato sul futuro dell'allenatore Clarence Seedorf. "No comment - ha tagliato corto - sono valutazioni che non competono a me".

Roma, stangata per Destro: prova tv, squalificato per 4 giornate

Il giudice sportivo ha valutato il colpo ad Astori a Cagliari: 3 turni che si aggiungono a quello 'ordinario' causato dalla ammonizione in diffida. Il club ha annunciato il ricorso. Ma Garcia è in contrariato anche per Benatia: gli esami strumentali confermano uno stop di almeno un mese

 

ROMA - Stangata sulla Roma, quattro turni per Mattia Destro. Il giudice sportivo di serie A ha squalificato il giocatore per 3 giornate dopo il ricorso alla prova tv. Il centravanti è stato punito per la manata rifilata a Davide Astori, difensore del Cagliari, nel match giocato domenica. Inoltre Destro, ammonito nel corso della gara per simulazione, era diffidato e sconterà una quarta giornata 'ordinaria' di squalifica. La Roma ha già annunciato che presenterà ricorso.

Il giudice a sostegno della sua decisione, cita le dichiarazioni dell'arbitro (Davide Massa) sollecitate dal suo stesso ufficio e consegnate via mail: "In riferimento alla gara Cagliari-Roma da me diretta in data 06-04-2014 comunico, su richiesta del Giudice Sportivo, che nè io nè i miei collaboratori abbiamo visto l'episodio relativo alla manata di Destro". Poi viene riportata un'altra mail: "In riferimento alla gara Cagliari-Roma da me diretta in data 06-04-2014, su richiesta del Giudice Sportivo in merito all'episodio Destro-Astori e ad integrazione di quanto comunicato con mia precedente mail, specifico che: ho accordato un calcio di punizione diretto a favore del Cagliari per una trattenuta (normale fallo di gioco) commessa dal calciatore Destro ai danni di Astori. La successiva manata di Destro non è stata vista nè da me nè dai miei collaboratori".

Il giudice - dopo la prova tv - ritiene che "il gesto compiuto dal calciatore romanista integri inequivocabilmente gli estremi della condotta violenta sanzionabile ex art. 19, n. 4
lettera b) CGS, connotata, per consolidato orientamento interpretativo, dall'intenzionalità e dalla potenzialità lesiva".

 

Tris Destro: la Roma a -5 dalla Juve    foto    Catania ko è quasi B, colpo Sassuolo

Uno straordinario Livorno perde solo 2 a 0 con la Juvenilia schierando la Primavera e questo per sancire la "regolarità" del campionato di palta. Un brutto Napoli dice addio al secondo posto:il Parma aggancia l'Inter al quinto posto. Ora i neroazzurri hanno solo 2 punti in piu' della Lazio ed una tensione nervosa devastante. Tris Destro: la Roma a -5 dalla Juve foto 
Catania ko è quasi B, colpo Sassuolo,2-0 a Bergamo facendo un favore clamoroso all'Inter!!! Fiorentina +5 sull'Inter,il Torino manda in B il Catania. Cagliari nei guai

 

Roma-Parma 4-2: i giallorossi mangiano 6 punti ai francisti di Torino e fanno un favore all'Inter

Presto per parlare di campionato definitivamente riaperto, così come forse era presto per definirlo già del tutto chiuso. La Roma supera agevolmente il Parma nel completamento del match della 22/a giornata e riporta il distacco in cifra singola: sono otto i punti fra bianconeri e giallorossi, distanza considerevole a sette turni dalla fine ma ancora tutta da difendere per la formazione di Conte. Prosegue il periodo no del Parma, acuito dall'emergenza e da un calendario che dopo 17 risultati utili consecutivi gli ha presentato il conto sotto forma di triplo impegno con le due squadre di testa e con la Lazio. I ducali, che non vincono in casa della Roma dal 1997 - gol decisivo di Crespo -, mancano il sorpasso all'Inter in quinta posizione e ora sentono il fiato sul collo dell'Atalanta e proprio della Lazio, in una corsa per l'Europa League che potrebbe tornare a coinvolgere anche Verona e Torino.

PARTENZA DA BRIVIDI - La sfida, sospesa due mesi fa dopo otto minuti, riprende da un fallo laterale in favore del Parma e le soluzioni dei due tecnici passano in secondo piano per il ritmo forsennato delle squadre. Biabiany per Acquah, destro contrato da una scivolata disperata di Benatia, Schelotto si fionda sul pallone e colpisce di testa, disturbato anche da un piede alto - forse troppo - di Castan: pallone sopra la traversa. Risposta Roma affidata al diagonale destro di Maicon, bravissimo Mirante, che non può nulla al 12′. Gervinho ha una prateria davanti a sé sulla sinistra, sterza verso il centro e serve Totti, lestissimo nell'aprire per Destro: l'attaccante incrocia, sfera sul palo, Gervinho può stoppare e insaccare a porta vuota. Qualche dubbio sulla posizione dell'ivoriano, forse oltre la linea della palla, forse no, questione di millimetri. Il Parma riparte a testa bassa e Acquah pareggia subito: il ghanese riceve un cross da sinistra e stoppa in area con il petto, attorno a sé ha quattro romanisti che gli permettono di girarsi e pescare l'angolo alla destra di De Sanctis.La Roma ha reagito subito e un minuto dopo è ripassata in vantaggio: Pjanic con una grande giocata ha dribblato due uomini e in area ha servito Totti che di prima ha infilato la palla sotto la traversa. Per il capitano è il 234esimo gol in carriera con la maglia della sua città. La difesa della squadra di Garcia ha dimostrato però di avere dei cali di tensione inusuali, quando al 20'Torosidis ha sbagliato la trappola del fuorigioco e Benatia ha dovuto intercettare la palla gol per Amauri. Stessa identica situazione al 38' e stavolta il difensore marocchino si è immolato quasi fosse un muro. Al 41' la Roma è andata vicino al tris con Destro, sfortunato a colpire una traversa su splendido cross di Maicon.

La ripresa non ha deluso le aspettative e al 4' la squadra giallorossa ha calato il tris conPjanic, bravo a trovare a rimorchio la respinta della difesa su tiro di Gervinho. E' il gol nel giorno del suo 24esimo compleanno. Cinque minuti Destro ha sbagliato un tiro da solitario in area su una respinta di Mirante. Poco dopo Garcia in vista della prossima gara ha deciso di sostituire l'attaccante per Florenzi. La Roma ha cercato di arretrare il suo baricentro ma il Parma non è mai riuscito a trovare lo spazio per essere pericoloso. Al 37' Torosidis è sceso sulla fascia e dopo aver scartato un difensore, ha cercato Pjanic in mezzo ostacolato all'ultimo dal recupero di Molinaro. Sull'angolo successivo Rodrigo Taddei con un colpo di testa ha infilato Mirante per il poker della Roma e il suo primo gol in stagione. Al 45' c'è tempo anche per la rete di Biabiany, bravo di piatto a trovare l'angolo giusto dal limite dell'area.

FINALMENTE SALTA PER ARIA STA SQUADRA DI MMERDA!!!
Si ferma al San Paolo la lunga marcia della Juventus, imbattuta da 22 giornate. Il Napoli vince 2-0, resta a 6 punti dal secondo posto e si porta a +9 dalla Fiorentina, bloccata nel pomeriggio sullo 0-0 dalla Sampdoria. Notte perfetta per la squadra di Benitez che in 90 minuti rifila ai bianconeri più gol di quanti ne avessero subiti nelle ultime sei partite (uno) a conferma di un potenziale inespresso, soprattutto contro le piccole, che provocherà rimpianti a fine stagione. Male la squadra di Conte, mai capace d’impensierire seriamente Higuain e compagni e ora in attesa del recupero di Roma-Parma per capire se il fiato giallorosso sul collo è reale o meno. Della serata ‘no’ dei bianconeri ne ha risentito lo spettacolo in una gara (quasi) a senso unico, gestita con autorità dai partenopei che da questa domenica hanno in ghiacciaia almeno i preliminari di Champions League.

Che non fosse un Napoli-Juventus come ai tempi di Maradona e Platini era chiaro. E neanche una sfida da prime della classe, come all’andata quando sull’erba dello Stadium si presentarono entrambe a quota 28 punti. Da quella netta vittoria, gli uomini di Conte hanno iniziato a scavare il vantaggio di 20 punti con il quale i bianconeri sono arrivati al faccia a faccia. Impercettibili al San Paolo, dove gli azzurri controllano fin dal primo tocco. La Juve trema subito per il ginocchio di Vidal, poi rischia di cadere sotto i colpi di Callejon e Hamsik ma Buffon è pronto in entrambi i casi. Dopo 148 giorni il centrocampista slovacco trova anche il gol, ma in fuorigioco. La Juve non riesce a passare da Pirlo, che nella prima mezz’ora tocca un pallone in fase di costruzione e calcia una punizione, sbagliando entrambi in maniera grossolana. Il Napoli invece si muove come piace a Benitez: pressing alto, esterni che viaggiano sulle fasce, Goulham e Henrique spesso a supporto della fase offensiva e il solito Higuain a svariare su tutto il fronte d’attacco.

E alla fine il gol arriva, nel modo che più piace al tecnico spagnolo. Al 36esimo, con la Juve in dieci (Chiellini fuori per cambiare la maglia), gli azzurri si distendono sulla fascia destra. Palla a Insigne che rientra e inventa per Callejon, in leggero fuorigioco: Asamoah è in ritardo sulla diagonale, lo spagnolo spara verso Buffon che questa volta può nulla. Uno a zero. Non è Juve senza il radar di Pirlo, così come non è Juve senza Tevez. L’assenza dell’Apache pesa, eccome. Osvaldo eLlorente, giocano troppo vicini, le (poche) sponde per i centrocampisti sono spesso imprecise e non accorciano. Così con Pirlo che non imposta, il baricentro dei bianconeri si abbassa, i dueattaccanti non trovano mai un guizzo, né aprono varchi in favore dei compagni. I gol mancano da tempo: Llorente non segna dal 2 marzo, Osvaldo da febbraio.

La prima vera occasione per i bianconeri arriva quando Orsato sta per fischiare l’intervallo grazie a un cross di Lichtsteiner sul quale Osvaldo prova la sforbiciata. Un colpo a effetto riuscito due volte in maglia Roma, altri tempi e altro risultato. Conte deve aver rivisto la gara dell’andata, quando il Napoli venne schiacciato dal duo Vidal- Isla e al 50esimo manda dentro l’ex Udinese per Asamoah, spostando Lichtsteiner a sinistra. E la Juve si accende subito da quel lato, grazie a un fitto scambio tra i due connazionali ma Reina è attento e sporca per la prima volta i guanti, al 53esimo. I bianconeri sono più dinamici, il Napoli è più prudente ma sei minuti dopo vanno vicini al raddoppio con una punizione di Goulham, salvata ancora da Buffon con l’aiuto della traversa. Il tecnico leccese annusa il momento e prova a mettere benzina nel motore inserendo Marchisio e Vucinicper Pogba e Osvaldo, anonimi. A 13 minuti dalla fine, il montenegrino, alla prima palla giocabile, mette Isla davanti a Reina con un assist perfetto ma Goulham – in serata straordinaria in fase difensiva – toglie tempo e pallone all’ala cilena.

Gol sbagliato, gol subito: la regola è immortale. Hamsik invitato da Pandev perdona la Juventus al 77esimo (una rarità: dal 2008 a oggi ha segnato 6 volte alla Vecchia Signora) e qualche secondo dopo lascia il posto a Mertens. Il belga non è in vena di regali e tre minuti dopo mette il sigillo con un gran diagonale a chiudere l’assist disegnato con il compasso ancora da Pandev. E’ il gol della resa per la Juve, che compromette molto poco sulla strada dello scudetto ma complica quella verso i 100 punti. Una sconfitta da dimenticare in fretta.

Verona-Fiorentina 3-5: Aquilani e Borja Valero super, pokerissimo viola al Bentegodi

La squadra di Montella vince meritatamente una partita dalle mille emozioni. In vantaggio l'Hellas con Sala, ma i viola ribaltano la situazione con Cuadrado e l'ex Roma. Nella ripresa altri cinque gol: i toscani tengono a distanza l'Inter, per gli scaligeri l'Europa si allontana

Quando si affrontano Verona e Fiorentina lo spettacolo è assicurato. Dopo i sette gol dell’andata, finita 4-3 per i viola, al Bentegodi ne vengono segnati addirittura otto, ma la sostanza non cambia. Vince la Fiorentina che blinda il quarto posto e dimostra di essere in salute in vista della finale di Coppa Italia con il Napoli del 3 maggio.

PARTITA SUBITO VIVACE
 – L’avvio di gara non delude le attese. La Fiorentina prende in mano le redini del gioco, con il Verona tutto chiuso a difesa della propria area, ma pronto a ripartire in contropiede. Gli spazi sono intasati e i viola si affidano in più di un’occasione al tiro da fuori: per due volte, prima su Ilicic poi su Aquilani, Rafael è costretto a respingere in tuffo. In mezzo l’unico squillo dell’Hellas con Iturbe, ben imbeccato da Toni, che calcia troppo debolmente tra le braccia di Neto. La Fiorentina non si preoccupa più di tanto e continua a macinare gioco, ma alla seconda occasione il Verona si dimostra cinico. Al 14’ Toni difende palla alla sua maniera e serve l’accorrente Iturbe che calcia in porta; Neto respinge centralmente con troppa sufficienza e Sala, ben appostato, corregge in rete per il vantaggio scaligero.

FIORENTINA CON PERSONALITA’
 – Un gol che farebbe vacillare molte squadre, ma non una Fiorentina davvero piena di personalità. Borja Valero sale in cattedra e disegna geometrie perfette. Al 31’ il passaggio filtrante in area dello spagnolo è un invito a nozze per Cuadrado che scarica sotto la traversa un diagonale destro imparabile. Sul finire del tempo Aquilani raddoppia, sfruttando un bel cross di Pasqual dalla sinistra bucato per pochi centimetri da Cuadrado. In assenza di Gomez e Rossi, gli inserimenti del centrocampista ex Roma e Milan si rivelano letali per la difesa del Verona.

Verona vs Fiorentina 3-5

Torino-Genoa 2-1: Immobile e Cerci nel recupero infiammano l'Olimpico

In un finale vietato ai deboli di cuore i granata centrano il terzo successo di fila e continuano a inseguire l'Europa League. Gilardino entra e segna a 5 minuti dal 90' illudendo i rossoblù, costretti invece a incassare il terzo ko consecutivo sotto i colpi dei 'gemelli del gol' (19 centri Immobile)

TORINO –