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Fiorentina-Guingamp 3-0: Vargas
apre, poi i sigilli di Cuadrado e Bernardeschi

FIRENZE –
Una
vittoria per partire lanciati in Europa League, ma anche per
prendere la spinta giusta per il campionato, spazzando via
qualche malumore dopo le prime due giornate senza reti (1 punto
all’attivo). E’ quanto cercava la Fiorentina da questo esordio
nella competizione continentale. E i gigliati riescono nel loro
intento, superando 3-0 il Guingamp, compagine campione di
Francia, che ha retto il confronto per mezz’ora, finendo per
calare alla distanza, anche per l’inferiorità numerica già prima
dell’iintervallo. Paga insomma la scelta di Vincenzo Montella di
affidarsi ai ‘senatori’, limitando al minimo il turn over in un
undici che inizialmente ha in campo un solo italiano (il
capitano Pasqual).
VARGAS SBLOCCA IL MATCH, POI IL GUINGAMP RESTA IN DIECI
– La squadra bretone comincia c0n acume tattico e buona
copertura degli spazi, limitando a dovere i padroni di casa, che
nella prima mezz’ora si fa vedere in avanti solo con un
pallonetto abbozzato da Cuadrado, sul quale pero’ il portiere
ospite Samassa non si fa trovare impreparato. Al 34′ la prima
svolta del match, con il vantaggio della Fiorentina: bella
iniziativa persomale di Kurtic sulla destra, cross puntuale e
teso su cui dalla parte opposta Vargas anticipa Sankoh e di
testa insacca. Meno di cinque minuti e la gara prende un binario
ancora più in discesa per i viola: il senegalese Diallo viene
espulso per un doppio cartellino giallo (severo il secondo
provvedimento dell’arbitro, che più tardi non adotta lo stesso
metro per situazioni analoghe) e il Guingamp resta in dieci,
accusando il contraccolpo.
FIRENZE –
Una vittoria per partire lanciati in Europa League, ma anche per
prendere la spinta giusta per il campionato, spazzando via qualche
malumore dopo le prime due giornate senza reti (1 punto all’attivo).
E’ quanto cercava la Fiorentina da questo esordio nella competizione
continentale. E i gigliati riescono nel loro intento, superando 3-0
il Guingamp, compagine campione di Francia, che ha retto il
confronto per mezz’ora, finendo per calare alla distanza, anche per
l’inferiorità numerica già prima dell’iintervallo. Paga insomma la
scelta di Vincenzo Montella di affidarsi ai ‘senatori’, limitando al
minimo il turn over in un undici che inizialmente ha in campo un
solo italiano (il capitano Pasqual).
VARGAS SBLOCCA IL MATCH, POI IL GUINGAMP RESTA IN DIECI
– La squadra bretone comincia c0n acume tattico e buona copertura
degli spazi, limitando a dovere i padroni di casa, che nella prima
mezz’ora si fa vedere in avanti solo con un pallonetto abbozzato da
Cuadrado, sul quale pero’ il portiere ospite Samassa non si fa
trovare impreparato. Al 34′ la prima svolta del match, con il
vantaggio della Fiorentina: bella iniziativa persomale di Kurtic
sulla destra, cross puntuale e teso su cui dalla parte opposta
Vargas anticipa Sankoh e di testa insacca. Meno di cinque minuti e
la gara prende un binario ancora più in discesa per i viola: il
senegalese Diallo viene espulso per un doppio cartellino giallo
(severo il secondo provvedimento dell’arbitro, che più tardi non
adotta lo stesso metro per situazioni analoghe) e il Guingamp resta
in dieci, accusando il contraccolpo.
Napoli-Sparta Praga 3-1: Higuain e
Mertens riconquistano Fuorigrotta

C omincia
coi tre punti la corsa azzurra in Europa League, nonostante lo
svantaggio iniziale firmato da Husbauer: il Pipita guida la carica
partenopea, siglando il pari dal dischetto, nella ripresa la
doppietta del folletto belga
NAPOLI –
Non è il miglior Napoli, ma arriva la vittoria ed è questo quello
che più conta, nel momento attuale degli azzurri: a quattro giorni
dalla sciagurata gara contro il Chievo, con i partenopei sconfitti
nonostante l’incessante tiro al bersaglio verso la porta di Bardi,
Benitez e i suoi ragazzi avevano bisogno di applausi, di fiducia e
di gol, soprattutto nella prima tappa del percorso in quell’Europa
League che sembra più un peso che un onore. Eppure, anche questa
serata era cominciata male, con il gol di Husbauer a far temere
un’altra débâcle; poi la reazione, Higuain che cancella il rigore
sbagliato domenica battendo Bicik dal dischetto e Mertens che, nella
ripresa, trova i due gol che chiudono la pratica.
HUSBAUER METTE PAURA AGLI AZZURRI – Benitez sorprende,
sconfessando di fatto il robusto turnover preannunciato, rischiando
anche un Higuain non al meglio. Britos ed Henrique sulle corsie
esterne sembrano una scelta sparagnina ma, alla fine, anche questa
pagherà. Dopo due conclusioni da fuori degli azzurri, prima del
quarto d’ora arriva la doccia fredda: sugli sviluppi di un corner,
Husbauer mostra di meritare l’interesse di Cagliari e Lazio con un
destro teso che passa tra una selva di gambe e si insacca alle
spalle di Rafael, dopo aver sbattuto sul palo.
HIGUAIN FA PACE
COL DISCHETTO – Gli azzurri reagiscono, dopo un iniziale attimo
di sbandamento, con Mertens che lascia presagire la sua grande
serata ispirando l’azione che vale il penalty: Hamsik riceve palla,
evita l’uscita di Bicik e spedisce sulla traversa, sul pallone
incombe Callejon che calcia a botta sicura, Costa Nhamoinesu si
lancia a corpo morto e tocca col braccio. È rigore e Higuain, da
vero trascinatore, esorcizza l’errore di domenica scorsa e riporta
il Napoli a galla.
MERTENS DECIDE IL MATCH – Con il primo tempo che si chiude
con un altro legno (sfortunato Callejon, il cui gran tiro si
infrange sull’incrocio dei pali), il Napoli ha il merito di
riprendere dove aveva lasciato, spingendo con ancor maggiore
convinzione nella ripresa. Il Pipita accelera in area ceca, mette al
limite dell’area piccola per Dries Mertens che, scattato sul filo
del fuorigioco, deve solo spingere. Il belga non è sazio, si becca
un’ammonizione per un gol di braccio e poi si rifà, con un’azione
delle sue: quando mancano poco meno di 10’ al termine, il belga
manda a vuoto Kaderabek e Matejkovski con il cambio di passo prima
di battere Bicik chiudendo col destro.
CONTESTATA LA PROPRIETÀ – Il resto è accademia, con gli
azzurri che riescono a riconquistare il San Paolo grazie al
carattere: diversi gli umori dei 15.000 (pochini) del San Paolo nei
confronti di De Laurentiis (padre e figlio), beccati a mezzo
striscione dai sostenitori azzurri. Al tifo va riconosciuta la
maturità di sostenere la squadra, particolarmente bisognosa di
appoggio in questo momento, nonostante i malumori verso la società.
NAPOLI-SPARTA PRAGA 3-1 (1-1)
NAPOLI (4-2-3-1): Rafael, Henrique, Albiol, Koulibaly, Britos,
Inler, Gargano, Callejon (38′ st David Lopez), Hamsik (36′ st Zuniga),
Mertens; Higuain (19′ st Michu). (45 Andujar, 11 Maggio, 24 Insigne,
91 Zapata). All.: Benitez
SPARTA PRAGA (4-4-2): Bicik, Costa, Kovac, Brabec, Kaderabek,
Dockal (29′ st Konaté), Matejovsky, Marecek, Krejci, Husbauer (33′
st Bednar), Lafata (38′ st Schick). (1 Stech, 4 Svejdik, 17 Vacek,
29 Bednar, 33 Breznanik). All. Lavicka
ARBITRO: Bernie Raymond Blom (Ola)
RETI: nel pt 14′ Husbauer, al 23′ Higuain (rigore); nel st al
7′ e al 35′ Mertens
ANGOLI: 7-5 per il Napoli
RECUPERO: 0′ e 4′
AMMONITI: Costa, Mertens e Bednar per gioco scorretto
SPETTATORI: 15 mila circa.

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